Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 25 aprile 2017

2024

Fairytales_25_Unicorn

Prima ho scritto la data, e l’attenzione mi è andata sull’anno: 2017.
Mi ricordo quando guardavo già all’anno 2000 come un anno particolare, un anno in cui, chissà (nota: quanto mi piace il chissà), dicevo chissà l’umanità a quali traguardi sarebbe giunta.
Ebbene, vi dirò che oggi 2017 non mi pare che negli ultimi anni siamo avanzati così tanto come quando, che ne so, c’è stata la rivoluzione industriale, o la scoperta dell’elettricità.
Una delle grosse innovazioni è stato il modo di comunicare, sia coi telefoni che con Internet, la prima cosa che mi viene in mente è per esempio la primaver araba, dove non vorrei sbagliare ma le proteste furogono organizzate anche via social network. D’altra parte il libro su Facebook (Facebook La storia) si apre proprio parlando di proteste in sudamerica organizzate grazie al noto social network. Cose che una volta sarebbe stato più difficile organizzare.

Perché “2024”?
2024 rappresenta per me un’altra data significativa, rappresenta il futuro, futuro a breve ma sempre futuro. E mi è venuto in mente forse proprio per via del programma “2024” trasmesso su Radio 24 da Claudio Paglierini, che parla di tecnologia.
Saremo andati su Marte? Ecco, che ne è stato delle esplorazioni spaziali?
E’ vero, costano un sacco di soldi, è giusto trascurarle e girare i fondi a questioni più terrestri? E se invece la facessimo finita con le guerre?
Eh, facile a dirsi.
Beh, mi piacerebbe vedere qualche invenzione significativa per il 2024, ma speriamo almeno che le cose migliorino rispetto ad oggi, 2017.

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 20 aprile 2017

Come dormire meglio: l’aspirapensieri

persona_che_prova_a_dormire
Ho letto questa tecnica per dormire meglio sul libro Opening Up (Scrivi cosa ti dice il cuore, in italiano) di cui vi parlai, scritto da James Pennebaker, professore di psicologia all’università del Texas.

Supponete di avere dei pensieri che vi fanno addormentare in ritardo e magari anche dormire male. Come migliorare la situazione?
Pennebaker ha escogitato un metodo ispirato all’aspirapolvere: e se potessimo estrarre da noi i pensieri?
Come fare? Semplice. Prendete un registratore e, a letto, parlate appunto al registratore.
Prenderete sonno più in fretta e dormirete meglio. Dovete parlare come in un flusso di coscienza, dicendo tutto quello che vi viene in mente, finché non vi addormentate.
Il registratore si è trasformato così in un… aspirapensieri 🙂

La tecnica è stata sperimentata su un gruppo di studenti, che sono stati divisi in tre gruppi. Un gruppo è stato fatto addormentare normalmente, uno contando pecore, uno indossando una maschera per l’ossigeno modificata per accogliere un registratore. Questo gruppo ha avuto un sonno migliore, ha avuto meno difficoltà ad addormentarsi e ha avuto meno interruzioni del sonno durante la notte.

La tecnica funziona chiaramente se i motivi della eventuale insonnia sono psicologici, se ci sono delle cause fisiche non va bene.

Ho sperimentato personalmente la tecnica e posso dirvi che funziona, anche se non è che avessi chissà quale insonnia. Ho provato anche senza registratore, ma in quei casi mi sono sentito più stupido a parlare, e ho interrotto prima l'”esperimento”.
All’inizio era strano dire quello che mi veniva in mente, perché una cosa è avere in mente dei pensieri, una cosa è dirli. Non so, per certe cose quasi mi vergognavo (non che fosse chissà che poi), poi mi sono abituato, anzi posso dire che è bello!
Provate!

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 14 febbraio 2017

L’amore è incancellabile (?)

Eternal-Sunshine-spotless-min-se-mi-lasci-ti-cancello

Ebbene, non ho fatto il post di Natale e invece vado a scrivere quello di San Valentino.
Lo faccio riportando una notizia appresa qualche giorno fa da Repubblica.it, in cui viene raccontato come un uomo sia riuscito a riconquistare la ragazza che aveva perso la memoria, dimenticandosi anche di lui.
Ho trovato la cosa molto romantica, e quindi eccomi qui a riportarla.
E ho trovato romantico, o quantomeno apprezzabile, il fatto che lui abbia avuto la pazienza di riconquistarla, sebbene lei avesse inizialmente addirittura paura a stare di nuovo con lui.

L’articolo di Repubblica che citavo dice che la vicenda ha fatto tornare in mente a varie persone il film “Le pagine della nostra vita”, del 2004, in cui un uomo legge ogni giorno a una donna affetta da demenza senile il diario della loro storia d’amore.
Io invece vado ora a fare uno spoiler su Eternal sunshine of the spotless mind, film con Kate Winslet e Jim Carrey di cui avevo già parlato, e lo faccio perché a me la vicenda ha fatto invece venire in mente questo film.
In esso i protagonisti effettuano una procedura volontaria per dimenticare il partner una volta che hanno deciso di lasciarsi, ma si trovano, alla fine, a stare di nuovo insieme. Questo, e ce lo suggerisce in qualche modo la vicenda ispiratrice del post, faceva scrivere a un commentatore (Mistral) che l’amore è incancellabile.

