Felicità nella normalità

Si parla a volte di quanto dovremmo apprezzare ciò che abbiamo, ma vi confesso che per me, fino a un certo punto della mia vita, questa è stata un po’ una specie di teoria.
Nel senso che sì, credo che sia davvero nostro dovere farlo, ma sentire davvero la gioia di … essere vivi, così, non mi veniva molto naturalmente.
Qualcosa ha poi cambiato un po’ la mia vita e quel qualcosa è sicuramente in tutte le considerazioni che faccio attualmente.

Comunque, volevo solo condividere un momento di gioia.
Una gioia semplice, di oggi, mentre correvo.
Ero felice metro dopo metro, rimbalzo dopo rimbalzo, felice pensando a tutti coloro che per tanti motivi non possono farlo, soprattutto a coloro che non potranno mai. Pensavo che anche quando stai lì, e sei stanco morto,  devi pensare che c’è chi darebbe qualsiasi cosa per sentire quella sensazione anche solo una volta.
Sentivo questi pensieri profondamente, e oltre a quella gioia della possibilità, che generava magari un sorriso, c’era misto il dispiacere per chi non può, quasi un senso di colpa. Ma così è, e ciò che possiamo fare e direi anche dobbiamo è gioire anche di ogni nostro respiro, della vista che ci fa leggere e scrivere qui al pc in modo così naturale.
Mi sembro un po’ un predicatore, intendo che prima sentivo spesso questi discorsi ma non li capivo fino in fondo, mi sembravano una sorta di ovvietà. Ma quando comprendi veramente la gioia di vivere, e probabilmente la mia comprensione è ancora parziale, capisci cosa si intende. Ma secondo me non è qualcosa che si apprende semplicemente dalle parole, per quanto intense esse possano essere.
Ma io volevo dirvelo, perché c’è sempre qualche momento di sconforto, ma è un po’ che ogni tanto penso di essere felice, semplicemente, di essere vivo.

Colpo di fulmine

Non so a voi, ma a me sono capitati dei colpi di fulmine.
Pochi, forse tre nella vita.
Ma non… concretizzati, nel senso che non ho aperto bocca.
Uno, forse, c’è stato questa sera.
“Forse” perché ero così di sfuggita che non ho nemmeno fatto in tempo a capire quali sensazioni provassi.
Ma come le altre volte, c’è stata una forte emozione, tutta insieme in un istante, una specie di spavento :-). Un bellissimo spavento.
Giro l’angolo e vedo lei, sorridente, rilassata, colorata, semplice ma così graziosa.
Era col ragazzo…
I colpi di fulmine di cui parlo sono visivi (ce ne sono forse di non visivi?), poi magari la ragazza in questione potrebbe sembrare uno scaricatore di porto appena aprisse bocca, chissà.
Ma quando capitano queste cose la guardi e provi una sensazione piacevole, può anche capitare di sorridere.
Pensavo che in un solo istante percepisco tantissime caratteristiche, ed è quasi incredibile. Non so quali siano quelle che contano di più, la bellezza c’entra ma fino a un certo punto. Penso conti il modo in cui vedo qualcuno muoversi, anche stare fermo, in piedi, perché come ti comporti, la tua espressione, dice molto di te. Certo, non tutto.

Perché colpi di fulmine non concretizzati? Me lo sono chiesto, a volte.
Perché se è un colpo di fulmine, se cioè quella persona ti colpisce così tanto, perché non fare qualcosa?
Primo perché so, razionalmente, che è qualcosa di puramente visivo, per cui sarà anche un’emozione ma è solo un possibile inizio.
E poi, cosa dovrei dire a una emerita sconosciuta incontrata per caso non so bene dove? Magari la vedi in metropolitana, scende dopo una fermata… Io poi non sono tipo da queste cose, così. Ma, come mi ha detto qualcuno, “Francesco è impazzito” 🙂 (poi magari vi racconto), per cui non so se io sono quell’io che vi ho appena raccontato.
Beh, chissà, potrei provare con “ciao, sai che fu Benjamin Franklin a inventare il parafulmine?” :-). La sua risposta potrebbe darmi notevoli indizi se il colpo di fulmine ci abbia preso o no. E magari ci proverò davvero, prendendo il tutto come un esperimento divertente.

Beautiful Day

Oggi è stata una bella giornata.
Meteorologicamente pessima, ma bella per me.
E come faccio qualche volta in questi casi, ho ascoltato Beautiful day degli U2, per festeggiare :).
Sono matto? Beh, forse un po’ sì ahah  🙂
E a un certo punto pioveva poco, e ho chiuso l’ombrello, e mentre contento mi lasciavo cadere addosso un po’ di pioggia, ho pensato che quelle gocce erano come un collegamento tra la terra e il cielo.
Non importa come sia il tempo, il sole può essere dentro di te.

Meteorologicamente pessima, ma bella per me.