Baci e abbracci in metropolitana a Roma

baci e abbracci in metropolitana a Roma
fonte: Repubblica Roma

Quest’immagine mi ha colpito, tanto che poi sono andato a sfogliare le altre. Baci e abbracci nella metro di Roma, la mia città.

A volte mi è capitato di soffermarmi su qualche abbraccio, che mi ha portato quella tenerezza che lo stesso abbraccio comprendeva, e trovo che sia una buona idea riprendere fotograficamente momenti come questi.

A pensarci, leggo da Repubblica Roma, è stato Giuseppe Ardica,giornalista parlamentare Rai, fotografo per passione”, come riporta il sito. La mostra con gli abbracci e i baci è presso l’Accademia di belle arti di Frosinone.

Alcune foto sono presenti su https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/03/21/foto/baci_e_abbracci_nella_metropolitana_di_roma-222154735/1/#1

Un saluto a tutti.

Secondo me, la discriminante è il mare

È stato il primo anno in cui l’estate mi è piaciuta meno del solito.
Pensavo che forse la discriminante è il mare. Per vari motivi non mi sono mosso da Roma, e ti ritrovi ad agosto col caldo che incombe, la città che un po’ si svuota (non tanto, ma un po’ si nota), e insomma una situazione dove ti puoi chiedere cosa ci sia di positivo.
Quando vai al mare è un’altra cosa, il caldo è il benvenuto, anche se certo anche al mare troppo caldo può dare fastidio, e vedi l’estate sotto un altro punto di vista.
Continua a piacermi dell’estate la luce, quella sì, già penso a dicembre con quelle giornate corte corte.
Non lo so se la discriminante è il mare, comunque il mare dà secondo me un senso diverso all’estate.

Piña colada

pina_colada

Devo fare una cosa, devo andare a bere una piña colada.
A dire il vero sono pressoché astemio, più che altro perché non mi piace bere il vino a tavola, anche se bevo la birra quando mangio la pizza.
Ma l’idea della piña colada mi è venuta leggendo Dance Dance Dance di Murakami, perché il personaggio principale è particolarmente affezionato a questo drink, nella sua permanenza alle Hawaii.
Credo poi che sia sempre opportuno esplorare nuovi cibi, bevande, luoghi, e anche se mi pare di aver letto qualcuno che diceva che la piña colada è un po’ troppo dolce, credo che si possa dare la propria valutazione solo dopo averla assaggiata.
Un po’ di tempo fa giravo per Trastevere e mi è andato l’occhio a un bar che la preparava. In effetti bisogna anche scegliere il locale giusto, perché per quanto gli ingredienti siano piuttosto limitati come numero, evidentemente la giusta proporzione e non so cos’altro ha la sua importanza.
In caso, vi farò sapere le impressioni!

 

 

immagine tratta da https://monkeyvapes.com/shop/e-juice/organic-e-juice/pina-colada-e-juice/

Sono cavoli

Sono cavoli perché oggi ero in metro e sono saliti insieme ai passeggeri cinque agenti forse della guardia di finanza, con tanto di pistola al seguito.
Per fare cosa? Beh, hanno controllato i passeggeri, chiedendo i documenti a persone sospette e controllando anche degli zaini.
Dico sono cavoli perché un controllo di questo tipo non l’avevo mai visto qui a Roma, ho pensato addirittura ad Israele! Dove forse cose di questo tipo sono più all’ordine del giorno.
Ho quasi pensato di lasciare la metro e prendere l’autobus, ma poi ho proseguito.
Purtroppo i terroristi stanno riuscendo discretamente a diffondere, appunto, il terrore.
A questo proposito colgo l’occasione per fare una considerazione.
I terroristi sono criminali, ma a volte mi pare sia stato usata come motivazione per la guerra santa il fatto che i paesi occidentali fanno le guerre dove possono trarre poi dei benefici sfruttando le risorse locali.
Ufficialmente non è così, ma mi sembra che questo sia in parte vero.
A parte gli Stati Uniti, ho ripensato anche alla Francia che attaccò in Libia per prima e forse anche prima di coordinarsi con altri paesi.
E’ chiaro, non c’è giustificazione alle stragi, però credo occorrerebbe riflettere seriamente anche sulle guerre che appunto alcuni paesi portano avanti.