E’ veramente incancellabile? Forse l’amore vero sì.

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 1 febbraio 2017

La radio e la festa di Radio Deejay

festaradiodeejay2017-35anni
Mentre scrivo sto guardando la festa di Radio Deejay in diretta Facebook (qui).
Che cos’è? E` un evento organizzato da Radio Deejay per i suoi 35 anni, presso il Pala Alpitour di Torino, dove sono presenti più o meno tutti gli speaker della radio.

Sono ormai parecchi anni che ascolto la radio, fino a qualche anno fa ascoltavo RTL 102.5, poi i programmi hanno iniziato a piacermi un po’ meno e allora ho iniziato ad ascoltare di più Radio Deejay. In particolare mi conquistò Deejay Chiama Italia, il programma di Linus e Nicola Savino dove vengono proposti, come anche in qualche altra trasmissione della radio, brani legati in qualche modo ai discorsi che si stanno facendo.
Ascolto un po’ di tutto, da Radio Uno a Radio due (di più), Radio Tre, Radio 24, qualche radio Romana.

Non sono, come credo di aver già scritto, propriamente un discotecaro :), ma sento l’energia della “festa”, e la festa non è poi solo musica da discoteca.
Ho comunque ascoltato più volte Albertino con la sua trasmissione sulla musica dance, anche per capire gli ultimi trend :), ed è stato degno di nota il momento Deejay time, dove Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso sono scesi dall’alto su una sorta di skateboard volanti come in Ritorno al futuro.

Gli speaker di Radio DJ che mi piacciono di più? Oltre a Linus, Vic, Laura Antonini e i Vitiello.

Adesso però seguire mentre scrivo sta diventando un po’ complicato, e allora, visto anche che la festa finisce alle 23, mi fermo e posto.
Ciao!

Ps: una delle canzoni della festa, di Eiffel  65, presenti sul palco

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 25 gennaio 2017

Disquisendo sul blog

Pochi giorni fa mi sono trovato a leggere un vecchio post, “Cosa resterà di questo blog?“, in cui mi chiedevo cosa avrei fatto un giorno in cui non mi fosse più andato di scrivere. Avrei chiuso il blog, o l’avrei lasciato comunque aperto?
Premetto che per ora l’intenzione di continuare a scrivere, quando c’è l’occasione, ce l’ho.
L’idea che ho è che il blog rimarrà aperto, magari non so potrei chiudere i commenti (buonanotte, vai a farlo per tutti i post 🙂 ). Comunque beh credo oggettivamente che i blog che contengono dei post con indicazioni su libri, film, musica, sia opportuno che rimangano aperti anche dopo che il proprietario non ha più voglia di scrivere.
Come farebbe per esempio il popolo di internet senza il post su Pollon? 🙂 (non immaginate quante visite arrivano su quel post)
Per quanto riguarda la propria vita, trovo che anche delle considerazioni su di essa, sebbene magari si legga solo un post estrapolato dal blog, possano essere utili e siano quindi degne di rimanere pubblicate.
Ho parecchi argomenti di cui potrei parlare, ma non l’ho fatto perché io in genere scrivo quando non solo ho un argomento in mente ma anche l’energia per scriverlo subito, o insomma a distanza di poche ore da quando ho sentito di volerlo scrivere. E ultimamente un po’ di energia di quel tipo mi è mancata.
Comunque, come dicevo, eccomi ancora qui, e anzi, avrei in programma di aprire un blog in inglese, sia per curiosità nei confronti del mondo dei blog in inglese, sia per rinfrescare il mio inglese quotidiano diciamo, visto che uso in genere quello tecnico.
E` curioso pensare di aprire un altro blog quando non hai avuto le energie per scrivere su quello che hai già, ma le idee ci sono.
Un saluto a tutti, per ora.

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 2 agosto 2016

La vita è breve

Stasera ho letto l’articolo/saggio “La vita è breve” (Life is short  in inglese) di Paul Graham , programmatore, saggista, imprenditore.
Il titolo è piuttosto esplicativo, e nel testo sono riportate le considerazioni che spesso si ritrovano sull’argomento, come l’importanza di eliminare ciò che non è importante, di assaporare i momenti importanti una volta che ti accorgi di quanto la vita sia breve.
Voglio però riportare alcuni punti che mi hanno colpito.

Uno è quando Graham racconta di essersi interrogato sulla brevità della vita da piccolo, di non averci più pensato, e di esserci tornato a pensare una volta avuti dei figli. Graham considera come il Natale “magico” con i tuoi figli piccoli, pensandolo magico nell’età da tre a dieci anni, lo vivrai solo otto volte. E come hai solo 52 fine settimana l’anno per stare con loro.

Un suggerimento interessante è poi come capire se una cosa è importante o no: basta pensare se la riterremo importante in futuro.
L’avevo già sentito, ma in effetti non ci penso spesso e forse farei meglio a farlo.

