Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 17 novembre 2017

Colazione da Tiffany, eh già!

Lo dicevo io, quando scrivevo Un gelato da Tiffany, che da Tiffany si poteva anche mangiare!  🙂

Va bene, va bene, prima non si poteva, adesso però sì: come forse avrete letto, ad esempio nell’articolo di Repubblica, Tiffany ha aperto un caffè, il Blue Box Cafè, nella sua sede newyorkese. Così potrete davvero fare colazione all’interno della famosa gioielleria, in mezzo all’arredamento color azzurro Tiffany.

Ora almeno se tenterò di entrare a Roma con un gelato potrò portare come esempio i colleghi newyorkesi! 🙂

 

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Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 12 settembre 2017

Il futuro

Ogni volta che crediamo di conoscere il futuro, anche solo per un secondo, questo cambia. A volte, il futuro cambia rapidamente e totalmente. E non ci resta altro da fare se non scegliere la nostra prossima mossa. Possiamo scegliere di avere paura, di restare fermi a tremare, senza muoverci e pensare alla cosa peggiore che potrebbe succedere. Oppure possiamo fare un passo in avanti, nell’ignoto, con il solo pensiero che quello che accadrà, sarà fantastico

Ho trovato questo pensiero in giro, sembra venga da Grey’s Anatomy, mi è piaciuto.

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 2 settembre 2017

Secondo me, la discriminante è il mare

È stato il primo anno in cui l’estate mi è piaciuta meno del solito.
Pensavo che forse la discriminante è il mare. Per vari motivi non mi sono mosso da Roma, e ti ritrovi ad agosto col caldo che incombe, la città che un po’ si svuota (non tanto, ma un po’ si nota), e insomma una situazione dove ti puoi chiedere cosa ci sia di positivo.
Quando vai al mare è un’altra cosa, il caldo è il benvenuto, anche se certo anche al mare troppo caldo può dare fastidio, e vedi l’estate sotto un altro punto di vista.
Continua a piacermi dell’estate la luce, quella sì, già penso a dicembre con quelle giornate corte corte.
Non lo so se la discriminante è il mare, comunque il mare dà secondo me un senso diverso all’estate.

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 6 luglio 2017

Robocop

Stanno facendo Robocop su RAI4.

Da piccolo robocop mi piaceva, lo vedevo come un robot contro il male, ma un po’ di tempo fa l’ho rivisto e mi sono reso conto di quanta violenza c’è in quel film.

Secondo me dovrebbe addirittura essere vietato ai ragazzini, anche se magari da piccolo della violenza non te ne accorgi nemmeno, come successe a me. O forse io credo di non essermene accorto, ma secondo me arriva comunque.

Che dire, è una storia di bene contro il male dove vince il bene, però come dicevo il film è secondo me eccessivamente violento, almeno in alcuni punti, che mi sono rimasti impressi.

Non so se poi il notevole uso delle armi in certi film dipende dalla lobby americana delle armi, ma certo non credo che il suo influsso sia indifferente.

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 2 luglio 2017

Agghindata

Mi viene il dubbio che il termine “agghindato” sia dialettale e che non tutti lo capiscano, comunque per agghindato intendo “sistemato bene”.
E chi era sistemata bene? Era ragazza che stava con altri coetanei, una ragazza che mi è capitato di vedere ieri sera.
Stava con un tailleur grigio, con una borsa nera elegante. Risaltava rispetto agli altri perché gli altri erano vestiti più o meno “normali”. Ho visto poi che erano diretti in pizzeria, ho immaginato che fosse probabilmente per festeggiare la fine dell’anno scolastico.
Secondo me era un po’ fuori luogo per una pizza, perché bene stava bene ma l’eleganza non è che vada sempre bene, serve qualcosa di proporzionale alla situazione in cui ti trovi.

Mi è tornata comunque in mente la cena di classe del quinto (liceo), una pizza tra compagni. Mi ricordo la spensieratezza, la coscienza che quel periodo era libero da qualsiasi impegno didattico, come poi invece sarebbe cambiato con l’università.
Ricordo i miei compagni, specie quelli con cui ho condiviso a lungo il banco, ma non solo. Ricordo Emanuele, che venne con la pistola ad acqua e si divertì per un bel pezzo della serata, ricordo Antonio che era il più bravo della classe. Ma non solo.
Fu una bella serata.

