La pulizia delle città

Ciao a tutti, è un po’ che manco e spero quanto prima di tornare a postare in modo più o meno regolare.

Intanto, vi dico che avendo constatato che alcune strade che frequento presentavano erbacce ferme lì da mesi, ho contattato l’azienda che si occupa della pulizia di Roma, l’AMA, per richiederne il diserbo, servizio gratuito, come avevo già fatto in passato (l’operazione era stata poi effettuata).

Vi invito quindi a fare altrettanto per le vostre strade e la vostra città.
Questa è una stupidaggine, però penso sia vero che per rendere il mondo migliore di come è occorre partire da ciò che è intorno a noi, sia riguardo le persone che le cose.

A presto!

Francesco

 

Ps: per i romani, questo è il link dell’AMA dove potete trovare il numero, che è attualmente 800 867 035

Tramonti autunnali

… sì, be’, lo so che l’autunno è passato e che tra un po’ finisce pure l’inverno (meno male), ma ho qui un tramonto immortalato a fine ottobre, che volevo condividere con voi.

Dietro le nuvole, c'è sempre il sole

A fine ottobre e a novembre  ci sono stati dei giorni dai tramonti meravigliosi, almeno qui a Roma; questo mi ha veramente molto colpito, più di altri magari più colorati.

Direi di poterlo chiamare Dietro le nuvole, c’è sempre il sole 🙂

Che sia d’auspicio per tutti i “passanti” 🙂

a risentirci

Gabbiano

Norah Jones, l’amore e tutto il resto

Ieri giravo per il sito dell’Auditorium, quello di Roma al Parco della Musica, e all’improvviso mi si sono illuminati gli occhi.
È stato quando ho visto che domani ci sarà il concerto di Norah Jones, cosa di cui ero assolutamente ignaro.
Mi piace molto Norah Jones, adoro la sua voce vellutata, il suo stile. Anche se questo è vero più in certi momenti che in altri.
Ho dato un’occhiata ai posti disponibili, ancora ce n’erano, e poi la sala Santa Cecilia, in cui si tiene il concerto, è immensa; mi pare contenga tremila persone, anche se non l’ho mai vista dentro.
Ma al concerto non ci andrò.
Il concerto di Norah Jones, lo so, potrebbe essere emotivamente pericoloso :).
Le sue canzoni, almeno quelle che ho in mente io, sono principalmente d’amore, ma questo non è un male: per esempio se ci fosse qualche fanciulla persa nelle note, con lo sguardo estatico, potrei prenderle la mano e chissà… chissà che botta mi darebbe, visti i tempi! 🙂
No, ricomponiamoci.
La questione è che c’è una canzone della Jones, o forse due, che ho in qualche modo legate a dei ricordi sentimentali, e ultimamente non mi andava di riascoltarle.
E se fossi lì, l’atmosfera ti avvolgerebbe di dolci ricordi e pensieri …e  ti avvolgerebbe, ci scommetto, anche la quantità enorme di coppie amoreggianti, col volto reclinato di lei sulla spalla di lui, con l’infinito trasporto di baci dolci e interminabili… e no, adesso non mi va di stare là in mezzo.
Be’, ho visto che Norah Jones è passata qui a Roma, anzi all’Auditorium per la precisione, tre volte in sei anni, quindi con buona probabilità tornerà presto.

Sono comunque convinto che il problema non sia un ricordo sentimentale in sé. Penso che il problema sia quando c’è qualcosa, forse, di irrisolto in quel ricordo.
Ma la verità è che mica si può risolvere tutto…
E penso, in realtà, che certi ricordi vengano sfumati, seppur non cancellati, sia dal tempo ma soprattutto da nuove persone, che con impressioni più vive ti prendono dolcemente per mano, e stavolta si, tu prendi la loro e ti volti da quei ricordi, e insieme vi avventurate pian piano verso un nuovo cammino.

Credo che questa sia una delle prime canzoni di Norah Jones che ho ascoltato:
Don’t Know Why I Didn’t Come

Il miracolo della neve a Santa Maria Maggiore e la discriminazione dei cittadini

Disposizione delle sedie e del palco in occasione della rievocazione del miracolo della neve presso la basilica di Santa Maria Maggiore, Roma, nell’agosto 2010

Sono passati due anni dai fatti che sto per raccontare; tuttavia, ritengo che meritino il tempo che andrò adesso a spendere.

Ogni anno, a Roma, presso la basilica di Santa Maria Maggiore, si tiene ad agosto la rievocazione del “miracolo della neve”.
Il miracolo è ben descritto da wikipedia

La costruzione [ndiGabbiano: della basilica] avvenne su una chiesa precedente, che una diffusa tradizione vuole sia stata la Madonna stessa ad ispirare apparendo in sogno a papa Liberio e al patrizio Giovanni e suggerendo che il luogo adatto sarebbe stato indicato miracolosamente. Così quando la mattina del 5 agosto un’insolita nevicata imbiancò l’Esquilino papa Liberio avrebbe tracciato nella neve il perimetro della nuova basilica, costruita poi grazie al finanziamento di Giovanni.

