Ispirato

Già, ispirato, oggi pomeriggio mi sento ispirato a scrivere, però non so cosa scrivere, e allora sono veramente ispirato?
Forse sì, forse si può essere ispirati anche senza sapere cosa scrivere.
Mi viene in mente Ray Bradbury che, se ben ricordo, lasciava uno scritto incompleto per riprendere poi da lì il giorno successivo, un po’ per riaccendere l’ispirazione forse.
Ecco, prima o poi vorrei comprare un suo scritto intitolato “Zen in the Art of Writing: Releasing the Creative Genius Within You” che tradurrei come “Zen nell’arte della scrittura: libera il genio creativo che è in te”.
Mi dà per qualche verso fastidio che ci siano dei trucchi nella scrittura per scrivere meglio (ma non sto dicendo che sia questo il contenuto del libro), ma d’altra parte sono solo delle cose che uno acquisisce dopo anni di esperienza e che trovi scritte da qualcun altro che quelle esperienze le ha già fatte.
Ah, tra l’altro di uno scritto di Bradbury, Fahrenheit 451, ho visto anche il film che mi è piaciuto poco, forse perché girato anni fa, ma più che altro probabilmente per come era girato, ma non saprei descrivervi meglio, tanto più che non me lo ricordo nemmeno bene.

Ho comprato un nuovo pc e vi sto scrivendo da questo, è un desktop, uno fisso insomma invece di un portatile. Ne sentivo proprio la necessità, vista la calura estiva. In che senso? Non è che me lo lecco come un ghiacciolo :), ma avete presente quando i portatili scaldano e tu stai con le mani appoggiate sopra? Ecco, il mio portatile che ha ormai qualche anno quando la temperatura sale oltre 24 gradi comincia ad essere fastidioso su questo, mentre qui ho una bella tastiera a sé stante bella fresca, o, se non altro, a temperatura ambiente.
Trovo che il mezzo apra delle possibilità a chi lo usa. Per esempio, ora che ho un monitor bello grosso e una quantità di memoria decente, mi sono trovato a usare, un po’ così per fare, un programma di grafica, per disegnare. Se non sei comodo, certe cose tendi ad evitare di farle.

Beh, non è stato un post eccessivamente ispirato ma sono stato contento di essere tornato qui, che poi ci sono sempre e controllo ogni tanto le statistiche, e proprio vedere che c’è gente che, almeno in teoria, legge, ti dà quella spinta a dire non scrivo solo per me ma condivido sul blog.

Riassumendo

Credo di non essermene nemmeno accorto, ma scrivere sul blog mi è mancato.
A dire il vero forse non esattamente lo scrivere sul blog, ma lo scrivere.
Eh sì, alla fine mi sono reso conto che scrivere mi piace, e mentre scrivo, ora, penso a come la composizione di un testo possa essere per certi versi paragonata a una melodia.

Bando alle ciance, il punto però è che se non senti le energie per scrivere non lo fai.
Ecco, sì, come dicevo verso fine settembre, mi sono mancate proprio le energie.
Non solo per scrivere qui, a dire la verità.
Adesso sto meglio, ma non sto del tutto bene.
Non so, avevo un po’ di problemi digestivi da un po’, ma le cose sono peggiorate e sto cercando di venire a capo del problema.

Ho letto un sacco di articoli e varie, e quello di cui mi sono reso conto è che siamo un tutt’uno: la nostra mente influenza il resto del corpo e viceversa.
Per certi versi questa è una affermazione banale, ma non per me, perché fino a non troppo tempo fa vedevo le due cose come distinte.
In particolare esiste un amminoacido che si chiama glutammina e che è basilare per il funzionamento sia del cervello, sia dell’intestino che dei muscoli. È incredibile. Ma non è certo solo questo l’unico legame.

Va bene, per ora vi saluto e spero di non sparire ad libitum come più o meno si stava prospettando. 🙂

Lettera a me stesso

Caro Gabbiano,
ricordi quando ti ho scritto questa lettera?
Oggi è il 12 luglio 2012, e tu, se hai rispettato le regole, dovresti essere lì a leggermi nel 2016.

Spero per te che non abbiano rieletto Berlusconi: pensa, in questi giorni si parla della sua ricandidatura! Ma non è questo il punto, lo sai.

Chissà se avrai trovato la tua gabbiana? Sarete andati in volo verso un romantico tramonto? O magari vi sarete colorati le piume per carnevale?? O… nooo, non mi dire che state tutto il tempo chiusi nel nido a…
È un peccato che tu non possa mandarmi una lettera indietro nel tempo con la risposta!

Be’, non sto scrivendo per farti domande, ma per ricordarti quello che ora penso sia importante, nel caso tu l’avessi dimenticato (lo sai, poi, che sono previdente).