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 25 giugno 2017

Ispirato

Già, ispirato, oggi pomeriggio mi sento ispirato a scrivere, però non so cosa scrivere, e allora sono veramente ispirato?
Forse sì, forse si può essere ispirati anche senza sapere cosa scrivere.
Mi viene in mente Ray Bradbury che, se ben ricordo, lasciava uno scritto incompleto per riprendere poi da lì il giorno successivo, un po’ per riaccendere l’ispirazione forse.
Ecco, prima o poi vorrei comprare un suo scritto intitolato “Zen in the Art of Writing: Releasing the Creative Genius Within You” che tradurrei come “Zen nell’arte della scrittura: libera il genio creativo che è in te”.
Mi dà per qualche verso fastidio che ci siano dei trucchi nella scrittura per scrivere meglio (ma non sto dicendo che sia questo il contenuto del libro), ma d’altra parte sono solo delle cose che uno acquisisce dopo anni di esperienza e che trovi scritte da qualcun altro che quelle esperienze le ha già fatte.
Ah, tra l’altro di uno scritto di Bradbury, Fahrenheit 451, ho visto anche il film che mi è piaciuto poco, forse perché girato anni fa, ma più che altro probabilmente per come era girato, ma non saprei descrivervi meglio, tanto più che non me lo ricordo nemmeno bene.

Ho comprato un nuovo pc e vi sto scrivendo da questo, è un desktop, uno fisso insomma invece di un portatile. Ne sentivo proprio la necessità, vista la calura estiva. In che senso? Non è che me lo lecco come un ghiacciolo :), ma avete presente quando i portatili scaldano e tu stai con le mani appoggiate sopra? Ecco, il mio portatile che ha ormai qualche anno quando la temperatura sale oltre 24 gradi comincia ad essere fastidioso su questo, mentre qui ho una bella tastiera a sé stante bella fresca, o, se non altro, a temperatura ambiente.
Trovo che il mezzo apra delle possibilità a chi lo usa. Per esempio, ora che ho un monitor bello grosso e una quantità di memoria decente, mi sono trovato a usare, un po’ così per fare, un programma di grafica, per disegnare. Se non sei comodo, certe cose tendi ad evitare di farle.

Beh, non è stato un post eccessivamente ispirato ma sono stato contento di essere tornato qui, che poi ci sono sempre e controllo ogni tanto le statistiche, e proprio vedere che c’è gente che, almeno in teoria, legge, ti dà quella spinta a dire non scrivo solo per me ma condivido sul blog.

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 25 aprile 2017

2024

Fairytales_25_Unicorn

Prima ho scritto la data, e l’attenzione mi è andata sull’anno: 2017.
Mi ricordo quando guardavo già all’anno 2000 come un anno particolare, un anno in cui, chissà (nota: quanto mi piace il chissà), dicevo chissà l’umanità a quali traguardi sarebbe giunta.
Ebbene, vi dirò che oggi 2017 non mi pare che negli ultimi anni siamo avanzati così tanto come quando, che ne so, c’è stata la rivoluzione industriale, o la scoperta dell’elettricità.
Una delle grosse innovazioni è stato il modo di comunicare, sia coi telefoni che con Internet, la prima cosa che mi viene in mente è per esempio la primaver araba, dove non vorrei sbagliare ma le proteste furogono organizzate anche via social network. D’altra parte il libro su Facebook (Facebook La storia) si apre proprio parlando di proteste in sudamerica organizzate grazie al noto social network. Cose che una volta sarebbe stato più difficile organizzare.

Perché “2024”?
2024 rappresenta per me un’altra data significativa, rappresenta il futuro, futuro a breve ma sempre futuro. E mi è venuto in mente forse proprio per via del programma “2024” trasmesso su Radio 24 da Claudio Paglierini, che parla di tecnologia.
Saremo andati su Marte? Ecco, che ne è stato delle esplorazioni spaziali?
E’ vero, costano un sacco di soldi, è giusto trascurarle e girare i fondi a questioni più terrestri? E se invece la facessimo finita con le guerre?
Eh, facile a dirsi.
Beh, mi piacerebbe vedere qualche invenzione significativa per il 2024, ma speriamo almeno che le cose migliorino rispetto ad oggi, 2017.

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 20 aprile 2017

Come dormire meglio: l’aspirapensieri

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Ho letto questa tecnica per dormire meglio sul libro Opening Up (Scrivi cosa ti dice il cuore, in italiano) di cui vi parlai, scritto da James Pennebaker, professore di psicologia all’università del Texas.

