L’amore è incancellabile (?)

Eternal-Sunshine-spotless-min-se-mi-lasci-ti-cancello

Ebbene, non ho fatto il post di Natale e invece vado a scrivere quello di San Valentino.
Lo faccio riportando una notizia appresa qualche giorno fa da Repubblica.it, in cui viene raccontato come un uomo sia riuscito a riconquistare la ragazza che aveva perso la memoria, dimenticandosi anche di lui.
Ho trovato la cosa molto romantica, e quindi eccomi qui a riportarla.
E ho trovato romantico, o quantomeno apprezzabile, il fatto che lui abbia avuto la pazienza di riconquistarla, sebbene lei avesse inizialmente addirittura paura a stare di nuovo con lui.

L’articolo di Repubblica che citavo dice che la vicenda ha fatto tornare in mente a varie persone il film “Le pagine della nostra vita”, del 2004, in cui un uomo legge ogni giorno a una donna affetta da demenza senile il diario della loro storia d’amore.
Io invece vado ora a fare uno spoiler su Eternal sunshine of the spotless mind, film con Kate Winslet e Jim Carrey di cui avevo già parlato, e lo faccio perché a me la vicenda ha fatto invece venire in mente questo film.
In esso i protagonisti effettuano una procedura volontaria per dimenticare il partner una volta che hanno deciso di lasciarsi, ma si trovano, alla fine, a stare di nuovo insieme. Questo, e ce lo suggerisce in qualche modo la vicenda ispiratrice del post, faceva scrivere a un commentatore (Mistral) che l’amore è incancellabile.

E’ veramente incancellabile? Forse l’amore vero sì.

Norah Jones, l’amore e tutto il resto

Ieri giravo per il sito dell’Auditorium, quello di Roma al Parco della Musica, e all’improvviso mi si sono illuminati gli occhi.
È stato quando ho visto che domani ci sarà il concerto di Norah Jones, cosa di cui ero assolutamente ignaro.
Mi piace molto Norah Jones, adoro la sua voce vellutata, il suo stile. Anche se questo è vero più in certi momenti che in altri.
Ho dato un’occhiata ai posti disponibili, ancora ce n’erano, e poi la sala Santa Cecilia, in cui si tiene il concerto, è immensa; mi pare contenga tremila persone, anche se non l’ho mai vista dentro.
Ma al concerto non ci andrò.
Il concerto di Norah Jones, lo so, potrebbe essere emotivamente pericoloso :).
Le sue canzoni, almeno quelle che ho in mente io, sono principalmente d’amore, ma questo non è un male: per esempio se ci fosse qualche fanciulla persa nelle note, con lo sguardo estatico, potrei prenderle la mano e chissà… chissà che botta mi darebbe, visti i tempi! 🙂
No, ricomponiamoci.
La questione è che c’è una canzone della Jones, o forse due, che ho in qualche modo legate a dei ricordi sentimentali, e ultimamente non mi andava di riascoltarle.
E se fossi lì, l’atmosfera ti avvolgerebbe di dolci ricordi e pensieri …e  ti avvolgerebbe, ci scommetto, anche la quantità enorme di coppie amoreggianti, col volto reclinato di lei sulla spalla di lui, con l’infinito trasporto di baci dolci e interminabili… e no, adesso non mi va di stare là in mezzo.
Be’, ho visto che Norah Jones è passata qui a Roma, anzi all’Auditorium per la precisione, tre volte in sei anni, quindi con buona probabilità tornerà presto.

Sono comunque convinto che il problema non sia un ricordo sentimentale in sé. Penso che il problema sia quando c’è qualcosa, forse, di irrisolto in quel ricordo.
Ma la verità è che mica si può risolvere tutto…
E penso, in realtà, che certi ricordi vengano sfumati, seppur non cancellati, sia dal tempo ma soprattutto da nuove persone, che con impressioni più vive ti prendono dolcemente per mano, e stavolta si, tu prendi la loro e ti volti da quei ricordi, e insieme vi avventurate pian piano verso un nuovo cammino.

