Come sempre

Quasi mi veniva una poesia.
Come sempre riecco l’autunno, con le sue giornate in cui la luce si accorcia, con le temperature che vanno giù. Uff!

Certo, è anche un bel periodo se guardi la foto lì su, con le sue foglie rosse, ma specie col cambio dell’ora le giornate diventano veramente troppo corte secondo me.

“Come sempre”. Già. Parole rassicuranti, per certi versi, perché sai che tornerà la luce, e il calore, e tutto quanto. Ma parole che mi danno anche il senso del passare del tempo, tempo che sento passare velocemente. Tempo che sento più che altro sfuggirmi rispetto a tutto quello che dovrei fare.

Beh, non pensiamoci troppo, e pensiamo invece che questo è il primo post scritto con Gutenberg, il nuovo editor per chi scrive con WordPress, sia su wordpress.com che in generale. Apparentemente, non così diverso dall’editor precedente. Sarà forse che sono influenzato dal come sempre, stasera :). Carino il poter spostare i blocchi su e giù. E i colori più a portata di mano.

Ciao a tutti

La vita è breve

Stasera ho letto l’articolo/saggio “La vita è breve” (Life is short  in inglese) di Paul Graham , programmatore, saggista, imprenditore.
Il titolo è piuttosto esplicativo, e nel testo sono riportate le considerazioni che spesso si ritrovano sull’argomento, come l’importanza di eliminare ciò che non è importante, di assaporare i momenti importanti una volta che ti accorgi di quanto la vita sia breve.
Voglio però riportare alcuni punti che mi hanno colpito.

Uno è quando Graham racconta di essersi interrogato sulla brevità della vita da piccolo, di non averci più pensato, e di esserci tornato a pensare una volta avuti dei figli. Graham considera come il Natale “magico” con i tuoi figli piccoli, pensandolo magico nell’età da tre a dieci anni, lo vivrai solo otto volte. E come hai solo 52 fine settimana l’anno per stare con loro.

Un suggerimento interessante è poi come capire se una cosa è importante o no: basta pensare se la riterremo importante in futuro.
L’avevo già sentito, ma in effetti non ci penso spesso e forse farei meglio a farlo.

Graham ricorda poi come diamo per scontato che avremo sempre la possibilità, che so, di scrivere un libro, scalare una montagna, ma non è così, perché certe finestre temporali si chiudono. Per cui, se vogliamo fare qualcosa, è meglio farla il prima possibile.

Capita di vivere la vita senza pensare a quanto sia importante quello che facciamo, e forse serve anche questo, forse serve fare anche delle stupidaggini, perdere tempo, ma non troppo però, e credo che in effetti bisogna anche interrogarsi su come il nostro tempo lo impieghiamo.

Privilegiati

Ciao a tutti.

Mi sono venute in mente varie cose, questa sera.
Di tutte queste, ce n’è una che ho pensato più volte e che adesso voglio scrivere.
È un pensiero su “noi” blogger, ma non solo.
Niente di speciale, ma pensavo che rispetto a tanti altri, sei un privilegiato, quando puoi metterti lì e pensare, scrivere, avere la tua brava connessione che ti fa gironzolare dove vuoi.
Molte cose le diamo per scontate, quando scontate non lo sono per niente. Ma è anche normale, altrimenti non vivremmo.

Nel frattempo, guardo la foto che ho messo da qualche giorno sulla scrivania. È la foto di  cui vedete un ritaglio nella testata del blog qui sulla scrivania. Quello era stato davvero un bel momento.

La gabbianella

E` così, non sono un gabbiano ma una gabbianella.
Non sapevo bene come dirvelo, ma quando Stefy ieri ha citato la gabbianella ho deciso di uscire del tutto allo scoperto, non ce l’ho fatta più.
Spero che non ve la prenderete, ma ora vi spiego.
Prima di questo blog ne avevo aperto un altro, su un altro sito.
Avevo messo la mia foto e scrivevo con la mia vera identità.
Parlavo della mia vita quotidiana più apertamente di quanto non faccia qui, ma ogni tanto mi contattava qualche uomo, sul blog o in privato, che mi diceva quanto fossi meravigliosa, che voleva scrivermi, conoscermi, ecc ecc. Io non ero lì per quello, perché poi, ero fidanzata!
Già, lo ero. E in parte ne ho parlato qui, diciamo… vedendo le cose secondo un’altra ottica.
Ero io la musa ispiratrice, così mi diceva il mio ragazzo; la sua musetta mi chiamava, perché, come vi spiegavo, sono piccolina!
Ah, quanto era bello sentirselo dire, mi riempiva il cuore.
E` finito tutto da un po’, e ho voluto voltare pagina su molte cose, non ultimo il blog.
Avevo deciso di mascherarmi, in fondo ho pensato che qui non è così importante il nostro sesso, ma le nostre idee.
Ma era diventato un po’ pesante immaginarsi sempre con un’altra identità; o meglio, ero io, perché quelli che ho scritto sono i miei pensieri, ma dovevo stare attenta a come scrivevo, a come raccontavo certe cose.
Ora getto la maschera, e spero mi perdonerete.
La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare è il racconto che mi fece conoscere il mio lui. Tutto iniziò su un forum dove si parlava di libri. Mi colpì subito la sua sensibilità, col tempo ne rimasi affascinata. Poi, be’, le cose non vanno sempre per il verso giusto.
Ho fatto un errore. Un grosso errore direi. Ho collegato, per certi versi, per il suo nome, questo blog alla nostra storia. Che io volevo dimenticare. E ora che faccio, cancello il blog? Lo stavo per fare, stavo per chiudere tutto, ma non mi sembrava giusto.
In fondo, poi, mi sono resa conto che nascondere tutto ciò che me lo ricordava era del tutto inutile, perché ciò che mi è rimasto è l’idea di lui, e anche oggetti, canzoni, mai collegate a lui prima, me lo riportano ogni tanto alla mente. Credo che solo il tempo potrà sistemare le cose.
Scusate.

