On Writing

beach-summerCiao a tutti,

stasera mi è tornato un po’ lo spirito  dei primi tempi del blog. Non saprei dire cos’è esattamente, ma di sicuro una certa energia scrittoria c’è, se mi sono messo “addirittura” a scrivere un post. E dire che oggi è stata anche una giornata senza sole.

Nel frattempo sta iniziando X-Files, il film, non l’ho mai visto e stasera non mi va di vederlo. E siccome leggo che non è proprio il top, non vorrei rovinarmi il ricordo della serie, di cui ero un fan abbastanza serio!

Ma torniamo a noi. On Writing.

on-writingOn Writing è un libro di Stephen King, ed è un libro, come dice il titolo, sullo scrivere. L’ho comprato ieri su Amazon, è arrivato oggi. A dire il vero nella lista dei desideri avevo messo Zen in the art of writing di Ray Bradbury, altro libro famoso sulla scrittura (è un insieme di saggi in realtà), ma poi andavo di fretta e dovevo aggiungere qualcosa a un ordine e ho deciso per On Writing, che è il primo in classifica per i libri sulla scrittura.

Ho scelto la versione inglese. Spero di non pentirmene. Perché l’inglese lo leggo abbastanza fluentemente, ma dipende anche da qual è il vocabolario dello scrittore, se cioè usa molti termini poco usati o no. Ho aperto a caso una pagina e per esempio ho trovato l’espressione “big cheese”, e per esempio questa mica la conoscevo. Ho scoperto che significa “persona importante”, pensa un po’.

Il libro è diviso in varie sezioni, la prima è una autobiografia di Stephen King, poi c’è la parte coi consigli sulla scrittura e infine non ho capito bene cosa.

Chissà se mi metterò mai a scrivere seriamente. Non è semplice, proprio per niente secondo me.

Ho letto qualche frase qua e là, per esempio c’è il consiglio di usare pochi avverbi, scegliendo invece dei verbi più adeguati. Tipo: invece di dire “ha chiuso la porta fermamente” meglio usare “ha sbattuto la porta”. Mi è parso di leggere che King indichi un tipo di scrittura molto diretta.

Ah, non ho mai letto un libro di Stephen King :-), anche perché a dire il vero non amo molto l’horror. Ma se ha scritto così tanti libri, è così apprezzato ed è anche primo in classifica, ho pensato che qualcosa da dire ce l’abbia.

L’immagine principale non si riferisce a On Writing, come magari qualcuno ha già immaginato :-), ma all’estate: un bel mare mosso e apparentemente pulito. Chissà se andrò al mare? Nulla è programmato per ora. E voi?

Beh, se non ci risentissimo per un po’, buona estate a tutti!

Gabbiano.

 

Ps: stranamente l’acquisto di questo libro mi ha ricordato un altro libro che con la scrittura non c’entra niente ma è anche lui un manuale (in realtà On Writing lo è solo in parte): Accidental genius. E’ un libro che ti aiuta a tirare fuori il genio che c’è in te, e qualche buon consiglio ce l’aveva. E siccome quei consigli li ho dimenticati, ho pensato che rileggerlo può farmi bene.

 

Image by Pexels from Pixabay

Secondo me, la discriminante è il mare

È stato il primo anno in cui l’estate mi è piaciuta meno del solito.
Pensavo che forse la discriminante è il mare. Per vari motivi non mi sono mosso da Roma, e ti ritrovi ad agosto col caldo che incombe, la città che un po’ si svuota (non tanto, ma un po’ si nota), e insomma una situazione dove ti puoi chiedere cosa ci sia di positivo.
Quando vai al mare è un’altra cosa, il caldo è il benvenuto, anche se certo anche al mare troppo caldo può dare fastidio, e vedi l’estate sotto un altro punto di vista.
Continua a piacermi dell’estate la luce, quella sì, già penso a dicembre con quelle giornate corte corte.
Non lo so se la discriminante è il mare, comunque il mare dà secondo me un senso diverso all’estate.

Oggi è estate

Oggi mi sento come fosse iniziata l’estate.
È stato prima, quando il mio ricordo è andato a due canzoni, di cui avevo già parlato (qui e qui): Sweet Disposition e Time of my life, da Dirty Dancing.
Non tanto per il tema amoroso di cui trattano, quanto per le emozioni che mi hanno ricordato, che ho provato di nuovo riascoltandole.
Mi sono reso conto che certe volte non senti fino in fondo l’intensità di certe cose, anche se, in effetti, questa osservazione è quasi banale.
Però oggi quell’intensità c’è, e sono contento.
Buona estate a tutti 🙂

Ore di luce: quasi al giro di boa!!

