Ma voi, ripassavate?

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È un po’ che non scrivo, ma seguo sempre il blog e spero di tornare presto a scrivere più articoli.

Ultimamente mi sono tornati in mente  i tempi del liceo, mi sono tornate in mente le mattine in cui ripassavo, mi alzavo alle sette di mattina e mentre leggevo i libri bevevo il latte. In effetti, non facevo una colazione completa, bevevo solo un bicchiere di latte.

Non so i ragazzi di oggi cosa facciano la mattina, penso che si sentano magari con gli altri via Whatsapp o Instagram, non so come si organizzino per ripassare.

Voi ripassate? Ripassavate?

 

 

Foto di Dariusz Sankowski da Pixabay

Non solo baci. I grandi film d’amore.

Quando avrò finito di contare le stelle avrò smesso di amarti, Romeo

Questa citazione, sperando di ricordarla correttamente, è una di quelle riportate dal libro Non solo baci. I grandi film d’amore.

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Qualche tempo fa mi ero appuntato di parlarvi di questo libro. Ero stato a una mostra di fotografia al Palazzo delle Esposizioni di Roma e dovete sapere che, come succede in molti spazi espositivi, per raggiungere l’uscita di questo palazzo si passa attraverso la libreria che vi si trova. È una libreria abbastanza fornita, soprattutto di materiale riguardante l’arte, in tutte le sue accezioni, dalla pittura, al cinema, alla musica.

Terminata la visita alla mostra, passai quindi attraverso questa libreria e, mentre stavo andando abbastanza spedito verso l’uscita, a un angolo mi trovai davanti questo libro, dedicato ai film d’amore. Un bel librone, ventisei per trenta centimetri, copertina rigida.
Mi fermai e prima lo osservai solamente, poi lo presi in mano e iniziai a sfogliarlo.

Guardai l’indice, vi erano elencati molti film che avevo visto ma anche molti che non avevo visto.
Si andava dall’epoca del bianco e nero, con Chaplin e Via col Vento, ai film più recenti come Twilight, visto che il libro è uscito nel 2010.

Ciò che mi fece piacere fu trovarci inserito anche il mio amatissimo film Harry ti presento Sally. In particolare, una delle citazioni era:

“Il primo appuntamento è sempre il più difficile, Harry”

Ricordo che nell’indice era appena sopra a Insonnia d’amore, diretto da Nora Ephron, che invece di Harry ti presento Sally aveva fatto solo la sceneggiatura (il regista era stato Rob Reiner).

Non ricordo più quali film vidi elencati, erano molti, tra questi comunque oltre a Harry ti presento sally c’erano anche Io e annie (di cui avevo parlato), A piedi nudi nel parco, e ricordo delle foto di Audrey Hepburn.

Le uniche due recensioni presenti su Amazon ne parlano bene, io non posso esprimermi oltre ma mi sembra interessante!

Titolo: Non solo baci. I grandi film d’amore
Autore: Robert Marich
Editore: White Star

Per i più romantici!

Io vedo una famiglia

Oggi ho visto un padre con un figlio piccolo, e tornato a casa, non so bene come, ho ripensato a un monologo di Harry ti presento Sally:

[…] E un bel giorno ero uscita con la figlia di Alice perché le avevo promesso di portarla al circo, e in macchina giocavamo a “Io vedo”: io vedo un marciapiede, io vedo un lampione. Lei ha guardato dal finestrino e ha visto un uomo e una donna con due figli piccoli, l’uomo ne aveva uno sulle spalle. E lei ha detto: “Io vedo una famiglia“, e io ho cominciato a piangere… Non lo so, mi è presa così… […]

Quella frase, “io vedo una famiglia”, mi aveva già colpito in quel momento di questo meraviglioso film, perché poi si inquadrava in un contesto più ampio in cui Sally dice che lei e Jo, il compagno, non si volevano sposare:

Quando io e Jo abbiamo cominciato a uscire volevamo esattamente la stessa cosa: volevamo vivere insieme ma non ci volevamo sposare, perché ogni volta che qualcuno si sposava si rovinava la relazione. In pratica niente più sesso.

Ecco Sally nei momenti in cui dice la frase. sally-io-vedo-una-famiglia

E niente, anche io, oggi, ho visto una famiglia.

