2024

Fairytales_25_Unicorn

Prima ho scritto la data, e l’attenzione mi è andata sull’anno: 2017.
Mi ricordo quando guardavo già all’anno 2000 come un anno particolare, un anno in cui, chissà (nota: quanto mi piace il chissà), dicevo chissà l’umanità a quali traguardi sarebbe giunta.
Ebbene, vi dirò che oggi 2017 non mi pare che negli ultimi anni siamo avanzati così tanto come quando, che ne so, c’è stata la rivoluzione industriale, o la scoperta dell’elettricità.
Una delle grosse innovazioni è stato il modo di comunicare, sia coi telefoni che con Internet, la prima cosa che mi viene in mente è per esempio la primaver araba, dove non vorrei sbagliare ma le proteste furogono organizzate anche via social network. D’altra parte il libro su Facebook (Facebook La storia) si apre proprio parlando di proteste in sudamerica organizzate grazie al noto social network. Cose che una volta sarebbe stato più difficile organizzare.

Perché “2024”?
2024 rappresenta per me un’altra data significativa, rappresenta il futuro, futuro a breve ma sempre futuro. E mi è venuto in mente forse proprio per via del programma “2024” trasmesso su Radio 24 da Claudio Paglierini, che parla di tecnologia.
Saremo andati su Marte? Ecco, che ne è stato delle esplorazioni spaziali?
E’ vero, costano un sacco di soldi, è giusto trascurarle e girare i fondi a questioni più terrestri? E se invece la facessimo finita con le guerre?
Eh, facile a dirsi.
Beh, mi piacerebbe vedere qualche invenzione significativa per il 2024, ma speriamo almeno che le cose migliorino rispetto ad oggi, 2017.

La pubblicità Unicredit è indegna

Quello che segue è il testo della pubblicità Unicredit, che mi è capitato di ascoltare spesso in radio, in questi giorni:

Cos’è un’azione concreta? È aiutare un amico, è non ostacolare la carriera della tua compagna, è non temere di esporsi per sostenere una questione di principio.
Se sentite anche voi il bisogno di azioni concrete, partecipate all’aumento di capitale Unicredit, investite in una grande banca, per far crescere insieme un grande Paese, il nostro.
[…]

Ebbene, ascoltandola mi sono indignato.
Ho trovato veramente fuori luogo quel tirare in ballo i rapporti umani quando si sta vendendo un prodotto, agganciando il concetto di “azione concreta” da quell’ambito a quello dell’aumento di capitale, che è la vendita di azioni della banca. È quasi ridicolo, poi!
Sì, si tira in ballo il sentimento nazionale per spronare all’investimento in una banca italiana, ma, a parte avere fastidio anche per quello, trovo spregevole che si parta dalla nostra umanità, quando qui ci sono in ballo solo i soldi.

Riguardo il sentimento nazionale, trovo che debba essere scomodato per questioni più importanti, e che la scelta su chi premiare sia da fare in base alla qualità, alla competitività, non all’italianità o meno.

Interessante poi il contenuto: perché mai avranno scelto, per esempio, proprio “non ostacolare la carriera della tua compagna”? Credo che “aiutare un amico” risulti tutto sommato una classica buona azione, ma quella frase non è una a cui pensi subito. E poi, perché proprio al femminile? Secondo me chi l’ha scritta è una “creativA”, mi sembra una spiegazione plausibile.

Bene, cara pubblicità, sarai contenta: ho scritto questo articolo per una questione di principio.
Ma le azioni concrete, non saranno certo le tue.

Viviamo per i nostri ricordi?

Dovete andare in vacanza, e potete scegliere tra una delle seguenti possibilità:

  1. vacanza meravigliosa, al termine della quale siete obbligati a utilizzare una pillola che vi fa dimenticare l’intera esperienza
  2. vacanza più modesta, ma della quale potete mantenere il ricordo

Quale scegliereste?

Questa domanda non me la sono inventata io, ma l’ho sentita in “Forum – A World of Ideas“, programma che tratta i più disparati argomenti, e credo provenisse da uno psicologo.

Egli sosteneva che l’essere umano vive per costruire i propri ricordi, e quella scelta ci pone di fronte, effettivamente, al vivere per vivere l’attimo o vivere per avere memoria della nostra storia.

Ho trovato questo concetto estremamente intrigante, perché non mi ero mai posto la questione.

Io credo che sceglierei la vacanza più modesta di cui mantenere il ricordo. Credo di pormi di fronte all’altra come se non esistesse, mi vedo già nel futuro.

E voi, che fareste?

…e quindi uscimmo a riveder le stelle

Cielo Stellato

No Dante, torna pure dentro, che tanto le stelle ormai non si vedono più!

