Quando fai nascere un sorriso

È così bello quando fai nascere un sorriso.
Per qualcosa che dici, qualcosa che fai.
È vero, penso sia più bello vedere gli altri felici per qualche tua azione, che cercare la propria felicità.
Che poi, quella diventa anche la tua felicità, e allora siete felici in due.
Forse è vero anche che molto, moltissimo sta nel comprendersi,e certi litigi nascono solo perché non ti capisci bene, perché hai paura, o chissà per cos’altro.
Credo che i bambini sorridano di più per la loro innocenza, per la loro inconsapevolezza del mondo e delle cose. Non si può pretendere che gli adulti vadano in giro comportandosi come i bambini, ma si spera che ognuno conservi la sua anima bambina, per mostrarla a chi sente di poterla affidare, per regalare con quel sorriso un istante di primavera anche nell’inverno più gelido.

Una sera con Audrey

Se il filmato che vedrete ballerà un po’, è perché mentre lo riprendevo ero emozionato.
È passato un po’, da quella sera del 19 novembre, ma per certi versi sono così appropriati questi giorni, per scriverne.
Perché quel balletto elegante mi fa venire in mente in qualche modo anche un ballo di capodanno, un ballo romantico e intimo, quasi da sogno.

Ma di quale balletto stiamo parlando? Di quello intitolato Dedicato ad Audrey: Colazione da Tiffany, che, come potete intuire, ha voluto essere un omaggio a Audrey Hepburn, con una danza sulle note di quella che si può definire la canzone di Colazione da Tiffany: Moon River.
E se ero emozionato è forse anche perché, poco tempo prima, qui, avevo un po’ sognato pensando a quella melodia, abbandonandomi, come qualche volta avviene ;-), a sogni romantici.

Il balletto si è tenuto presso l’Ara Pacis, in quell’unica sera del 19, la sera dei “Musei in musica”, arricchendo la mostra Audrey a Roma: esterno giorno, di cui vi avevo parlato.
Essere presenti a quel balletto, in quel luogo già speciale, vedere “Audrey” scendere da quelle scale, be’, si, mi ha emozionato!

Delle foto che ho fatto, credo che quella con cui ho aperto l’articolo colga più di tutte lo spirito del balletto. Ho preferito trasformarla, “anticandola” (anche grazie all’aiuto di una amica più brava di me nel fotoritocco), perché entrare quella sera all’Ara Pacis era come fare un viaggio nel tempo, tornando a quegli anni dalle foto in bianco e nero.

Ma volete forse vedere questo famoso ballo? Eccolo!

Per l’occasione, ho aperto su Youtube il nuovo canale-gabbiano, dove è stato inserito questo video.

Visto il balletto, ho visitato la mostra, apprendendo una notizia molto interessante, per me! Le sopracciglia di Audrey erano ad ala di… gabbiano! 😉
Non avevo mai notato quel particolare, e sembra che quell’accorgimento la aiutasse ad addolcire i lineamenti, così come i suoi mitici occhiali da sole grandi e tondeggianti.

Una foto di Audrey Hepburn a Roma

Osservando le foto di Audrey a spasso per Roma, come per esempio dal fioraio a Piazza di Spagna, si percepiva come fosse rimasta una persona semplice pur essendo già famosa.
Belli i vestiti in mostra, parecchi di Valentino. Sobri ed eleganti, come lei. Quello che mi è piaciuto di più è stato uno molto delicato, color malva, plissettato.
Ma oltre ai meri oggetti, Audrey ci ha lasciato anche un messaggio, un messaggio di generosità, col suo essere ambasciatrice Unicef, organizzazione a cui è stato devoluto parte dell’incasso della mostra.

Mentre giravo tra le foto, mentre curiosavo tra i vestiti, sentivo ogni tanto ripartire Moon River al piano di sopra (il balletto è stato ripetuto più volte), e quell’accompagnamento sonoro, che si andava ad unire a quelle sensazioni visive, infondeva al tutto una magia.

Che il nuovo anno possa essere per tutti voi sereno, come quella serenità che mi è giunta dal sorriso semplice di Audrey.