Supponete di avere dei pensieri che vi fanno addormentare in ritardo e magari anche dormire male. Come migliorare la situazione?
Pennebaker ha escogitato un metodo ispirato all’aspirapolvere: e se potessimo estrarre da noi i pensieri?
Come fare? Semplice. Prendete un registratore e, a letto, parlate appunto al registratore.
Prenderete sonno più in fretta e dormirete meglio. Dovete parlare come in un flusso di coscienza, dicendo tutto quello che vi viene in mente, finché non vi addormentate.
Il registratore si è trasformato così in un… aspirapensieri 🙂

La tecnica è stata sperimentata su un gruppo di studenti, che sono stati divisi in tre gruppi. Un gruppo è stato fatto addormentare normalmente, uno contando pecore, uno indossando una maschera per l’ossigeno modificata per accogliere un registratore. Questo gruppo ha avuto un sonno migliore, ha avuto meno difficoltà ad addormentarsi e ha avuto meno interruzioni del sonno durante la notte.

La tecnica funziona chiaramente se i motivi della eventuale insonnia sono psicologici, se ci sono delle cause fisiche non va bene.

Ho sperimentato personalmente la tecnica e posso dirvi che funziona, anche se non è che avessi chissà quale insonnia. Ho provato anche senza registratore, ma in quei casi mi sono sentito più stupido a parlare, e ho interrotto prima l'”esperimento”.
All’inizio era strano dire quello che mi veniva in mente, perché una cosa è avere in mente dei pensieri, una cosa è dirli. Non so, per certe cose quasi mi vergognavo (non che fosse chissà che poi), poi mi sono abituato, anzi posso dire che è bello!
Provate!

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 14 febbraio 2017

L’amore è incancellabile (?)

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Ebbene, non ho fatto il post di Natale e invece vado a scrivere quello di San Valentino.
Lo faccio riportando una notizia appresa qualche giorno fa da Repubblica.it, in cui viene raccontato come un uomo sia riuscito a riconquistare la ragazza che aveva perso la memoria, dimenticandosi anche di lui.
Ho trovato la cosa molto romantica, e quindi eccomi qui a riportarla.
E ho trovato romantico, o quantomeno apprezzabile, il fatto che lui abbia avuto la pazienza di riconquistarla, sebbene lei avesse inizialmente addirittura paura a stare di nuovo con lui.

L’articolo di Repubblica che citavo dice che la vicenda ha fatto tornare in mente a varie persone il film “Le pagine della nostra vita”, del 2004, in cui un uomo legge ogni giorno a una donna affetta da demenza senile il diario della loro storia d’amore.
Io invece vado ora a fare uno spoiler su Eternal sunshine of the spotless mind, film con Kate Winslet e Jim Carrey di cui avevo già parlato, e lo faccio perché a me la vicenda ha fatto invece venire in mente questo film.
In esso i protagonisti effettuano una procedura volontaria per dimenticare il partner una volta che hanno deciso di lasciarsi, ma si trovano, alla fine, a stare di nuovo insieme. Questo, e ce lo suggerisce in qualche modo la vicenda ispiratrice del post, faceva scrivere a un commentatore (Mistral) che l’amore è incancellabile.

E’ veramente incancellabile? Forse l’amore vero sì.

Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 1 febbraio 2017

La radio e la festa di Radio Deejay

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Mentre scrivo sto guardando la festa di Radio Deejay in diretta Facebook (qui).
Che cos’è? E` un evento organizzato da Radio Deejay per i suoi 35 anni, presso il Pala Alpitour di Torino, dove sono presenti più o meno tutti gli speaker della radio.

Sono ormai parecchi anni che ascolto la radio, fino a qualche anno fa ascoltavo RTL 102.5, poi i programmi hanno iniziato a piacermi un po’ meno e allora ho iniziato ad ascoltare di più Radio Deejay. In particolare mi conquistò Deejay Chiama Italia, il programma di Linus e Nicola Savino dove vengono proposti, come anche in qualche altra trasmissione della radio, brani legati in qualche modo ai discorsi che si stanno facendo.
Ascolto un po’ di tutto, da Radio Uno a Radio due (di più), Radio Tre, Radio 24, qualche radio Romana.

Non sono, come credo di aver già scritto, propriamente un discotecaro :), ma sento l’energia della “festa”, e la festa non è poi solo musica da discoteca.
Ho comunque ascoltato più volte Albertino con la sua trasmissione sulla musica dance, anche per capire gli ultimi trend :), ed è stato degno di nota il momento Deejay time, dove Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso sono scesi dall’alto su una sorta di skateboard volanti come in Ritorno al futuro.

Gli speaker di Radio DJ che mi piacciono di più? Oltre a Linus, Vic, Laura Antonini e i Vitiello.

Adesso però seguire mentre scrivo sta diventando un po’ complicato, e allora, visto anche che la festa finisce alle 23, mi fermo e posto.
Ciao!

Ps: una delle canzoni della festa, di Eiffel  65, presenti sul palco

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