Così, il 5 agosto di ogni anno, per rievocare quel miracolo, vengono fatti cadere dei petali dal soffitto della basilica; inoltre, nella serata si tiene una finta nevicata (neve artificiale) nel piazzale antistante la basilica, preceduta da un piccolo spettacolo.

La nevicata a Santa Maria Maggiore

Nell’agosto 2010 ho deciso di partecipare alla rievocazione, in serata.
All’interno della recinzione fatta di transenne (rappresentata in figura dal perimetro dell’ovale) si trovava un palco, ed erano poi sistemati tre gruppi di sedie: le frecce indicano le direzioni verso le quali erano rivolte le sedie e, si sarebbe poi capito, il palco. Il gruppo “popolo” era separato dal resto da ulteriori transenne (rappresentate dalla linea orizzontale).

Arrivando abbastanza presto, cioè verso le 20:30 quando l’inizio dell’evento era previsto per le 21 circa (ci sarebbe stato poi un notevole ritardo) ho potuto godere di quella che, apparentemente, sembrava essere una sistemazione comoda: mi hanno fatto entrare, con un altro tot di persone (un centinaio?) nella sezione “popolo”.

Mi rendo ora conto che fosse un po’ sospetto che persone qualunque fossero sistemate in quella che sembrava la “prima fila”.

Infatti, non era la prima fila!
Perché?
Perché, avrei scoperto a inizio spettacolo, tutto si svolgeva in direzione delle persone sedute nei gruppi A e B. Chi erano costoro? Non lo so, immagino vip, personalità ecclesiastiche e del Comune di Roma.

Prima dell’inizio dell’evento non era possibile capire tutto questo, perché il palco era solo un rettangolo vuoto.
Poi, resosi conto della situazione, qualcuno con più iniziativa del gruppo “popolo” ha iniziato a girare le sedie, cosa peraltro non semplice in quanto erano bloccate insieme a gruppi di dieci circa. Le sedie sono state rivolte in direzione opposta a quella indicata in figura, ma, ovviamente, di chi era presente sul palco era possibile vedere solo… il posteriore.

Non era praticamente possibile ormai uscire, visto che attorno alla recinzione esterna si erano ormai accalcate tantissime persone, e uscendo dalla pur sfavorevole postazione “popolo”, le cose sarebbero peggiorate.

Anche la nevicata finale è stata fatta cadere al 95% sul gruppo A e B.

Qual è il punto di tutto questo racconto?
Il punto è che in quell’occasione mi sono sentito profondamente discriminato.

Non tanto per stare in un gruppo di seconda categoria, cosa che per per certi versi posso accettare, ma perché, nessuno, e dico nessuno, tra coloro presenti sul palco, incluse le autorità del Comune di Roma  ed  ecclesiastiche presenti, si è degnato di rivolgere uno sguardo, una parola a chi era nel gruppo “popolo”. Tutti si rivolegevano solo verso i gruppi A e B

Uno spettacolo dal retroscena, quando poi, scusate, ma un concetto di fondo della Chiesa non sarebbe forse l’uguaglianza?

Non so chi organizzò così la disposizione, se l’architetto stesso che cura la manifestazione o no, so però che la gente del “popolo” fu trattata come la parola che ho scelto evoca nel suo senso più basso.

Gabbiano

fonte foto: http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2011/08/RomaNeve2.jpg

Tramonto metropolitano

Tramonto romano

Orbene, (si, volevo proprio dirla questa parola, “orbene”, me la sento addosso, stasera)…

Orbene, dicevo, questi giorni non sono stati proprio da sapore delle nuvole, ma di nuvole io ne ho una scorta ;-).
E allora, eccole lì, delle nuvole romane.
Era la giornata della missione gabbiana di carnevale, e, sulla via di casa, mi sono trovato ad ammirare questo tramonto… metropolitano. Un tramonto dove il sole non lo vedi, ma il sole ti saluta di riflesso, là, dalle nuvole.

Non mi capita spessissimo di vedere questo tipo di tramonti, con le nuvole sopra la testa ma il sole più in là, ad illuminarle.
Mi era piaciuto molto, e mi piace ancora.

Missione gabbiana: il carnevale romano 2012

18 febbraio 2012
  • sfilate viste: una
  • venditori di rose spiati: uno
  • giapponesi fotografati: uno (una)
  • bionde non conosciute: una

Caro diario,
non mi aspettavo che oggi mi sarei imbarcato in una missione-gabbiana.
Sì, pensavo di andare in centro, ma non mi ero accorto che oggi ci sarebbe stata addirittura la Grande sfilata rinascimentale, la sfilata di carnevale in costume!
Con quell’arietta quasi primaverile dopo tutti quei giorni di freddo, potevo forse mancare?
Ma no, certo che no!

