Il silenzio

Credo, anzi no, ne sono sicuro, che spesso fraintendiamo dei silenzi.
Non sono uno psicologo, eppure ritengo che nell’interpretazione dei silenzi ci sia una parte di noi, una nostra proiezione.
D’altra parte, se un silenzio è… un silenzio, dobbiamo pur metterci qualcosa di nostro :-).

Un silenzio può avere motivi così diversi da ciò che pensiamo.
Forse solo quando conosciamo bene la vita di una persona possiamo interpretare i suoi silenzi.
Sì, penso proprio che quando riesci a interpretare i silenzi di qualcuno allora puoi dire di conoscerlo. Ma anche lì, bisogna stare attenti, e, in fondo, per esseri sicuri che la nostra interpretazione sia corretta, basta parlare, chiedere, dialogare. Cosa che non sempre facciamo.

All’improvviso

Sei comparsa all’improvviso,
io ero lì in attesa,
ma non di te.
Ti sei seduta accanto a me,
mi hai sorpreso.
Ho cominciato ad osservarti,
discretamente, timidamente,
e poi di più,
quando il tuo sguardo non poteva accorgersi del mio.
Eri bellissima, delicata e sensuale,
pur avvolta in quegli abiti che ti proteggevano dal freddo.
Le tue calze nere ricamate d’oro
richiamavano l’attenzione sulle tue gambe snelle e sinuose,
il tuo cappellino incorniciava splendidamente il tuo volto.
Sembravi infreddolita,
forse non eri preparata a quella gelida serata.
Ho preso le tue mani tra le mie, per riscaldarle,
tu hai sorriso.
Siamo rimasti così,
per infiniti e meravigliosi secondi,
occhi negli occhi,
sempre più vicini.
Hai cercato il calore delle mie labbra,
e mentre tutt’intorno era silenzio
ho raggiunto lentamente le tue,
in un bacio caldo
come i battiti dei nostri cuori in quell’istante.
Non ti dimenticherò.

Gabbiano.

Il pensiero e il rumore

E` vero, il rumore distrae. Sicuramente distrae me quando devo concentrarmi, ma la mia affermazione, in questo caso, si riferisce a quando vogliamo concentrarci sui nostri pensieri più profondi, sulle nostre emozioni.

Tra i consigli che propone il libro di cui vi ho parlato pochi giorni fa c’è quello di scegliere un luogo per la scrittura che sia al riparo dalle distrazioni, siano esse odori o rumori. In questo modo, sostiene l’autore, si riuscirà più facilmente a entrare in contatto con i pensieri più profondi, quelli legati alle nostre emozioni.

Pensavo come effettivamente le distrazioni ci facciano rimanere in superficie; pensavo per esempio come non mi vengano articoli troppo riflessivi quando sono distratto da tante altre cose.
Evidentemente siamo fatti così, se poniamo attenzione al mondo circostante non riusciamo a concentrarci sul nostro mondo interiore.
Non so se questo sia un bene o un male; penso che magari tra un milione di anni, chissà, saremo in grado di concentrarci contemporaneamente su entrambe le cose?
Potrebbe anche essere.

Certe volte mi piace quando mi trovo in silenzio e mi vengono pensieri vari in mente, e poi questi come volteggiando sembrano agganciarsi, e formarne di più complessi, fino a che uno di senso compiuto e più ampio prende vita.
Penso ora, preso da questi consigli sulla scrittura, che forse se cominciassi a scrivere quei pensieri che volteggiano potrei farne agganciare altri più facilmente. Ma non ne sono del tutto sicuro. Cioè, sì, sicuramente se ne aggancerebbero degli altri, tuttavia sto valutando se il pensiero libero, non scritto, consenta di vagare tra spazi più lontani, mentre la scrittura porti a una maggior consequenzialità.
Vediamo un po’. Intanto ho ordinato pure il libro che basandosi sull’altro dà dei consigli pratici e dovrebbe contenere anche indicazioni sulla scrittura creativa.

Al suo bianco candore

Tante cose da fare, tanti pensieri, e l’ispirazione se ne va.
Ma poi una sera vedi lei, così candida e luminosa, che brilla di quella luce che ci dà la vita. Lei, la Luna.
Nel buio della notte stasera risplende lassù, di un bianco luminoso nel cielo terso.
E mentre la guardo accarezzato dal vento ora fresco, mentre ascolto i grilli giù nel prato, rimango incantato, e penso all’Universo, e sento tutto ridimensionarsi. Penso alle divisioni che ci sono su questa Terra, e penso che da bambini dovrebbero portarci in gita tra le stelle, e forse riusciremmo a dare più facilmente la giusta importanza a tante cose.
Mi piace guardare le ombre create dalla luce della luna, mi piace guardare qualche nuvola rimasta nel cielo pulito illuminata da quella luce morbida e delicata, della giusta intensità per mostrare ma non svelare del tutto.
Mi piace pensare, guardando i palazzi un po’ più bui del solito, che Lei stia lì, a proteggerci un po’ tutti.
Forse come le maree, guardo la Luna e sento il mio spirito sollevarsi, sorrido.
Firmato: il vostro Gabbiano Mannaro 🙂