🙂

Un bacio che ti lascia il sorriso

Stanotte ho fatto un sogno.
Uno di quelli che non ti aspetti.
Ho sognato una persona, una donna per la precisione, e stavamo lì e parlavamo di non so cosa, e poi guardandoci negli occhi ci avvicinavamo sempre di più, e senza nemmeno accorgercene ci baciavamo. Un bacio semplice, un attimo di quelli che ti lasciano il sorriso.

Sentivo dire che i sogni hanno la funzione di mantenerti addormentato quando magari staresti per svegliarti, e non so se è così, ma con questo lo è stato, perché ero quasi conscio di stare nel dormiveglia, eppure era tutto così reale, e rilassante, e bello.

Ma perché il sogno era uno di quelli che non ti aspetti? Più che altro perché la persona era di quelle che non ti aspetti. Cioè non era una persona a cui pensavo tanto, ecco.
Sarà stato un sogno rivelatore dei miei veri pensieri? O i sogni dicono cose diverse da quello che ti fanno vivere?
Non lo so, comunque mi è piaciuto 🙂

Un bacio dolce

 

 

Fonte foto: http://www.ubercomments.com/image/35232&keyword=sweet%20kiss

Ma perché i cani non ridono??

Oggi, tornando a casa dal supermercato (dove entrando sbircio sempre per vedere se per caso fosse riapparsa la commessa sorridente), ho visto un cane,  dietro un cancello, un cane che “conosco”. E` un Setter, bianco a macchie scure.
All’inizio mi abbaiava, quando passavo, poi dopo un po’ non l’ha più fatto, e ci salutiamo, quando ci si vede :-).
Be’, lui mi guarda, e io oggi gli ho addirittura sorriso :-). E resomi conto di ciò, mi sono messo un po’ a ridere.

E mi sono detto: pensa che roba se gli animali potessero ridere. Sorridere, intendo.
Sarebbe un altro mondo.

E perché lo fanno solo gli esseri umani?
E` una di quelle forme di comunicazione che abbiamo sviluppato, evidentemente.

Chissà, se un cane lo pensa, un sorriso!
E se un cane, o un animale in generale, non sa sorridere, saprà interpretare il nostro sorriso??

La commessa sorridente

Sto per andare al supermercato.
E ripenso a una commessa, anzi per la precisione a una cassiera, con cui successe un curioso episodio.
Giunto alla cassa, essendo primo pomeriggio, ero da solo, e lì con lei c’era un ragazzino, diciamo dieci anni? Forse il fratello, perché anche lei era molto giovane. Era la prima volta che la vedevo lì.
Beh, il ragazzino aveva a che fare con un problema di matematica, non capiva bene il testo, e stava chiedendo spiegazioni a lei. Arrivato alla cassa, lei fa, rivolta a me: “secondo me lui lo sa” 🙂
Ah ah, oddio, non me l’aspettavo proprio, io poi non sono uno che in genere attacca conversazione così a bruciapelo, comunque, ormai interrogato, dissi come secondo me andava interpretato il testo. Mi pare che alla fine io, lei  e lui concordammo 🙂
Battuto il conto, ci salutammo, con un ciao e un sorriso.
La ritrovai al lavoro credo altre due volte, nelle quali, ancora lontani per via della fila, ci sorridemmo all’incrociarsi dei nostri sguardi.
Non ci dicemmo nient’altro di particolare, se non i soliti saluti. Poi non la trovai più, forse ha cambiato lavoro, o, chissà, magari supermercato.
Mi sbaglierò, ma lei non sorrideva a tutti in quel modo.
Mi sarebbe piaciuto rivederti, ragazza della cassa, rivedere il tuo sorriso.
Ma grazie per quelli che mi hai regalato, mi rasserenavano.

Nel sorriso di un bambino

Tornando a casa ho visto dei bambini sorridere al mondo,
e ho pensato che è fantastico quando sei bambino e non conosci le insidie che ti aspettano, che sono già lì ma dalle quali i tuoi cari ti proteggono.

Ma ho pensato anche che non sei consapevole di tutto ciò di cui stai godendo, e quindi non puoi esserne così contento come forse dovresti.

Anche crescendo, spesso non sei consapevole di ciò che hai finché non lo perdi, e credo che bisogni fare un grande sforzo per comprendere le nostre fortune, mentre ne godiamo.
Lo dobbiamo, come minimo, a chi certe fortune non le ha.