Rovistando nel comodino

C’è un sacco di roba nel mio comodino.
Be’ sì principalmente libri, libri che magari ho lasciato a metà o che penso di rileggere a breve.
Qualche foglio stampato, sulle questioni più varie.
E uno, era lì da un po’ di tempo, e me lo sono riletto poco fa.
È il discorso I have a dream di Martin Luther King, tenuto nel 1963.
Credo sia fantastico leggerlo, leggere quell'”ho un sogno”, un sogno di uguaglianza e fratellanza, nell’America che esponeva ancora i cartelli “Solo per bianchi”.
È fantastico perché sai che quel sogno è molto più vicino di quanto non fosse allora, e tutto questo è la prova che i sogni è possibile realizzarli, ma devi lavorarci, devi crederci come se il tuo sogno esistesse già.

Fabio volo è sposato

Per chi non lo conoscesse, Fabio Volo è uno speaker, nonché attore e scrittore. Ebbene, so che lui, che si dichiara eternamente single e uomo dalle mille avventure, è in realtà sposato.
Non chiedetemi come lo so, per favore.
Anche perché, non potrei davvero rispondervi, considerato che la notizia è completamente falsa.
Ma secondo me perfettamente plausibile.
Perché?
Tempo fa, in Dee notte, i suoi colleghi Vitiello hanno svelato una specie di trucco che alcuni conduttori radiofonici (e non solo) usano per rendersi più interessanti: dichiararsi single quando in realtà non lo sono.
E chi vi dice che Fabio Volo, che peraltro è un attore, non sia affatto chi invece dichiara di essere?
Conoscevo poco Fabio Volo, ma mi incuriosiva il fatto che molte donne ne fossero appassionate. Allora mi sono letto due dei suoi libri, E` una vita che ti aspetto e Il giorno in più. Posso dire di averli trovati carini, ma non mi sono piaciuti troppo. Più che altro, mi è parso come se metà libro potesse essere tagliata, in genere la prima. Avendo letto Il giorno in più dopo Il giovane Holden, ho trovato poi il suo stile di scrittura un po’ insipido.
Però diffonde un bel messaggio, descrivendo come ci si possa lanciare verso un nuovo io, un io che osa, e che osando ottiene ciò che non avrebbe immaginato.
Su questo concordo, credo che osando più di quanto tanti condizionamenti ci impongono, più di quanto siamo abituati a volte ad essere, possiamo raggiungere facilmente mete ritenute quasi impossibili per noi.
Bisogna crederci davvero, solo quello.

Ma cosa ci stiamo a fare in questo mondo?

Vedo nella classifica del mio iPod Living on my own dei Queen, e decido di ascoltarla, per la precisione nella versione qui sotto:


La canzone non c’entra molto né col titolo né con quanto vado a scrivere, ma è sicuramente una che dà una energia pazzesca. E l’avevo ascoltata anche qualche giorno fa, quando pensavo al mio sogno. E potrei dire che è una energia tipo quella, che sento quando penso al mio sogno.
Quando mi sento così particolarmente vivo potrei mettermi anche a ballare come Freddie Mercury, anche se sono molto tranquillo e qualcuno potrebbe pensare che io sia impazzito anche solo per aver pensato questo :).

E sentendo addosso quell’energia oggi mi è tornata in mente una domanda che mi faccio ogni tanto, e che è esattamente quella nel titolo: ma cosa ci facciamo, esattamente, su questa terra? Quale è il nostro obiettivo in questa vita, come dovrebbe uno vivere la propria vita perché essa abbia avuto un significato?
Mah, forse la domanda originaria si presta ad altre declinazioni che ora mi sfuggono, e devo dire che per certi versi mi ricorda quella che ci fece la prof. di religione al liceo, quelle cose tipo “da dove veniamo, dove andiamo”. All’epoca la mia coscienza in proposito era un po’ intorpidita, ma nel tempo le cose sono cambiate.
Mi pare di ricordare che quella volta una compagna di classe, che voleva fare l’architetto e ora lo fa, disse che le sarebbe piaciuto realizzare qualche opera degna di essere ricordata, che rimanesse lì anche dopo di lei.
Ecco, pur pensandoci poco, sappiamo tutti che siamo di passaggio, ed è proprio questo il punto, come rendere significativo questo passaggio.
A me non basta il mio sogno personale, nel senso che quello di cui parlavo era mio, riguardava la mia vita privata. Ma quello non penso che basti, è riduttivo, per una vita.
Non sono (“non sono più”, se mai lo sono stato davvero) religioso, anche se in teoria credo nell’esistenza di un possibile Dio, senza collegamenti particolari con un religione o con l’altra (che penso siano solo costruzioni umane).
Ma nel tempo ho incontrato alcune figure storiche che a volte mi hanno davvero emozionato per la loro grandezza, per la loro forza, e vorrei imparare da loro, sono i miei modelli.
E` capitato proprio oggi che abbia ritrovato nel comodino due fogli che avevo stampato, con il discorso I have a dream di Martin Luther King, che si può leggere ed ascoltare qui, http://www.hpol.org/transcript.php?id=72
Rimasi profondamente colpito ed emozionato la prima volta che lessi in particolare queste righe:

I have a dream that one day on the red hills of Georgia the sons of former slaves and the sons of former slave owners will be able to sit down
together at the table of brotherhood.

Mi sono emozionato perché quel sogno, quella fratellanza utopistica tra i figli degli schiavi neri e quelli dei loro padroni, è oggi (quasi) realtà.
Un sogno ha bisogno di molta energia, e in quelle parole, in quei pensieri, ce n’era davvero tanta. Quella è una dimostrazione che i sogni sono possibili, anche quelli apparentemente impossibili.

Io vorrei lasciare una mia traccia nel mondo, non so bene di che tipo, ma so che voglio fare qualcosa per migliorarlo, perché sinceramente certe cose non mi piacciono per niente. Sto iniziando a fare qualcosa di concreto. Il minimo, credo sia vivere come si ritiene giusto nella vita di tutti i giorni, ma i miei pensieri si dirigerebbero verso obiettivi più grandi.
Sono profondamente idealista, e questo per alcune cose mi dà non pochi problemi nel mondo reale, ma per ora sono così, e spero di non abbandonare certe mie idee profondamente radicate in me solo perché “il mondo va così”, come sento a volte dire.
Ho l’impressione che la mia vita potrebbe finire molto bene o molto male, io ovviamente lavoro per il molto bene 🙂
Alcune persone che mi hanno conosciuto potrebbero non aver visto realizzarsi concretamente questi miei pensieri, a cui credo con tutto me stesso. Purtroppo si fanno degli errori, anche se non si parte per farli. Ma spero che almeno la consapevolezza del passato e il desiderio del futuro mi aiuteranno ad essere migliore, e a realizzare non solo il mio sogno personale, ma anche a dare un senso alla mia vita all’interno di questo mondo.

Vedo nella classifica del mio iPod Living on my own dei Queen, e decido di ascoltarlo, per la precisione nella versione qui sotto:

La canzone non c’entra molto né col topic né con quanto vado a scrivere, ma è sicuramente una che dà una energia pazzesca. E l’avevo ascoltata anche qualche giorno fa, quando pensavo al mio sogno. E potrei dire che è una energia tipo quella, che sento quando penso al mio sogno.
Quando mi sento così particolarmente vivo potrei mettermi anche a ballare come Freddie Mercury, anche se sono molto tranquillo e qualcuno potrebbe pensare che io sia impazzito anche solo per aver pensato questo :). Per ora, diciamo, “ballo dentro”.