Lei, ovvero Amélie

AmeliePoulain

Ci ho pensato un po’, forse troppo poco, se scrivere questo post.

Stasera mi sento ispirato e sento quello spirito dei primi tempi del blog, quando pensavo di poter scrivere tutto quello che mi passava per la testa.
Poi, a un certo punto, non è stato più del tutto così, ed è stato perché ho conosciuto delle persone che prima erano semplici commentatrici del blog. Alcune conosciute meglio via posta elettronica, alcune conosciute di persona.

E… scrivere certe cose quando sai che certe persone le potresti reincontrare e potrebbero aver letto quello che hai scritto ti fa, almeno _mi_ fa, vedere lo scrivere sul blog sotto un diverso aspetto.

In fondo potrò sempre mettere privato questo post, cancellarlo, insomma se ci ripenso posso tornare indietro, ma fino a un certo punto, perché chi avrà letto avrà letto!

Ma insomma devo dirvi qualcosa di così estremamente importante?

Mah, dipende dai punti di vista :-).

Vi ho parlato, ho citato, Amélie in passato, ad esempio nella Scatola dei ricordi, ma brevemente ricordo che Amélie Poulain è la protagonista di un bel film, un film magico,  Il favoloso mondo di Amélie.

Ma perché sono stato così colpito da questo film,  perché mi sono comprato anche il cd con la colonna sonora (molto bella) del film? Ebbene, non so se qualcuno se lo è chiesto, non so se qualcuno si è chiesto quando ne scrivevo come mai un maschio fosse così attratto da un film che secondo me è molto da donna romantica, ma ora ve lo dirò.

Questo non era direttamente il mio film preferito, ma il film preferito di una ragazza che ho conosciuto. Quando mi disse che era il suo film preferito corsi a comprarlo, e quando lo guardai, mi rendo conto ora (ma no, è già da un po’ che l’ho capito), lo guardai pensando a lei, a cosa aveva provato guardandolo. E… beh c’è una cosa che mi disse riguardo quel film ma non posso dirvela.

Lei, devo dire, un po’ Amélie lo era davvero, lei si buttò come l’Uomo di vetro, di cui vi ho parlato in questo post, le consigliava. Lei poi aveva studiato anche francese ed essendo il film girato a Parigi ed essendo pure molto romantica figuratevi!

Insomma, era questo che volevo dirvi, Amélie è entrata nella mia vita per via sua. Personalmente non credo che avrei sentito quel film così come è stato.

Ma tutto è finito. Anche la magia che sentivo per quel film, che mi era rimasta, è un po’ svanita. E se sono qui a scrivere di lei, è perché considero tutto… “archiviato”, anche se archiviato lo era ormai da un bel po’.

Sebbene abbia scritto tutto sommato parecchi articoli nel tempo, di me non ho detto molto, e tengo particolarmente a tenere per me informazioni sui miei affetti. Ma come dicevo si tratta ormai di un passato molto passato, e allora eccomi qui a dirvi, chissà per quale subconscio motivo, il perché della questione Amélie.

Quella ragazza dopo un po’ mi risultò antipatica, fu un vero peccato. Ma mi rendo conto, in realtà, di non averla conosciuta del tutto, e questo un po’ mi dispiace.

De immaginatione, e libri divertenti

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È un po’ che non leggo, libri di narrativa dico.

Tempo fa avevo pensato che leggere fa bene all’immaginazione, o forse lo avevo letto?

In effetti ultimamente non ho molta immaginazione.

Ma, mi sono chiesto stasera, è la lettura che facilita il lavoro dell’immaginazione o le due cose vanno di pari passo, cioè quando sei predisposto alla lettura hai anche più immaginazione?

Chi lo sa, o forse qualcuno lo sa! 🙂

A parte ciò, l’ultimo libro che stavo leggendo è stato Orgoglio e pregiudizio, ma mi sono fermato a pagina 40 o giù di lì, non so non mi ha interessato più come quando l’avevo iniziato e anche ora l’idea di continuarlo non mi attrae particolarmente.

Pensavo a un libro divertente, che cosa potrei leggere?

Ps: non ho idea se immaginazione si dica in latino effettivamente immaginatio, ma potrebbe presumibilmente essere. È un po’ che non “frequento” il latino, che pure mi piaceva.

