Secondo me, la discriminante è il mare

È stato il primo anno in cui l’estate mi è piaciuta meno del solito.
Pensavo che forse la discriminante è il mare. Per vari motivi non mi sono mosso da Roma, e ti ritrovi ad agosto col caldo che incombe, la città che un po’ si svuota (non tanto, ma un po’ si nota), e insomma una situazione dove ti puoi chiedere cosa ci sia di positivo.
Quando vai al mare è un’altra cosa, il caldo è il benvenuto, anche se certo anche al mare troppo caldo può dare fastidio, e vedi l’estate sotto un altro punto di vista.
Continua a piacermi dell’estate la luce, quella sì, già penso a dicembre con quelle giornate corte corte.
Non lo so se la discriminante è il mare, comunque il mare dà secondo me un senso diverso all’estate.

Eleonora

Stamattina giravo per blog e mi è capitato di vedere una commentatrice che si chiamava Eleonora.
Mi ha fatto tornare in mente una Eleonora che conobbi quando eravamo in vacanza con la mia famiglia al mare, tanti anni fa, credo avessi una decina di anni.
Stava nella casa adiacente alla nostra, che avevamo preso in affitto. I miei genitori avevano fatto conoscenza con i suoi, e noi ci vedevamo lì a casa, o forse pure al mare, non mi ricordo.
Credo fosse più che altro lei a proporre cose e a cercarmi, io sono sempre stato abbastanza timido ma più che altro, almeno per come ce l’ho in mente ora, non me la ricordo troppo simpatica.
Questo anche per un fatto particolare, che è quello per cui sto scrivendo.
Avevo comprato qualche giorno prima delle cartoline su cui erano disegnati Paperone, Paperino e forse Topolino mediante numerosi fili cuciti sopra il cartoncino, e ci tenevo abbastanza. Un giorno eravamo nella mia camera da letto e lei mi chiede se gliene regalo una. Non mi ricordo bene quello che pensai o che dissi, ma ricordo che non volevo in realtà dargliela ma cedetti alle sue richieste, e quella cosa mi scoccia ancora oggi.
Le nostre famiglie si incontrarono una volta dopo le vacanze, poi non ci vedemmo più. Avrei dovuto risponderle diversamente, magari un’altra cosa gliela regalavo, ma quelle cartoline no.

Pensiero di libertà

Vista subacquea di Waimea Bay sulla costa nord di Oahu, Hawaii

Sento gli uccelli che cinguettano e penso che vorrei stare in riva al mare, prendere la sabbia tra le mani, costruire, perché no, quei vulcani che tiravo su da bambino. Penso che vorrei nuotare e sentirmi fluido in un fluido, immergermi isolato dai rumori della realtà, uscire dall’acqua e sentire il sale addosso che si asciuga; lavarlo e sentirsi liberi, nuovi.

 

foto: http://www.flickr.com/photos/seandavey/4007929448/

La mostra fotografica National Geographic 2011: I colori del mondo

Gli ultimi giorni sono stati un po’ grigi, ma ieri è stato diverso. Perché è uscito il sole? No, perché ho visitato la mostra fotografica di National Geographic Italia per il 2011: I colori del mondo.
Presso il Palazzo delle esposizioni, a Roma, sono esposte 95 fotografie di numerosi fotografi, raggruppate secondo un criterio cromatico che osserva il nostro mondo tramite il bianco, il rosso, il verde e l’azzurro.

Tornato in quello spazio espositivo, ho provato le stesse sensazioni delle scorse edizioni: è stato come se in pochi metri avessi fatto il giro del mondo, e mi sono sentito più vicino a popoli e luoghi a cui ogni tanto non penso più.

E che dire, in certi momenti mi sono sentito fortunato, come quando ho visto nella sezione rossa una bambina che beveva un’acqua contaminata, dal colore più o meno arancione.

Mi sono stupito, osservando la foto Sforzo veneziano, in cui una coppia mascherata da Luigi XVI e Maria Antonietta, entrambi in rosso, si accompagnava ad un cane portato a spasso dentro una carrozzina rivestita anch’essa di piume rosse.
Per non parlare di Questione di stile, che ci fa vedere ad Harlem un nero vestito completamente di rosso.

Mi sono incuriosito, vedendo la foto di un cacciatore Inuit che traina con la sua motoslitta dei barili colorati sulla neve bianca; ho sorriso, trovandomi di fronte un bruco dal colore verde quasi fosforescente, in una foto grande tre metri per due.

Ma la foto che più mi è piaciuta è stata quella della Via Lattea vista dal parco di Oulanka in Finlandia. Ah, quante stelle! Quasi me le ero scordate, stando qui in città!!
Eh sì, perché poi le stelle mi erano venute in mente quando ho scritto Punto, guarda caso.

Tutte quelle foto, quel virtuale giro del mondo, ti mettono una gran voglia di viaggiare, di vedere quei posti di persona. Ti mettono voglia di fotografare, e stavolta, anche se già ci pensavo, mi hanno anche messo voglia di usare di più i colori.

La mostra chiude il primo maggio, l’entrata è gratuita.
Sicuramente consigliata, come la precedente di cui vi ho già parlato.

Qui, sul sito del Palazzo delle esposizioni, c’è l’introduzione alla mostra.

Qui, sul sito del National Geographic, trovate alcune foto. Ma se volete andare a vedere la mostra, non le guardate! 🙂

Punto

Di immaginazione e semplice poesia
questo scritto tenta di creare un’alchimia.
Da un punto partito,
al termine chissà dove sarò finito!
Punto, a volte conclusione,
può anche generare un’emozione:
basta guardar su in una notte stellata
per risvegliar quella sensazione d’infinito innata,
basta osservar una goccia dalle nubi tuffare
per cercar le amiche laggiù nel mare.
Punto. Fine e nuovo inizio,
giorno in una vita,
bacio in un amore.
Ah, punto, se non ci fossi tu!