E sentendo addosso quell’energia oggi mi è tornata in mente una domanda che mi faccio ogni tanto, e che è esattamente quella nel titolo: ma cosa ci facciamo, esattamente, su questa terra? Quale è il nostro obiettivo in questa vita, come dovrebbe uno vivere la propria vita perché essa abbia avuto un significato?
Mah, forse la domanda originaria si presta ad altre declinazioni che ora mi sfuggono, e devo dire che per certi versi mi ricorda quella che ci fece la prof. di religione al liceo, quelle cose tipo “da dove veniamo, dove andiamo”. All’epoca la mia coscienza in proposito era simile a quella di una anguilla lessa, ma nel tempo le cose sono cambiate.
Mi pare di ricordare che quella volta una compagna di classe, che voleva fare l’architetto e ora lo fa, disse che le sarebbe piaciuto realizzare qualche opera degna di essere ricordata, che rimanesse lì anche dopo di lei.
Ecco, pur pensandoci poco, sappiamo tutti che siamo di passaggio, ed è proprio questo il punto, come rendere significativo questo passaggio.
A me non basta il mio sogno personale, nel senso che quello di cui parlavo era mio, riguardava la mia vita privata. Ma quello non penso che basti, è riduttivo, per una vita.
Non sono (“non sono più”, se mai lo sono stato davvero) religioso, anche se in teoria credo nell’esistenza di un possibile Dio, senza collegamenti particolari con un religione o con l’altra (che penso siano solo costruzioni umane).
Ma nel tempo ho incontrato alcune figure storiche che a volte mi hanno davvero emozionato per la loro grandezza, per la loro forza, e vorrei imparare da loro, sono i miei modelli.
E` capitato proprio oggi abbia ritrovato nel comodino due fogli che avevo stampato, con il discorso “I have a dream” di Martin Luther King, che si può leggere ed ascoltare qui, http://www.hpol.org/transcript.php?id=72
Rimasi profondamente colpito ed emozionato la prima volta che lessi in particolare queste righe:

I have a dream that one day on the red hills of Georgia the sons of former slaves and the sons of former slave owners will be able to sit down
together at the table of brotherhood.

Mi sono emozionato perché quel sogno, quella fratellanza utopistica tra gli schiavi neri e i loro padroni, è oggi (quasi) realtà.
Un sogno ha bisogno di molta energia, e in quelle parole, in quei pensieri, ce n’era davvero tanta. Quella è una dimostrazione che i sogni sono possibili, anche quelli apparentemente impossibili.

Io vorrei lasciare una mia traccia nel mondo, non so bene di che tipo, ma so che voglio fare fare qualcosa per migliorarlo, perché sinceramente certe cose non mi piacciono per niente. Sto iniziando a fare qualcosa di concreto. Il minimo, credo sia vivere come si ritiene giusto nella vita di tutti i giorni, ma i miei pensieri si dirigerebbero verso obiettivi più grandi.
Sono profondamente idealista, e questo per alcune cose mi dà non pochi problemi nel mondo reale, ma per ora sono così, e spero di non abbandonare certe mie idee profondamente radicate in me solo perché “il mondo va così”, come sento a volte dire.
Ho l’impressione che la mia vita potrebbe finire molto bene o molto male, io ovviamente lavoro per il molto bene 🙂
Alcune persone che mi hanno conosciuto potrebbero non aver visto realizzarsi concretamente questi miei pensieri, a cui credo con tutto me stesso. Purtroppo si fanno degli errori, anche se non si parte per farli. Ma spero che almeno la consapevolezza del passato e il desiderio del futuro mi aiuteranno ad essere migliore, e a realizzare non solo il mio sogno personale, ma anche a dare un senso alla mia vita all’interno di questo mondo.

Sogno

Nei giorni scorsi, per un motivo o per l’altro, mi ero un po’ “perso”.
Continuavo a fare quello che dovevo fare, ma avevo perso di vista quello che è il mio sogno, una cosa un po’ complessa, rappresentata da come mi piacerebbe vedermi in un futuro di medio-lungo termine.

Ieri sera ho ripensato al mio sogno, e ho di nuovo maggior energia e slancio, pur in quelle stesse cose che facevo comunque nei giorni scorsi.

Perché quando hai in mente il tuo sogno, non ti ferma nessuno 🙂

E non solo, quando hai in mente qualcosa che è un grosso obiettivo, ridimensioni le preoccupazioni per quelli che sono magari traguardi importanti, ma che in realtà sono solo piccoli pezzetti della strada che porta al tuo sogno.

La Valse d’Amèlie

Quanto adoro questa musica.
Quante volte l’ho sentita.
Un po’ struggente, ma per lo più sognante, trascinante, toccante.
Chi è Amèlie? In caso ve ne parlerò.
Forse per apprezzarla bisogna aver visto il film?
Non lo so, io l’ho visto, e mi ha molto emozionato.
Ieri ero in un parco e l’ho messa in cuffia, e rendeva incantato tutto quello che vedevo intorno a me, dal verde intenso dell’erba appena nata, al cielo finalmente tinto d’azzurro. Mi sembrava di stare fuori dalla realtà, guardandola in uno stato di sospensione.
Yann Tiersen è l’autore, un genio secondo me.