Credo che questa sia una delle prime canzoni di Norah Jones che ho ascoltato:
Don’t Know Why I Didn’t Come

Ripensando al liceo

Negli ultimi tempi mi è capitato di ripensare al liceo.
Per vari motivi.
Be’, uno a dire la verità è che ripensavo a una mia compagna in particolare, di cui non so più nulla; mi chiedevo che vita farà ora, se ha magari già dei figli, chissà.

Il liceo tutto sommato non è stato un brutto periodo. “Liceo scientifico sperimentale”… dove “sperimentale” stava per “informatica”… ma alla fine… se ne vedeva ben poca, e si finiva per usare le ore in più per fare altre ore di fisica e matematica.

Mi sa che non ve l’ho mai detto, ma rispetto alle materie umanistiche mi sono sempre piaciute di più quelle scientifiche.
E poi niente, ho una passione smisurata per l’informatica, da quando iniziai ad usare all’età della comunione il mitico Commodore 64 (ma di questo in caso vi parlerò un’altra volta).

C’era una materia che mal sopportavo: storia.
Non ho mai sopportato le materie nozionistiche, e in storia non c’è niente da fare, ti devi ricordare una quantità di fatti infinita.
In realtà, non è proprio così.
Voglio dire, anche nell’informatica ti devi ricordare una quantità di nozioni infinita, è solo che non comprendevo l’utilità dello studiare storia.
Perché per me sta tutto lì: se non capisco perché devo fare qualcosa, non riuscirò mai a farla col giusto spirito.
Se tornassi indietro, effettivamente vedrei le cose un po’ diversamente, perché ritengo che comprendere il passato sia utile per capire il presente e costruire più consapevolmente il futuro.
Comunque sì, sono stato sempre più affascinato dalle materie scientifiche, forse perché sono quelle che permettono all’uomo di progredire concretamente, anche se certo non è che quelle umanistiche non siano importanti: basti pensare, che so, a quanto un libro possa cambiarti.

Il mio prof. di storia e filosofia non lo scorderò di sicuro.
Preparato, attivo, anche troppo :). Un po’ esagerato, forse.
Filosofia mi piaceva, e l’ho portata anche alla maturità.
Comunque, dicevo, il mio prof. aveva inventato alcuni metodi potrei dire innovativi – almeno rispetto agli altri prof. – per spronare e insegnare nuove abilità. Cose che ad oggi posso dire mi sono state probabilmente utili nella formazione, ma che erano terribilmente pesanti.
Tralasciando le verifiche sempre a sorpresa :), ciò che mi ricorderò forse di più fu il riassunto di un libro di storia in rapporto 1:10. Insomma, avete un libro di 200 pagine? Ok, dovete scriverne 20. Non di più, non di meno.
Riassumere la storia non è per niente facile, soprattutto se quando lo fai hai 16 anni e non hai mai affrontato un compito  del genere.
Il libro era uno di approfondimento, tipo, che so, il Medioevo in Toscana.

Riguardo la filosofia, devo dire che ad oggi mi sono scordato parecchie cose.
Tuttavia, concordo con delle parole che ho letto in rete, e cioè che a volte studiare qualcosa non è utile tanto per aumentare il proprio bagaglio culturale, ma soprattutto per acquisire nuove capacità, nuovi tipi di visione.
Non ci avevo mai pensato in modo così netto, prima.
Certo, magari di latino se ne sarebbe potuto fare un po’ meno. Il latino comunque mi piaceva, e infatti andavo bene, al contrario della maggior parte della classe.
Mi chiedo perché il latino mi piacesse. E non ho una risposta. Ci ripenserò.

Non ho mai fatto una di quelle cene-rimpatriata coi miei compagni di scuola dell’epoca, e volete sapere una cosa? Mi sa che è meglio così, tenere quei ricordi così come sono non mi dispiace.