Non so da voi, ma qui a Roma, se una notte punti il naso verso l’alto, non è così scontato che tu veda qualche stella.
Principalmente per l’inquinamento luminoso, come in molte parti del mondo.

E perché parlo di ciò?
Perché ogni tanto ascolto “Six Minute English“, un programma BBC radio che ascolto in podcast per tenere l’inglese in allenamento, e hanno colto l’occasione per pubblicizzare la prima “dark sky reserve” (diciamo il primo parco per la preservazione dell’oscurità del cielo?) d’Europa, l’Exmoor National Park.
Il parco è quindi una zona molto buia, e viene fatto sì, attraverso la protezione del territorio con regole e controlli, affinché rimanga tale.
Il parco si trova in Inghilterra, in zona sud ovest.

Sulla pagina della BBC potete trovare un filmato che illustra la notizia, con delle immagini sempre affascinanti della Terra vista di notte.

E ora, tutti in gita, con la Gabbiano-travel! 😉

fonte immagine: http://www.keplero.org/2009/12/il-cielo-stellato-sopra-di-me.html

Trappola al supermercato

Supermercato.
Entro, prendo il cestino, controllo l’elenco della spesa e mi dirigo al primo reparto di interesse.
Prendo i cereali. Comincio ad ascoltare la canzone in sottofondo.
Una canzone d’amore [non ricordo quale].Mi piace
Continuo il giro, ascolto la canzone successiva: toh! un’altra canzone d’amore.
Prendo questo e quest’altro, il cestino è pieno e io sono a quattro canzoni d’amore consecutive.
Mi ricordo: “ah ma oggi è San Valentino!!!” 😀
Se fosse stato un altro periodo ci sarei potuto rimanere secco 🙂
Invece non mi hanno fatto nessun particolare effetto, perché non ho gentile compagnia ma il problema si pone secondo me quando hai in mente qualcuno con cui le cose non vanno come vorresti, si pone quando i tuoi pensieri non sono a posto.
Il supermercato, per la cronaca, era sintonizzato su RTL 102.5 Italian style

Serata gabbiana

Potrei diventare un po’ noioso aggiungendo “-gabbiano” a tutto quello che penso, mi sa :-). Va bene, prometto che userò la gabbianità con parsimonia.

Il titolo che ho dato al post precedente mi ha fatto pensare. Basta leggerlo per capire quale sia la mia principale idea del mio blog. Perché se scrivo una cosa e dico che è un intermezzo, allora vuol dire che non lo considero qualcosa dove scrivere così a caso, e infatti mi riferivo a una specie di articoli che avevo in mente, ma che alla fine, gira e rigira, potrebbero rimanere solo nei pensieri-gabbiani (ecco, sono ricascato nella gabbianità – non è vero, l’ho fatto apposta 🙂 ).

Be’, se non ricordo male la collega Ilaria diceva che il blog a un certo punto assume quasi una sua autonomia, ma il blog in fondo siamo noi, per cui anche se inconscia c’è una parte di noi che ci spinge a scrivere verso una direzione o l’altra. Non vuol dire che noi siamo solo quello che scriviamo sul blog, ma che sicuramente c’è qualche motivo per cui lo facciamo. Secondo me c’è un motivo per tutto. Poi è chiaro, non è che bisogna per forza trovarlo, perché a volte è impossibile, ma anche solo cercarlo a volte ti fa capire molte cose.

Stasera sono mezzo influenzato, comunque oggi è stata una giornata abbastanza produttiva e sono contento. Al momento sto scaricando i nuovi podcast con iTunes. Ascolto molte trasmissioni via podcast, trovo che sia estremamente comodo. Una specie di audio-registratore dove chi registra sono le emittenti.
E` incredibile quante possibilità dia oggi la Rete, è qualcosa di straordinario e straordinariamente potente. E` uno degli strumenti che ha potenziato la libertà espressiva, e comunicativa, più che altro, del genere umano. In fondo, riproduce quello che gli esseri umani fanno naturalmente: intessere relazioni. E lo fa sia a basso livello, con le interconnessioni tra tutti i dispositivi di rete, sia poi ad alto livello, ora coi social network, ma anche con le semplici mail, i forum…
Comunque evolverà l’umanità, credo che ciò che avrà successo sarranno sempre mezzi che aumentino ancora di più lo scambio tra gli essere umani.

Oddio dove sono andato a finire 🙂
Be’, vi rivelo alcuni podcast-gabbiani: i Vitiello di Radio dj, Salvadanaio di Radio24, English as a second language (una ripassatina fa sempre bene), Fahreneit di Radio2 (un po’ messo in disparte, ultimamente), BBC Global News, 2024 di Radio 24, e altri ancora.

buonanotte a tutti e buona domenica.

Gabbiano ispirato.