Ore di luce a Roma
Ore di luce a Roma (dal Daylight hours explorer)

Come ho già scritto, amo l’estate non tanto per il calore, che pure apprezzo quando non eccessivo, ma per la luce.
La luce mi dà energia, come credo la dia un po’ a tutti, e la notte, nonostante mi piaccia perché ci consente di vedere le stelle e perché in generale può essere fonte di ispirazione, non mi piace, quando è troppo lunga.

Sebbene l’inverno stia per iniziare e il clima potrà essere spesso rigido come in questi giorni, le giornate invece torneranno ad allungarsi proprio dal solstizio d’inverno, il 21 dicembre, e questo mi fa molto felice :).

Il 13 dicembre, Santa Lucia, contrariamente a quanto un noto detto recita (“Santa Lucia il giorno più corto che ci sia“), non è infatti il giorno più corto dell’anno, ma esso è, ovviamente, il solstizio d’inverno.
Il detto sembra sia nato molti secoli fa, quando era in vigore il calendario Giuliano, poi sostituito da quello Gregoriano nel 1582, quando dal 4 ottobre si saltarono 10 giorni e si passò direttamente al 15 ottobre. Si era infatti accumulata nel tempo, col precedente calendario, una discrepanza tra anno civile e anno solare, che noi cerchiamo di sistemare grazie agli anni bisestili.

Ho trovato in rete una piccola applicazione, il Daylight hours explorer, che, selezionando la latitudine desiderata e il giorno dell’anno, mostra (in ordinata, cioè verticale) quante ore di luce ci sono nella giornata.
Come si vede, stiamo per toccare il fondo, per risalire poi dolcemente al massimo di ore di luce, al solstizio d’estate.

La latitudine di Roma è 41°54’N, Milano 45°28’N.

Buona luce a tutti 🙂

E se il tempo si fermasse?

Clock by numbpurplehaze@DeviantArt

«Bene, avevo appena terminato la prima strofa», disse il Cappellaio,  «quando la Regina urlò “Sta assassinando il tempo! Tagliategli la testa!”»
«Che cosa orribilmente selvaggia!», esclamò Alice.
«E da allora», continuò il Cappellaio con voce afflitta, «lui si rifiuta di fare qualsiasi cosa io gli chieda! Ora sono sempre le sei»

Questo è uno stralcio della conversazione tra il Cappellaio Matto e Alice, da Alice nel paese delle meraviglie.

E se il Tempo, davvero, decidesse di fermarsi?
Vi piacerebbe?
E quale sarebbe il momento della giornata in cui preferireste vivere?
In quale stagione?
O, addirittura, in quale età della vostra vita vorreste vivere?

Si potrebbe pensare: “in un momento di felicità
Ma se il tempo si fermasse in un momento di felicità, sapremmo poi riconoscerla?
Spesso riconosciamo le cose per confronto, e così come la felicità è quella pienezza gioiosa e colorata che si distingue dall’incolore normalità, sapremmo godere di una felicità ininterrotta?
Sarebbe ancora, felicità?

E che fine farebbe, la speranza?
La speranza, che è il nostro proiettarsi in un futuro, che a quel punto non esisterebbe!

Io non vorrei che il tempo si fermasse, casomai che, in alcuni momenti, rallentasse, per poterne godere più a lungo.

Ma se proprio dovesse fermarsi, dove vorrei farlo fermare?
Nell’estate appena iniziata.
Non solo come stagione, ma anche come momento della giornata, della vita.

Amo l’estate, i suoi colori sgargianti, il sole che ti dà energia, le giornate lunghe, il cielo azzurro, le piante nel loro massimo vigore.
Amo l’anguria zuccherosa seguita dal gelato, il poter uscire con solo una maglietta addosso, il barbecue sul terrazzo.
Amo il mare caldo, le nuotate, amo potersi asciugare la testa senza phon.

E non so quale sia esattamente l’inizio dell’estate nella vita, ma per me è quando hai ancora il pieno possesso delle tue energie, ma hai capito un po’ del mondo.
Credo comunque che ogni età abbia pro e contro che si bilanciano. Così come col tempo si perde un po’ di energia, si acquista consapevolezza, che può dare a quella stessa energia maggiore qualità.

Nella giornata  l’inizio della mia estate è il primo pomeriggio.
A quell’ora le mie energie si sono finalmente messe in moto, e sono pronto ad affrontare le mie ore più produttive.
E così come all’inizio dell’estate, so che quella vitalità si protrarrà,  mi sento bene.