Eternal sunshine of the spotless mind

Oggi ho visto un film bellissimo.
L’avevo preso in biblioteca e non avevo guardato bene la trama, e dal titolo italiano (Se mi lasci ti cancello), mi aspettavo una commedia americana leggera.
E invece no.
Il film tutto sommato scorre lieve, ma non è per niente un film stupido, ed è un film che emoziona; struggente in alcuni punti, come qualcuno ha scritto su una recensione.
È una storia d’amore, si parla dei ricordi in un modo piuttosto particolare. Non è un film lineare, ma con numerosi flashback, completamente ricollegabili solo alla fine.
Ma ecco, quella storia che viene fuori da quei tanti frammenti mi è sembrata una storia così vera, e tenera nella sua reale complicatezza… e sarà forse anche per dei miei ricordi, ma più volte mi ha profondamente emozionato.
Mi ha ricordato per certi versi Harry ti presento Sally, perché nonostante sia in alcuni tratti piuttosto drammatico, ci sono anche dei momenti per sorridere, proprio come in Harry e Sally, proprio come nella vita vera.
Un brano della colonna sonora

Viviamo per i nostri ricordi?

Dovete andare in vacanza, e potete scegliere tra una delle seguenti possibilità:

  1. vacanza meravigliosa, al termine della quale siete obbligati a utilizzare una pillola che vi fa dimenticare l’intera esperienza
  2. vacanza più modesta, ma della quale potete mantenere il ricordo

Quale scegliereste?

Questa domanda non me la sono inventata io, ma l’ho sentita in “Forum – A World of Ideas“, programma che tratta i più disparati argomenti, e credo provenisse da uno psicologo.

Egli sosteneva che l’essere umano vive per costruire i propri ricordi, e quella scelta ci pone di fronte, effettivamente, al vivere per vivere l’attimo o vivere per avere memoria della nostra storia.

Ho trovato questo concetto estremamente intrigante, perché non mi ero mai posto la questione.

Io credo che sceglierei la vacanza più modesta di cui mantenere il ricordo. Credo di pormi di fronte all’altra come se non esistesse, mi vedo già nel futuro.

E voi, che fareste?

Quei baci col rossetto

Me la ricordo, la mia compagna delle medie.
Sì, lei che mi piaceva un po’.
Secondo me, fu opera sua.

Terza media. Suona la campanella: ricreazione.
Prendo la merenda dallo zaino, e mi unisco ai compagni per giocare.
Distratto, non mi accorgo di cosa sta accadendo al mio diario, al mio diario di Italia ’90.
Tornato a casa ignaro, dopo pranzo lo sto sfogliando, quando mi accorgo che su una pagina c’è… un bacio! E non su una pagina qualsiasi, ma sul “giorno dell’amore”, San Valentino.
E non un solo bacio, no, ma due baci sul 14 febbraio e altri due sul 15.
Eccoli!

…in quanti modi avrebbe potuto proseguire questa storia.
Eppure, ad oggi non so nemmeno di chi siano, quei baci.
Sebbene scorga una certa poesia in quei baci senza nome, penso che avrei potuto fare qualche verifica! Non so, avete presente la scarpetta di Cenerentola?? Magari avrei potuto fare da… scarpetta, per delle labbra che avevano probabilmente ancora voglia di baciare.
Non ricordo perché non indagai; so però che a quel tempo le ragazze non mi interessavano troppo, ero preso più che altro dai videogiochi.

Ma lei un po’ era nei miei pensieri, se me la ricordo ancora.
Lei, che si riuniva sempre con le sue due amiche del cuore, e le vedevi tutte e tre confabulare, chissà su cosa.
Lei, che in piscina era elegante, e carina, nel suo costume intero, pur rimanendo discreta.
Lei, che è ormai un pensiero sfumato, ma il cui modo di essere me la fa ricordare sorridente e serena.
Le ero simpatico, e ogni tanto scherzavamo, parlavamo un po’, ma niente di più.
Forse… forse non era solo che non mi interessavo così tanto alle ragazze, forse era anche la mia timidezza, o semplicemente non mi piaceva… abbastanza.

