Agghindata

Mi viene il dubbio che il termine “agghindato” sia dialettale e che non tutti lo capiscano, comunque per agghindato intendo “sistemato bene”.
E chi era sistemata bene? Era ragazza che stava con altri coetanei, una ragazza che mi è capitato di vedere ieri sera.
Stava con un tailleur grigio, con una borsa nera elegante. Risaltava rispetto agli altri perché gli altri erano vestiti più o meno “normali”. Ho visto poi che erano diretti in pizzeria, ho immaginato che fosse probabilmente per festeggiare la fine dell’anno scolastico.
Secondo me era un po’ fuori luogo per una pizza, perché bene stava bene ma l’eleganza non è che vada sempre bene, serve qualcosa di proporzionale alla situazione in cui ti trovi.

Mi è tornata comunque in mente la cena di classe del quinto (liceo), una pizza tra compagni. Mi ricordo la spensieratezza, la coscienza che quel periodo era libero da qualsiasi impegno didattico, come poi invece sarebbe cambiato con l’università.
Ricordo i miei compagni, specie quelli con cui ho condiviso a lungo il banco, ma non solo. Ricordo Emanuele, che venne con la pistola ad acqua e si divertì per un bel pezzo della serata, ricordo Antonio che era il più bravo della classe. Ma non solo.
Fu una bella serata.

La radio e la festa di Radio Deejay

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Mentre scrivo sto guardando la festa di Radio Deejay in diretta Facebook (qui).
Che cos’è? E` un evento organizzato da Radio Deejay per i suoi 35 anni, presso il Pala Alpitour di Torino, dove sono presenti più o meno tutti gli speaker della radio.

Sono ormai parecchi anni che ascolto la radio, fino a qualche anno fa ascoltavo RTL 102.5, poi i programmi hanno iniziato a piacermi un po’ meno e allora ho iniziato ad ascoltare di più Radio Deejay. In particolare mi conquistò Deejay Chiama Italia, il programma di Linus e Nicola Savino dove vengono proposti, come anche in qualche altra trasmissione della radio, brani legati in qualche modo ai discorsi che si stanno facendo.
Ascolto un po’ di tutto, da Radio Uno a Radio due (di più), Radio Tre, Radio 24, qualche radio Romana.

Non sono, come credo di aver già scritto, propriamente un discotecaro :), ma sento l’energia della “festa”, e la festa non è poi solo musica da discoteca.
Ho comunque ascoltato più volte Albertino con la sua trasmissione sulla musica dance, anche per capire gli ultimi trend :), ed è stato degno di nota il momento Deejay time, dove Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso sono scesi dall’alto su una sorta di skateboard volanti come in Ritorno al futuro.

Gli speaker di Radio DJ che mi piacciono di più? Oltre a Linus, Vic, Laura Antonini e i Vitiello.

Adesso però seguire mentre scrivo sta diventando un po’ complicato, e allora, visto anche che la festa finisce alle 23, mi fermo e posto.
Ciao!