 

[modifica del 16/11/2010: questo post è un falso, come riportato nei commenti]

… si lanci, accidenti a lei!

Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro. Perciò… si lanci, accidenti a lei!

(Raymond Dufayel, L’uomo di vetro – da Il favoloso mondo di Amélie)

“L’uomo di vetro” è un vicino di casa di Amélie, di professione pittore, che deve questo soprannome ad una malattia congenita: le sue ossa tendono a frantumarsi con molta facilità; per questo non esce quasi mai di casa, e tutto nella sua casa è imbottito per evitare urti.

Priorità

A un certo punto ti accorgi che il tempo in questa vita non è poi tantissimo.
Lo dice anche Paloma de L’eleganza del riccio: “Un giorno hai vent’anni, il giorno dopo ottanta“.
E allora devi scegliere cosa fare, devi pensare a ciò che è più importante per te.
E` bello, abbiamo a volte infinite possibilità, ma al tempo stesso questo ci rende le cose davvero complicate.
E` come con l’informazione: Internet dà accesso istantaneo a una quantità di informazioni impensabile in passato, ma nel momento stesso in cui accediamo a questo mare magnum dobbiamo decidere come cercarle e cosa stiamo cercando, altrimenti ci perderemo in men che non si dica.
Ho letto qualche giorno fa la citazione riportata dalla collega Palmipedona 🙂 (alias Ilaria), che le rubo pari pari dal suo articolo:

The more interesting your life becomes
the less you post.
And vice versa.

[Inverse Law of Usenet Bandwidth – Jorn Barger, inventore del termine weblog]

Secondo me un po’ è vera. Non del tutto, ma un po’ sì.
Quando sei preso dalla vita di tutti i giorni, diventa certo più difficile mettersi a scrivere. Più che altro, nel mio caso, non è che non abbia più tempo libero, anche se magari per tanti motivi quest’estate era diverso, però quando oriento il mio pensiero verso, che so, lo studio, le letture scientifiche, la programmazione, rimango orientato in quel modo anche quando mi rilasso. In realtà, ciò che accade esattamente è che, spesso, finché non risolvo un problema continuo a pensarci anche quando stacco, quindi mi rimane zero creatività e ispirazione per il resto.
Credo che delle capacità fondamentali da acquisire siano:

  • imparare a fare le cose in fretta
  • ma con un livello di qualità accettabile secondo l’obiettivo
  • e soprattutto capire quali sono veramente fondamentali e quali no, sia in ogni nostra occupazione, che nella vita in generale

Ho una specie di déja vu, mi sa che queste cose, o molto simili, le avevo scritte un po’ di tempo fa 🙂 ahah, quando era un periodo simile a questo. Be’, mi perdonerete la ripetizione

Ps: anche la sweet disposition si è praticamente azzerata. Sarà forse anche il fresco, le nuvole, l’autunno? BOH!

E se il tempo si fermasse?

Clock by numbpurplehaze@DeviantArt

«Bene, avevo appena terminato la prima strofa», disse il Cappellaio,  «quando la Regina urlò “Sta assassinando il tempo! Tagliategli la testa!”»
«Che cosa orribilmente selvaggia!», esclamò Alice.
«E da allora», continuò il Cappellaio con voce afflitta, «lui si rifiuta di fare qualsiasi cosa io gli chieda! Ora sono sempre le sei»

Questo è uno stralcio della conversazione tra il Cappellaio Matto e Alice, da Alice nel paese delle meraviglie.

E se il Tempo, davvero, decidesse di fermarsi?
Vi piacerebbe?
E quale sarebbe il momento della giornata in cui preferireste vivere?
In quale stagione?
O, addirittura, in quale età della vostra vita vorreste vivere?

Si potrebbe pensare: “in un momento di felicità
Ma se il tempo si fermasse in un momento di felicità, sapremmo poi riconoscerla?
Spesso riconosciamo le cose per confronto, e così come la felicità è quella pienezza gioiosa e colorata che si distingue dall’incolore normalità, sapremmo godere di una felicità ininterrotta?
Sarebbe ancora, felicità?

E che fine farebbe, la speranza?
La speranza, che è il nostro proiettarsi in un futuro, che a quel punto non esisterebbe!

Io non vorrei che il tempo si fermasse, casomai che, in alcuni momenti, rallentasse, per poterne godere più a lungo.

Ma se proprio dovesse fermarsi, dove vorrei farlo fermare?
Nell’estate appena iniziata.
Non solo come stagione, ma anche come momento della giornata, della vita.

Amo l’estate, i suoi colori sgargianti, il sole che ti dà energia, le giornate lunghe, il cielo azzurro, le piante nel loro massimo vigore.
Amo l’anguria zuccherosa seguita dal gelato, il poter uscire con solo una maglietta addosso, il barbecue sul terrazzo.
Amo il mare caldo, le nuotate, amo potersi asciugare la testa senza phon.

E non so quale sia esattamente l’inizio dell’estate nella vita, ma per me è quando hai ancora il pieno possesso delle tue energie, ma hai capito un po’ del mondo.
Credo comunque che ogni età abbia pro e contro che si bilanciano. Così come col tempo si perde un po’ di energia, si acquista consapevolezza, che può dare a quella stessa energia maggiore qualità.

Nella giornata  l’inizio della mia estate è il primo pomeriggio.
A quell’ora le mie energie si sono finalmente messe in moto, e sono pronto ad affrontare le mie ore più produttive.
E così come all’inizio dell’estate, so che quella vitalità si protrarrà,  mi sento bene.