Quando ho visto quei baci ho pensato che avevamo tredici anni, e da quel rossetto mi sono chiesto se già le ragazze si truccassero. Perché si dice tanto che le abitudini sono cambiate… ma allora? No, non mi pare venissero truccate a scuola; credo proprio che, quella volta, quelle labbra si colorarono di rosso per quel gioco romantico e misterioso, che per me è ora un tenero ricordo


Un anno

E così ci siamo. E` passato un anno da quel post di benvenuto con cui inauguravo il blog e davo il benvenuto ai miei futuri lettori.

Me lo ricordo ancora, quel pomeriggio in cui mi venne in mente il nome del blog, e a dire il vero mi sto ancora chiedendo come l’abbia pensato :-). Però mi piaceva e mi piace ancora; e meno male, perché il nome te lo porti appresso per sempre (almeno finché non cambi blog!).

Che dire.
A un anno di distanza sono sicuro di non essere più la stessa persona che ero, e non so quanto sia stato importante il blog in tutto ciò. Per un fatto, e cioè quella segnalazione del libro sulla felicità, che mi ha portato poi a leggere dell’importanza dell’elaborazione delle nostre emozioni tramite il linguaggio, è stato sicuramente importantissimo.
Non ne ho più scritto come volevo, e credo che prima o poi lo farò, ma l’elaborazione, la ricostruzione dei propri pensieri e dei fatti che li hanno generati è qualcosa a cui non avevo dato tutta questa importanza in passato. E`, alla fine, forse, come mi pare di aver letto, una questione di controllo: qualsiasi cosa ti capiti, il fatto che tu la descriva nei dettagli, ti fa credere che comunque tu ne abbia il controllo. E mi sono trovato curiosamente a pensare che questo strumento, la scrittura, potrà farmi affrontare meglio qualsiasi cosa mi capiterà, perché potrò scriverne :-). Che strani pensieri!

Sono un po’ diverso da un anno fa anche perché mi sono “ricompattato”. O forse no, non è questo il termine giusto, però, ecco, tra una cosa e l’altra credo mi ritrovassi a vivere tra il presente e il futuro, essendomi perso un po’ il passato. Ora, il passato è importante? Un po’ sì, anche se non deve esserlo troppo per non rimanere fossilizzati in ciò che siamo stati.
Però, ecco, per dirvi, per me è stato molto importante il ritrovamento di quella tessera dei baci  nella mia (pseudo)scatola dei ricordi.
Dovrei dirvi un po’ troppi fatti miei per spiegarvi perché, ma non è qualcosa di direttamente correlato. Ma ecco, quella tessera dei baci rappresenta qualcosa che in fondo sono sempre stato.

Vicini (di blog) acquisiti ma anche persi, alcuni senza dispiacere, altri no. Battaglie che mi potevo anche risparmiare, ma che alla fine rifarei, in modo diverso in alcuni casi. Stupidaggini (Ma alle mucche, piacerà il cappuccino?), Sweet disposition  accese forse più nella stagione calda :-), pazzie temporanee (Radio Gabbiana), tentativi di poesia divertente e sognatrice (Punto) , e forse poesie vere? (Risveglio).

Tutto sommato, sì, mi sono divertito e mi è piaciuto, e sono successe più cose di quante io inizialmente avessi immaginato.

Grazie di aver letto questo lungo post, e grazie in particolare a chi mi segue da più tempo, nella speranza che sia degno di continuare a meritare le attenzioni anche dei nuovi vicini acquisiti e chissà, di qualche silenzioso lettore 🙂

Gabbiano Francesco