Ps2: se non ci si risente, buona estate a tutti 🙂

Momento

Un momento quasi di raccoglimento, questo in cui scrivo.

Stasera sono ispirato! Sì, ma ispirato a scrivere senza un tema.

Però sono in quei momenti in cui riesco a vedere la magia della scrittura, la magia della composizione di parole che possono fare qualsiasi cosa: rallegrare, rattristare, ridere, magari anche piangere.

Ogni tanto penso che dovrei fare un corso di scrittura, poi non mi informo nemmeno.
Ho solo il primo volume, di un corso di scrittura.

Comunque.

Guardo l’interfaccia di WordPress.com e mi dico che son fortunato ad avere (ormai da un po’) un pc abbastanza potente da reggerla. Non che “pesi” chissà quanto, ma col vecchio pc tutto era rallentato rispetto all’interfaccia classica. Beh, era effettivamente vecchio.

Potrei parlare di quei discorsi d’ascensore, tipo “è arrivata la bella stagione”, “le giornate si sono allungate”. O magari della formazione del governo: andranno al governo i gabbiani o i piccioni? 🙂

Ma invece vi racconterò cosa ho fatto poco fa: dal sito della biblioteca ho ordinato due film in prestito interbibliotecario, nel senso che arriveranno da biblioteche diverse da quella che frequento. Uno è The Wolf of Wall Street, di Martin Scorsese con Di Caprio, uno è Sole a catinelle di Checco Zalone :). A scrivere di quest’ultimo film mi vergogno un po’, lo ammetto, perché i film di Zalone non sono così intelligenti. Però devo dire che alcune trovate sono buone, i film non sono volgari e mi è abbastanza simpatico.

Vi riferirò poi dei film? Non lo so, dipenderà dall’ispirazione.

Per ora vi saluto.

Ps: non amo i film lunghi, ebbene The Wolf eccetera è di tre ore, ma dal trailer mi sembra valere la pena, e poi Mymovies gli dà 4 su 5.

Ps2: grazie a Vodafone ho Mymovies live che permette di vedere qualche centinaio di film in streaming. L’idea è buona, però i film altrettanto buoni non mi sembrano tantissimi. O forse sono io che devo ancora cercare bene.

 

Secondo me, la discriminante è il mare

È stato il primo anno in cui l’estate mi è piaciuta meno del solito.
Pensavo che forse la discriminante è il mare. Per vari motivi non mi sono mosso da Roma, e ti ritrovi ad agosto col caldo che incombe, la città che un po’ si svuota (non tanto, ma un po’ si nota), e insomma una situazione dove ti puoi chiedere cosa ci sia di positivo.
Quando vai al mare è un’altra cosa, il caldo è il benvenuto, anche se certo anche al mare troppo caldo può dare fastidio, e vedi l’estate sotto un altro punto di vista.
Continua a piacermi dell’estate la luce, quella sì, già penso a dicembre con quelle giornate corte corte.
Non lo so se la discriminante è il mare, comunque il mare dà secondo me un senso diverso all’estate.

Agghindata

Mi viene il dubbio che il termine “agghindato” sia dialettale e che non tutti lo capiscano, comunque per agghindato intendo “sistemato bene”.
E chi era sistemata bene? Era ragazza che stava con altri coetanei, una ragazza che mi è capitato di vedere ieri sera.
Stava con un tailleur grigio, con una borsa nera elegante. Risaltava rispetto agli altri perché gli altri erano vestiti più o meno “normali”. Ho visto poi che erano diretti in pizzeria, ho immaginato che fosse probabilmente per festeggiare la fine dell’anno scolastico.
Secondo me era un po’ fuori luogo per una pizza, perché bene stava bene ma l’eleganza non è che vada sempre bene, serve qualcosa di proporzionale alla situazione in cui ti trovi.

Mi è tornata comunque in mente la cena di classe del quinto (liceo), una pizza tra compagni. Mi ricordo la spensieratezza, la coscienza che quel periodo era libero da qualsiasi impegno didattico, come poi invece sarebbe cambiato con l’università.
Ricordo i miei compagni, specie quelli con cui ho condiviso a lungo il banco, ma non solo. Ricordo Emanuele, che venne con la pistola ad acqua e si divertì per un bel pezzo della serata, ricordo Antonio che era il più bravo della classe. Ma non solo.
Fu una bella serata.