Ps: una delle canzoni della festa, di Eiffel  65, presenti sul palco

Disquisendo sul blog

Pochi giorni fa mi sono trovato a leggere un vecchio post, “Cosa resterà di questo blog?“, in cui mi chiedevo cosa avrei fatto un giorno in cui non mi fosse più andato di scrivere. Avrei chiuso il blog, o l’avrei lasciato comunque aperto?
Premetto che per ora l’intenzione di continuare a scrivere, quando c’è l’occasione, ce l’ho.
L’idea che ho è che il blog rimarrà aperto, magari non so potrei chiudere i commenti (buonanotte, vai a farlo per tutti i post 🙂 ). Comunque beh credo oggettivamente che i blog che contengono dei post con indicazioni su libri, film, musica, sia opportuno che rimangano aperti anche dopo che il proprietario non ha più voglia di scrivere.
Come farebbe per esempio il popolo di internet senza il post su Pollon? 🙂 (non immaginate quante visite arrivano su quel post)
Per quanto riguarda la propria vita, trovo che anche delle considerazioni su di essa, sebbene magari si legga solo un post estrapolato dal blog, possano essere utili e siano quindi degne di rimanere pubblicate.
Ho parecchi argomenti di cui potrei parlare, ma non l’ho fatto perché io in genere scrivo quando non solo ho un argomento in mente ma anche l’energia per scriverlo subito, o insomma a distanza di poche ore da quando ho sentito di volerlo scrivere. E ultimamente un po’ di energia di quel tipo mi è mancata.
Comunque, come dicevo, eccomi ancora qui, e anzi, avrei in programma di aprire un blog in inglese, sia per curiosità nei confronti del mondo dei blog in inglese, sia per rinfrescare il mio inglese quotidiano diciamo, visto che uso in genere quello tecnico.
E` curioso pensare di aprire un altro blog quando non hai avuto le energie per scrivere su quello che hai già, ma le idee ci sono.
Un saluto a tutti, per ora.

Piña colada

pina_colada

Devo fare una cosa, devo andare a bere una piña colada.
A dire il vero sono pressoché astemio, più che altro perché non mi piace bere il vino a tavola, anche se bevo la birra quando mangio la pizza.
Ma l’idea della piña colada mi è venuta leggendo Dance Dance Dance di Murakami, perché il personaggio principale è particolarmente affezionato a questo drink, nella sua permanenza alle Hawaii.
Credo poi che sia sempre opportuno esplorare nuovi cibi, bevande, luoghi, e anche se mi pare di aver letto qualcuno che diceva che la piña colada è un po’ troppo dolce, credo che si possa dare la propria valutazione solo dopo averla assaggiata.
Un po’ di tempo fa giravo per Trastevere e mi è andato l’occhio a un bar che la preparava. In effetti bisogna anche scegliere il locale giusto, perché per quanto gli ingredienti siano piuttosto limitati come numero, evidentemente la giusta proporzione e non so cos’altro ha la sua importanza.
In caso, vi farò sapere le impressioni!

 

 

immagine tratta da https://monkeyvapes.com/shop/e-juice/organic-e-juice/pina-colada-e-juice/

500 giorni insieme

Ho visto recentemente questo film, 500 giorni insieme appunto, e ispirato dalla storia, che è una storia d’amore, voglio dirvi una cosa, anche se mi rendo conto che nessuno me l’ha chiesto :).
Sapete cosa penso delle donne che dicono che non vogliono sposarsi, o che non vogliono una relazione? Che non è vero, cioè può essere anche vero che lo pensino, ma credo che nel loro intimo lo vogliano, solo che lo vogliono con l’uomo giusto.

La Caravaggio experience

Ritrovo per l’ennesima volta un post del Palazzo delle Esposizioni di Roma sulla bacheca Facebook, che parla dell’installazione “Caravaggio experience” che mostra le opere di Caravaggio proiettate unitamente a musiche sincronizzate in un ambiente coreografico, dove ad esempio siete circondati da un mare proiettato su grandi pareti.
Be’, sarà forse che non sono così appassionato da Caravaggio, però sono stato tempo fa al Palazzo delle esposizioni a vedere la mostra di Botero, “Via Crucis“, e mi sono diretto poi alla “Caravaggio experience” al piano di sopra.
Sono rimasto due minuti e poi me ne sono andato, perché una cosa è vedere dei quadri, una cosa è vedere dei quadri proiettati. Di parere diverso le decine di persone che stavano lì, che dirvi.
La mostra di Botero mi è piaciuta, la Caravaggio experience secondo me aveva un senso relativo, e non sarebbe assolutamente valsa il biglietto da sola, ma quando entri per vedere una mostra puoi vedere tutte quelle esposte.
Ripenso peraltro a come al giorno d’oggi le cose si rendano spesso più “fighe” usando delle parole inglesi, e mi chiedo se per Caravaggio questo sia stato il caso