Graham ricorda poi come diamo per scontato che avremo sempre la possibilità, che so, di scrivere un libro, scalare una montagna, ma non è così, perché certe finestre temporali si chiudono. Per cui, se vogliamo fare qualcosa, è meglio farla il prima possibile.

Capita di vivere la vita senza pensare a quanto sia importante quello che facciamo, e forse serve anche questo, forse serve fare anche delle stupidaggini, perdere tempo, ma non troppo però, e credo che in effetti bisogna anche interrogarsi su come il nostro tempo lo impieghiamo.

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 31 luglio 2016

Piña colada

pina_colada

Devo fare una cosa, devo andare a bere una piña colada.
A dire il vero sono pressoché astemio, più che altro perché non mi piace bere il vino a tavola, anche se bevo la birra quando mangio la pizza.
Ma l’idea della piña colada mi è venuta leggendo Dance Dance Dance di Murakami, perché il personaggio principale è particolarmente affezionato a questo drink, nella sua permanenza alle Hawaii.
Credo poi che sia sempre opportuno esplorare nuovi cibi, bevande, luoghi, e anche se mi pare di aver letto qualcuno che diceva che la piña colada è un po’ troppo dolce, credo che si possa dare la propria valutazione solo dopo averla assaggiata.
Un po’ di tempo fa giravo per Trastevere e mi è andato l’occhio a un bar che la preparava. In effetti bisogna anche scegliere il locale giusto, perché per quanto gli ingredienti siano piuttosto limitati come numero, evidentemente la giusta proporzione e non so cos’altro ha la sua importanza.
In caso, vi farò sapere le impressioni!

 

 

immagine tratta da https://monkeyvapes.com/shop/e-juice/organic-e-juice/pina-colada-e-juice/

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 25 luglio 2016

500 giorni insieme

Ho visto recentemente questo film, 500 giorni insieme appunto, e ispirato dalla storia, che è una storia d’amore, voglio dirvi una cosa, anche se mi rendo conto che nessuno me l’ha chiesto :).
Sapete cosa penso delle donne che dicono che non vogliono sposarsi, o che non vogliono una relazione? Che non è vero, cioè può essere anche vero che lo pensino, ma credo che nel loro intimo lo vogliano, solo che lo vogliono con l’uomo giusto.

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 18 luglio 2016

Sono cavoli

Sono cavoli perché oggi ero in metro e sono saliti insieme ai passeggeri cinque agenti forse della guardia di finanza, con tanto di pistola al seguito.
Per fare cosa? Beh, hanno controllato i passeggeri, chiedendo i documenti a persone sospette e controllando anche degli zaini.
Dico sono cavoli perché un controllo di questo tipo non l’avevo mai visto qui a Roma, ho pensato addirittura ad Israele! Dove forse cose di questo tipo sono più all’ordine del giorno.
Ho quasi pensato di lasciare la metro e prendere l’autobus, ma poi ho proseguito.
Purtroppo i terroristi stanno riuscendo discretamente a diffondere, appunto, il terrore.
A questo proposito colgo l’occasione per fare una considerazione.
I terroristi sono criminali, ma a volte mi pare sia stato usata come motivazione per la guerra santa il fatto che i paesi occidentali fanno le guerre dove possono trarre poi dei benefici sfruttando le risorse locali.
Ufficialmente non è così, ma mi sembra che questo sia in parte vero.
A parte gli Stati Uniti, ho ripensato anche alla Francia che attaccò in Libia per prima e forse anche prima di coordinarsi con altri paesi.
E’ chiaro, non c’è giustificazione alle stragi, però credo occorrerebbe riflettere seriamente anche sulle guerre che appunto alcuni paesi portano avanti.

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 16 luglio 2016

Eleonora

Stamattina giravo per blog e mi è capitato di vedere una commentatrice che si chiamava Eleonora.
Mi ha fatto tornare in mente una Eleonora che conobbi quando eravamo in vacanza con la mia famiglia al mare, tanti anni fa, credo avessi una decina di anni.
Stava nella casa adiacente alla nostra, che avevamo preso in affitto. I miei genitori avevano fatto conoscenza con i suoi, e noi ci vedevamo lì a casa, o forse pure al mare, non mi ricordo.
Credo fosse più che altro lei a proporre cose e a cercarmi, io sono sempre stato abbastanza timido ma più che altro, almeno per come ce l’ho in mente ora, non me la ricordo troppo simpatica.
Questo anche per un fatto particolare, che è quello per cui sto scrivendo.
Avevo comprato qualche giorno prima delle cartoline su cui erano disegnati Paperone, Paperino e forse Topolino mediante numerosi fili cuciti sopra il cartoncino, e ci tenevo abbastanza. Un giorno eravamo nella mia camera da letto e lei mi chiede se gliene regalo una. Non mi ricordo bene quello che pensai o che dissi, ma ricordo che non volevo in realtà dargliela ma cedetti alle sue richieste, e quella cosa mi scoccia ancora oggi.
Le nostre famiglie si incontrarono una volta dopo le vacanze, poi non ci vedemmo più. Avrei dovuto risponderle diversamente, magari un’altra cosa gliela regalavo, ma quelle cartoline no.

Older Posts »

Categorie