Un albero di Natale LEGO al MAXXI

Albero di Natale LEGO al MAXXI

Sperando di tornare a scrivere più spesso, vi informo intanto che oggi e domani a Roma si tiene un evento che permette ai bambini di partecipare alla costruzione di un albero di Natale alto tre metri della LEGO, nella piazza del MAXXI, il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo.
L’evento si svolge oggi dalle 12 alle 19, e domani dalle 11 alle 19.
Ne avevo letto qui, poi ho trovato una segnalazione anche sul sito www.romadeibambini.it, che riporta eventi, iniziative e luoghi che possono essere interessanti per i bambini.
Non sapevo, tra l’altro, che il nome LEGO deriva dalle parole “leg godt”, che significano in danese “gioca bene”.
A presto!

Festival delle scienze all’Auditorium a Roma

Ciao a tutti,
vi segnalo brevemente che da giovedì a domenica prossimi si terrà il Festival delle scienze all’Auditorium Parco della musica a Roma, che si occuperà dei linguaggi.
Mi sarebbe piaciuto partecipare alla serata con Noam Chomsky, linguista, filosofo, attivista politico e quant’altro :), ma purtroppo i biglietti sono esauriti.
Avevo incontrato Chomsky, per la prima volta, studiando informatica teorica, visto che anche là di linguaggi si parla. Poi mi era capitato di leggere un interessante articolo su MicroMega
Ci sono comunque altri incontri interessanti
A presto

Norah Jones, l’amore e tutto il resto

Ieri giravo per il sito dell’Auditorium, quello di Roma al Parco della Musica, e all’improvviso mi si sono illuminati gli occhi.
È stato quando ho visto che domani ci sarà il concerto di Norah Jones, cosa di cui ero assolutamente ignaro.
Mi piace molto Norah Jones, adoro la sua voce vellutata, il suo stile. Anche se questo è vero più in certi momenti che in altri.
Ho dato un’occhiata ai posti disponibili, ancora ce n’erano, e poi la sala Santa Cecilia, in cui si tiene il concerto, è immensa; mi pare contenga tremila persone, anche se non l’ho mai vista dentro.
Ma al concerto non ci andrò.
Il concerto di Norah Jones, lo so, potrebbe essere emotivamente pericoloso :).
Le sue canzoni, almeno quelle che ho in mente io, sono principalmente d’amore, ma questo non è un male: per esempio se ci fosse qualche fanciulla persa nelle note, con lo sguardo estatico, potrei prenderle la mano e chissà… chissà che botta mi darebbe, visti i tempi! 🙂
No, ricomponiamoci.
La questione è che c’è una canzone della Jones, o forse due, che ho in qualche modo legate a dei ricordi sentimentali, e ultimamente non mi andava di riascoltarle.
E se fossi lì, l’atmosfera ti avvolgerebbe di dolci ricordi e pensieri …e  ti avvolgerebbe, ci scommetto, anche la quantità enorme di coppie amoreggianti, col volto reclinato di lei sulla spalla di lui, con l’infinito trasporto di baci dolci e interminabili… e no, adesso non mi va di stare là in mezzo.
Be’, ho visto che Norah Jones è passata qui a Roma, anzi all’Auditorium per la precisione, tre volte in sei anni, quindi con buona probabilità tornerà presto.

Sono comunque convinto che il problema non sia un ricordo sentimentale in sé. Penso che il problema sia quando c’è qualcosa, forse, di irrisolto in quel ricordo.
Ma la verità è che mica si può risolvere tutto…
E penso, in realtà, che certi ricordi vengano sfumati, seppur non cancellati, sia dal tempo ma soprattutto da nuove persone, che con impressioni più vive ti prendono dolcemente per mano, e stavolta si, tu prendi la loro e ti volti da quei ricordi, e insieme vi avventurate pian piano verso un nuovo cammino.

Credo che questa sia una delle prime canzoni di Norah Jones che ho ascoltato:
Don’t Know Why I Didn’t Come