Ero quasi sicuro che, iniziando la sfilata alle tre, non ci sarebbe stato il pienone.
Esco dalla metro quindi piuttosto tranquillo. Salgo in strada. Sollevando distrattamente lo sguardo dall’orologio, mi accorgo che per attraversare ci vorranno almeno cinque minuti, tante sono le persone davanti a me.
«Uhm…» forse il mio pensiero precedente non era così corretto…

Entrato in Piazza del Popolo, mi accorgo che in effetti la piazza è stracolma, e che se non mi sbrigo a cercarmi una postazione decente da cui seguire l’evento, sarò travolto dalla folla che sta continuando ad affluire.

Mi apposto vicino all’inizio di via di Ripetta; la scelta si rivelerà piuttosto buona.

La sfilata inizia.
Mentre un bambino, alle spalle, continua a inondarmi di coriandoli, e un Rugantino parla alla piazza, si sentono i primi tamburi in lontananza.
Cominciano a giungere i primi cavalli coi loro cavalieri, sfilano carabinieri a cavallo, antichi romani, ancelle, barbari.
Seguono carrozze, tamburini che scandiscono il ritmo della marcia, damigelle dai lunghi strascichi sorretti da paggi, personaggi rinascimentali dall’identità non del tutto chiara 🙂

Carnevale romano 2012 coriandoli da carrozza

Tutti cercano di immortalare quei momenti, e che faccio allora? Assumo la mia identità gabbiana e, svolazzando, riprendo con facilità ;-). Ecco quindi un filmato girato [altri sul canale youtube]

È vero, non amo troppo le sfilate, ma non ne avevo mai vista una simile a Roma, e mi è piaciuta. Mi piace vedere Roma viva, mi piace essere stupito da ciò che apparirà a sorpresa. Mi piace vedere i bambini gettare i coriandoli, sarà forse che tutti amiamo gli arcobaleni, comunque essi siano.

Terminata la sfilata, mi dirigo verso Piazza di Spagna, per vedere se è stato organizzato qualcosa anche lì. Mi imbatto lungo il percorso in alcuni trampolieri.

Carnevale romano 2012, trampoliere

Giunto in in Piazza di Spagna non noto nulla di particolare, se non i soliti venditori di rose, quelli che ti mettono in mano una rosa facendo finta che sia un regalo, seguendoti, poi, in attesa della loro retribuzione.
Mi fermo allora all’angolo tra Piazza di Spagna e via Condotti e mi guardo uno di questi venditori per un po’, per vederlo attuare ripetutamente la solita strategia.
In parte lo capisco, ma non mi piace la scorrettezza, e quella è una di quelle pià subdole. Rido tra me e me pensando di andare lì e dirgli: «ehi, tu, perché sfrutti così biecamente il principio di reciprocità?». Dovrei farlo prima o poi!

Mentre sto per uscire dalla piazza, mi accorgo di alcune persone che stanno fotografando quella che dovrebbe essere via Borgognona (l’ispiratrice di Via Cagnolona 🙂 ). Allora guardo, e noto che, essendo quasi il tramonto, c’è una luce molto particolare. Eccola.

Via Borgognona tramonto

Sto per andarmene quando una ragazza giapponese/americana mi chiede di fotografarla su quello sfondo. Procedo. Peccato che al primo scatto faccia cilecca, visto che, abituato alla mia macchinetta, premo il pulsante meno di quanto necessario. La seconda volta va tutto bene.
In centro non ti puoi fermare un attimo a fotografare che subito qualcuno ti chiede di fargli una foto!!

E così, mi avvio verso casa, soddisfatto.
Ma, prima di tornarvi, vedrò queste splendide nuvole al tramonto.

18febbraio2012_tramonto

Ah! La bionda non conosciuta!
Ora ho da fare! Caro diario, te ne parlerò la prossima volta 😉

Ritratto di una nevicata speciale

Bambini giocano con la neve - nevicata Roma 4/2/2012

Come la divisa ricorda forse le proprie mansioni, mi rendo conto che, quando scrivo sul blog, i miei pensieri si orientano ormai verso il “mood” sapore di nuvole :-). E allora, tra varie foto che ho scattato sabato mattina, dopo la super nevicata della notte precedente, che ha imbiancato Roma come non si vedeva da anni, ho scelto la foto che vedete qui sopra.

Sono dei bambini che stanno giocando con la neve, nel giardino del condominio vicino al mio. Mamma mia, ma quanta ne è venuta giù? 🙂
Forse troppa, stavolta!

Mi piace veder nevicare, è bello prendere in mano la neve morbida e leggera… almeno finché non comincia a gelarti la mano! (certo, perché a me piace prenderla in mano senza guanti, sennò che gusto c’è?).
Mi ricordo la lontana nevicata del 1986, me la ricordo poco, perché avevo 10 anni, ma ricordo che ne rimasi affascinato.
Stavolta l’evento mi è sembrato più normale, sarà che aveva nevicato anche due anni fa.
È vero, che il valore delle cose sta nella loro unicità, irripetibilità.
Comunque la neve è sempre bella, almeno finché non ti intralcia 😉

Il titolo, perdonatemi :), è stato forse troppo altisonante, ma l’avevo scritto ieri sera, mentre a quest’ora del giorno (le 17), non sono troppo poeticamente ispirato :).
Però quella foto lì mi piace.