[…]

Ebbene, questo è l’inizio di una ipotetica lettera al me futuro.
Funziona così: scrivete una lettera a voi stessi, che leggerete tra quattro anni, con quello che volete essere certi di non dimenticare, con quello che ritenete importante…. insomma, con quello che vi pare :). La chiudete, la mettete da parte, e tra quattro anni, e solo tra quattro anni, potrete aprirla.

L’idea non è mia, l’ha descritta un ascoltatore del programma radiofonico Dee Notte, qualche tempo fa.
Mi è piaciuta: la mia lettera non l’ho ancora scritta, ma penso che possa essere intrigante, e forse emozionante, ricevere una lettera dal se stesso del passato.

Certo, si potrebbero aspettare solo due o tre anni per rileggersi, ma se la distanza temporale è troppo breve, non credo che l’effetto sia lo stesso.

Buona lettera a tutti.

Da Bradbury a Harry e Sally

Sono un po’ stanco, stasera.
Però ho le parole nelle dita, e allora eccomi qua.
Impegni a parte, secondo me tantissimo dipende dalla lettura: adesso che ho ripreso a leggere, dopo un periodo di pausa, riecco lo stimolo alla scrittura.

Sto leggendo Il Grande Gatsby, di Fitzgerald. Lo confesso, fino a qualche tempo fa il suo nome era un eco disperso tra i neuroni, poi Midnight in Paris (il film di Allen) ha destato la mia curiosità.

In realtà, volevo scrivere un post solo per Ray Bradbury, che ci ha lasciati il 6 giugno scorso.
Bradbury è l’autore di Fahrenheit 451, un libro che mi ha affascinato. È affascinante il concetto che permea quel libro: l’importanza dei libri raccontata narrando le vicende dei “pompieri al contrario”, che danno fuoco ai libri col cherosene.
Lessi una citazione di Bradbury su un altro libro, qualche tempo fa, in cui diceva che non poteva stare un giorno senza scrivere che cominciava a sentirsi a disagio. Ah ecco, non riporto tutta la citazione ma è tratta da Zen in the Art of Writing (non so qaule sia il titolo italiano).

E per il resto, passavo in salone e ho visto il dvd di Harry ti presento Sally, e penso che a breve me lo riguarderò forse per la decima volta o anche di più. Non lo so, non so come sia successo, ma quel film, per me, è come un amico :).

Depilati

Poco fa mi è venuta voglia di scrivere.
Penso al blog, e, quasi automaticamente, entro in modalità sapore di nuvole :).
Be’, sì, vi dico che ancora oggi quel nome mi piace un sacco, però, forse, se aprissi un nuovo blog lo chiamerei “Semplicemente Francesco”.
Bene, fate conto di trovarvi su quel blog (ma quanto sono complicato? Oddio!! 🙂 )

Niente, solo una piccola considerazione senza la quale il mondo non potrebbe vivere.

I depilati, dico gli uomini depilati, a me fanno un po’ senso.
Mamma mia, adesso che si vedono pantaloncini corti in giro vedo ogni tanto quelle gambe senza un pelo, e veramente, sì, mi fanno un po’ senso.
Mi sembrano dei polli pronti per lo spiedo :).

Va bene, sarà che non sono particolarmente sportivo e che in qualche sport quel tipo di depilazione può essere utile, ma esteticamente, su un uomo, non mi piace.
Ovvio che per le donne non la penso allo stesso modo 😉

Privilegiati

Ciao a tutti.

Mi sono venute in mente varie cose, questa sera.
Di tutte queste, ce n’è una che ho pensato più volte e che adesso voglio scrivere.
È un pensiero su “noi” blogger, ma non solo.
Niente di speciale, ma pensavo che rispetto a tanti altri, sei un privilegiato, quando puoi metterti lì e pensare, scrivere, avere la tua brava connessione che ti fa gironzolare dove vuoi.
Molte cose le diamo per scontate, quando scontate non lo sono per niente. Ma è anche normale, altrimenti non vivremmo.

Nel frattempo, guardo la foto che ho messo da qualche giorno sulla scrivania. È la foto di  cui vedete un ritaglio nella testata del blog qui sulla scrivania. Quello era stato davvero un bel momento.

Lettere d’amore

Per scrivere una buona lettera d’amore bisogna iniziare senza sapere che cosa si vuole dire e finire senza sapere cosa si è scritto.

 

[Jean-Jacques Rousseau]

 

… se penso a certe cose che ho scritto, e le considero secondo l’ottica di cui sopra, be’, credo allora di avere qualche talento in proposito :-).
Avrà ragione Rousseau?
Io penso di sì, anche se mi chiedo al contempo quanta razionalità e sentimento mettere nelle questioni d’amore. Credo che troppa razionalità non vada per niente bene, ma nemmeno lasciarla tutta da parte.