Ispirato

Già, ispirato, oggi pomeriggio mi sento ispirato a scrivere, però non so cosa scrivere, e allora sono veramente ispirato?
Forse sì, forse si può essere ispirati anche senza sapere cosa scrivere.
Mi viene in mente Ray Bradbury che, se ben ricordo, lasciava uno scritto incompleto per riprendere poi da lì il giorno successivo, un po’ per riaccendere l’ispirazione forse.
Ecco, prima o poi vorrei comprare un suo scritto intitolato “Zen in the Art of Writing: Releasing the Creative Genius Within You” che tradurrei come “Zen nell’arte della scrittura: libera il genio creativo che è in te”.
Mi dà per qualche verso fastidio che ci siano dei trucchi nella scrittura per scrivere meglio (ma non sto dicendo che sia questo il contenuto del libro), ma d’altra parte sono solo delle cose che uno acquisisce dopo anni di esperienza e che trovi scritte da qualcun altro che quelle esperienze le ha già fatte.
Ah, tra l’altro di uno scritto di Bradbury, Fahrenheit 451, ho visto anche il film che mi è piaciuto poco, forse perché girato anni fa, ma più che altro probabilmente per come era girato, ma non saprei descrivervi meglio, tanto più che non me lo ricordo nemmeno bene.

Ho comprato un nuovo pc e vi sto scrivendo da questo, è un desktop, uno fisso insomma invece di un portatile. Ne sentivo proprio la necessità, vista la calura estiva. In che senso? Non è che me lo lecco come un ghiacciolo :), ma avete presente quando i portatili scaldano e tu stai con le mani appoggiate sopra? Ecco, il mio portatile che ha ormai qualche anno quando la temperatura sale oltre 24 gradi comincia ad essere fastidioso su questo, mentre qui ho una bella tastiera a sé stante bella fresca, o, se non altro, a temperatura ambiente.
Trovo che il mezzo apra delle possibilità a chi lo usa. Per esempio, ora che ho un monitor bello grosso e una quantità di memoria decente, mi sono trovato a usare, un po’ così per fare, un programma di grafica, per disegnare. Se non sei comodo, certe cose tendi ad evitare di farle.

Beh, non è stato un post eccessivamente ispirato ma sono stato contento di essere tornato qui, che poi ci sono sempre e controllo ogni tanto le statistiche, e proprio vedere che c’è gente che, almeno in teoria, legge, ti dà quella spinta a dire non scrivo solo per me ma condivido sul blog.

La radio e la festa di Radio Deejay

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Mentre scrivo sto guardando la festa di Radio Deejay in diretta Facebook (qui).
Che cos’è? E` un evento organizzato da Radio Deejay per i suoi 35 anni, presso il Pala Alpitour di Torino, dove sono presenti più o meno tutti gli speaker della radio.

Sono ormai parecchi anni che ascolto la radio, fino a qualche anno fa ascoltavo RTL 102.5, poi i programmi hanno iniziato a piacermi un po’ meno e allora ho iniziato ad ascoltare di più Radio Deejay. In particolare mi conquistò Deejay Chiama Italia, il programma di Linus e Nicola Savino dove vengono proposti, come anche in qualche altra trasmissione della radio, brani legati in qualche modo ai discorsi che si stanno facendo.
Ascolto un po’ di tutto, da Radio Uno a Radio due (di più), Radio Tre, Radio 24, qualche radio Romana.

Non sono, come credo di aver già scritto, propriamente un discotecaro :), ma sento l’energia della “festa”, e la festa non è poi solo musica da discoteca.
Ho comunque ascoltato più volte Albertino con la sua trasmissione sulla musica dance, anche per capire gli ultimi trend :), ed è stato degno di nota il momento Deejay time, dove Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso sono scesi dall’alto su una sorta di skateboard volanti come in Ritorno al futuro.

Gli speaker di Radio DJ che mi piacciono di più? Oltre a Linus, Vic, Laura Antonini e i Vitiello.

Adesso però seguire mentre scrivo sta diventando un po’ complicato, e allora, visto anche che la festa finisce alle 23, mi fermo e posto.
Ciao!

Ps: una delle canzoni della festa, di Eiffel  65, presenti sul palco