Pensiero-gabbiano vol #5

Non è vero, non è il pensiero-gabbiano volume 5, visto che gli altri volumi non ci sono stati 🙂

Però sì, penso che il titolo possa essere appropriato.

Stamattina, appena sveglio, mi sono venuti in mente tre o quattro pensieri.
Uno riguardava la nostra vita, il nostro… universo.
Pensavo che tante volte siamo così presi dalle nostre piccole questioni personali, che poi per noi non sono piccole, cioè lo sono ma per noi possono essere importanti.
Ma sono piccole in confronto al mondo, all’universo, anche se, in fondo, esso è costituito anche da esse.

E… pensavo all’Universo, sì, proprio intendendo quello spaziale, e mi chiedevo quanto abbia senso la ricerca dell’uomo della “verità”, la verità sul posto in cui si trova e che non sa nemmeno bene come sia fatto.
Potremmo essere come delle formiche in un formicaio, e voi pensate che le formiche capiscano mai dove si trovano? Secondo me, no.

Penso che proprio questo mistero ci faccia essere quelli che siamo, ci faccia progredire.
Un po’ come nei rapporti cone le persone… in generale, anche se ora sto pensando a quelli sentimentali. Intendo dire che il mistero ci porta a proseguire la nostra esplorazione, ci porta a dirigerci là dove altrimenti non andremmo.

Per l’Universo, be’, la religione risolve la questione in modo relativamente semplice.
Purtroppo, da un certo punto in poi mi è sembrata una spiegazione un po’ troppo campata per aria. Ma certo plausibile (be’, mi scusi chi è religioso ma questo è il mio pensiero, e in fondo nell’esistenza di un non ben definito Creatore direi di crederci).

Pensavo che siamo tutti più o meno esploratori… anche se, certo, alcuni poco, alcuni tanto, ma in media sì, direi che una delle caratteristiche dell’uomo è proprio essere un esploratore.

E quindi?
E quindi niente, non so cosa abbia mangiato ieri sera :), ma questo è quanto mi è venuto in mente stamattina..

Buona giornata a tutti.

Depilati

Poco fa mi è venuta voglia di scrivere.
Penso al blog, e, quasi automaticamente, entro in modalità sapore di nuvole :).
Be’, sì, vi dico che ancora oggi quel nome mi piace un sacco, però, forse, se aprissi un nuovo blog lo chiamerei “Semplicemente Francesco”.
Bene, fate conto di trovarvi su quel blog (ma quanto sono complicato? Oddio!! 🙂 )

Niente, solo una piccola considerazione senza la quale il mondo non potrebbe vivere.

I depilati, dico gli uomini depilati, a me fanno un po’ senso.
Mamma mia, adesso che si vedono pantaloncini corti in giro vedo ogni tanto quelle gambe senza un pelo, e veramente, sì, mi fanno un po’ senso.
Mi sembrano dei polli pronti per lo spiedo :).

Va bene, sarà che non sono particolarmente sportivo e che in qualche sport quel tipo di depilazione può essere utile, ma esteticamente, su un uomo, non mi piace.
Ovvio che per le donne non la penso allo stesso modo 😉

Moon river

A forza di nominare Tiffany, Gabbiano ha ripensato a Moon River, la celebre e romanticissima canzone.

E ascoltandola Gabbiano chiude gli occhi e si perde tra le note, volando libero tra pensieri soffici come le nuvole.

Gabbiano si vede camminare lungo un ruscello, di notte, al chiaro di luna. Accanto a lui una fanciulla dai capelli lunghi e mossi, dalla carnagione resa ancor più chiara dal candore lunare. Mentre i due avanzano piano, le loro mani si cercano, si intrecciano lente. Il vento tiepido li accarezza leggero. Gli sguardi vanno a rimirare le stelle brillanti, per poi tornare delicatamente giù, desiderosi di scorgere negli occhi dell’altro il riflesso di quella luna che li osserva, deliziata.

Da Geocities ai servizi a pagamento

Me lo ricordo ancora, quando Geocities offrì per la prima volta dello spazio gratuito su Internet.
Sembrava incredibile, perché allora (era il 1995 o giù di lì) ben pochi servizi sulla rete erano gratuiti (forse nessuno?), e infatti quella mossa attirò l’attenzione di tutto il mondo, e le pagine ospitate crebbero di giorno in giorno, fino a diventare milioni.

Geocities era un sito nato proprio con quello scopo, offrire uno spazio a tutti, gratis,  per pubblicare i propri contenuti.Poche utilità per creare le pagine, all’inizio in realtà nessuna; un primo concetto di aggregazione, con lo spazio del sito suddiviso in una sorta di zone, come, che so, Wallstreet per chi, in teoria, era più interessato all’economia o alla finanza (ma in realtà potevi pubblicare quello che volevi in qualunque zona tu risiedessi)

Un successo strepitoso, nuovi utenti e visitatori ogni giorno.

Poi il passaggio sotto Yahoo nel boom delle dotcom, poi la chiusura.

I tempi cambiano, il web cambia e a volte cambia molto rapidamente.

Oggi credo che la maggior parte delle persone si aspetti di fruire gratuitamente della maggior parte dei servizi su Internet, al contrario di quanto non fosse in passato.

Nuovi modelli di business, grazie anche a una quantità di utenti cresciuta esponenzialmente, consentono di guadagnare pur nella completa gratuità (apparente), ad esempio grazie alla pubblicità, facile da aggiungere ai propri contenuti grazie a gestori globali come lo stesso Google.

Ci pensavo perché pensavo al mio template wordpress, che globalmente mi soddisfa, ma non così tanto per i font e per i titoli, che vorrei avessero maggior risalto.

Ho l’impressione che l’unico modo per avere un template che mi piaccia completamente sia pagare per modificare uno di quelli offerti.
Considerato l’uso saltuario che faccio del blog, non mi è finora parso opportuno.
Inoltre, credo che a quel punto sarebbe più saggio pagare per un servizio di hosting esterno a wordpress.com, usando sempre wordpress come piattaforma che gestisce il blog. Perché in quel modo puoi modificare tutto quello che vuoi.
Sorgerebbe però la necessità di aggiornare da solo la piattaforma a ogni rilascio fornito da wordpress.org, perché nel software non sono presenti solo nuove funzionalità, ma anche aggiornamenti per la sicurezza, oggi molto importanti.
Ci sarebbe in effetti una via di mezzo, pagare un hosting wordpress esterno, che si occupasse lui di installare e aggiornare il software, ma consentisse ogni possibile modifica, invece di pagare, che so, per inserire contenuti multimediali, o per modificare il template come qui su wordpress.com. Il primo sito che ho trovato che offre un servizio del genere è Hostgator, con l’offerta per wordpress a circa 4 dollari al mese: http://www.hostgator.com/apps/wordpress-hosting.shtml. Non esattamente pochissimo, pare però sia affidabile e professionale.

Per un uso hobbistico direi tutto sommato che wordpress.com è ottimo.
Mi dà un po’ fastidio il fatto che il blog, e tutti i link, siano però legati al dominio wordpress.com, perché questo significa che nel momento in cui decidessi di staccarmi da esso, perderei il posizionamento sui motori di ricerca e tutti gli eventuali collegamenti dall’esterno non funzionerebbero più. A meno di non pagare per il servizio di reindirizzamento fornito da wordpress.com.
Una soluzione che non scomoderebbe trasferimenti e risolverebbe questo problema sarebbe pagare wordpress.com per avere un proprio dominio rimanendo in hosting su di esso. In caso di trasferimento, tutti i link punterebbero al dominio “acquistato” che ci si potrà portare appresso, e non sorgerebbero problemi nello sganciarsi.

Secondo me per certi servizi può valer la pena pagare, e trovo che a volte ci sia un fattore psicologico che ci fa percepire certi costi come maggiori rispetto a ciò che sono. Penso più che altro che a volte spendiamo cifre superiori per beni che magari usiamo molto meno di certi servizi, ma la questione è che se il servizio non è così importante per te, non ti sentirai certo spinto a pagare per usufruirne, considerato che alla fine non ti rimarrà in mano niente di concreto.

Pensiero di libertà

Vista subacquea di Waimea Bay sulla costa nord di Oahu, Hawaii

Sento gli uccelli che cinguettano e penso che vorrei stare in riva al mare, prendere la sabbia tra le mani, costruire, perché no, quei vulcani che tiravo su da bambino. Penso che vorrei nuotare e sentirmi fluido in un fluido, immergermi isolato dai rumori della realtà, uscire dall’acqua e sentire il sale addosso che si asciuga; lavarlo e sentirsi liberi, nuovi.

 

foto: http://www.flickr.com/photos/seandavey/4007929448/

Ho visto il futuro, ho visto l’amore

Ho visto un papà che insegnava a sua figlia piccola ad andare in bicicletta, che le indicava i pericoli della strada. E ho pensato al futuro, a tutto ciò che quella bambina sarà, a tutto quello che dei genitori sarà in lei.

Ho visto un papà e una mamma che camminando tenevano per mano il loro bambino, che ogni tanto si teneva con forza a quelle mani adulte, e si sollevava da terra, come volando, appeso a un cielo d’amore.

Ho visto tutto questo, e ho pensato che bisognerebbe dire a quei bambini quanto sono fortunati. Ma forse, già lo sanno, e il loro sorriso lo comunica al mondo.