Tra la sera, e una piuma

Buonasera (è sera mentre vi scrivo).
Ammetto di sentire un po’ la mancanza di questo tipo di scrittura. È curioso, ma forse solo per me in questo momento, pensare a quanti tipi di scrittura ci siano, in quanti modi e stili diversi si possa dire la stessa cosa.
Ah, a proposito, ho scoperto da poco che il mio “amico” Pennebaker (lo psicologo di cui parlai qui), ha scritto proprio un libro in cui collega tratti psicologici col modo in cui si usano i pronomi.

Dicevo. Sì, un po’ questo stile di scrittura mi manca, perché scrivo per conto mio ma non scrivo in questo modo, scrivo in modo più confuso, così come le cose mi vengono in mente.
Mamma mia, dovreste provare :). Be’ niente, sono un po’ sotto stress per una serie di motivi, e insomma scrivendo di ciò che mi stressa le cose migliorano incredibilmente. E dopo un quarto d’ora che scrivi ti accorgi che vengono su i pensieri più sommersi, quelli a cui consciamente non pensavi, che avevi dimenticato, e questa cosa è incredibilmente intrigante, e mi sento come uno che fa degli esperimenti 🙂
Almeno un quarto d’ora senza interruzioni, tranquilli per conto proprio, senza pensare ma solo scrivendo ciò che viene in mente, nel caso voleste provare! 🙂
Non prendetemi per matto, mi raccomando! (ma si, un po’ mi sa che lo sono 🙂 )

Pensavo che non è strano che moltissimi blogger leggano i libri, perché ormai ho capito che è proprio la lettura che stimola quelle stesse aree che ti portano alla scrittura.

Torno un attimo alla scrittura “personale”.
La questione non è solo scrivere se sei stressato. Io non capivo bene che volesse dire “crescita personale”, mi sembrava una di quelle traduzioni di quelle frasi americane ad effetto.
E invece no. Quando continui a scrivere ti rendi seriamente e concretamente conto di come pensi, di come agisci, e questo ti porta a conoscerti in un modo che potresti non aver mai visto prima.
Poi non è che diventi un altro, di sicuro non subito. Però credo che questa cosa sia assolutamente da fare.

Nel frattempo, fuori piove come faceva un’ora fa e come faceva due ore fa e tutto il pomeriggio. E questa pioggia mi ricorda l’atmosfera che pervade, più o meno, Norwegian Wood (che sto leggendo, su ispirazione della vicina Ilaria, per ora vacante)
Però, nello stesso momento mi viene in mente anche questa musica che vi linko qui sotto, la musica della scena d’amore di Blade Runner. Caspita ragazzi (e ragazze), è così delicata ma così evocativa, ed è meglio che mi censuri, però sì, nella scena che, così, mi è venuta in mente, c’è una piuma…

Se la pioggia fosse colorata

Se la pioggia fosse colorata saremmo tutti più contenti di veder piovere.
I pittori non userebbero più tutto quel grigio, le persone sorriderebbero guardando l’orizzonte.
Forse, chissà, quel cielo scuro serve per farci apprezzare di più il sole, l’azzurro; però io un tocco di colore glielo darei 😉

 

Fonte immagine: http://www.artbystewart.com/

Gocce di memoria

Poche note provenienti dalla tv qualche stanza più là, e mi torna in mente Gocce di memoria, la canzone di Giorgia. Mi piace, è una di quelle che sento dentro, mi piacciono quelle note del pianoforte che sono come delle gocce che scendono in un giorno di pioggia. Mi sento sincronizzato con il ritmo, mi piace la voce di Giorgia, sento una certa forza venire dalla musica, anche se è un po’ malinconica.

E poi ecco, ora invece rido perché mentre scrivevo “è una di quelle che sento dentro” mi vedo spuntare da dietro il monitor Ilaria che mi dice “lo vedi che è un blog un po’ da donna?” ahah, oddio niente, ormai sono ossessionato 🙂 (per chi si fosse perso le precedenti puntate, tutto iniziò qui)

Be’, il video è bloccato, comunque se ci cliccate sopra andate su youtube e potete vedere la versione accompagnata da immagini che mi piacciono; magari un po’ troppe gocce, però quelle gocce che rendono la visuale un po’ annebbiata, come a volte sono i nostri ricordi del passato.

Punto

Di immaginazione e semplice poesia
questo scritto tenta di creare un’alchimia.
Da un punto partito,
al termine chissà dove sarò finito!
Punto, a volte conclusione,
può anche generare un’emozione:
basta guardar su in una notte stellata
per risvegliar quella sensazione d’infinito innata,
basta osservar una goccia dalle nubi tuffare
per cercar le amiche laggiù nel mare.
Punto. Fine e nuovo inizio,
giorno in una vita,
bacio in un amore.
Ah, punto, se non ci fossi tu!

Ho volato, come un gabbiano

seagull by tetikarslan@DeviantArt

Aveva appena smesso di piovere, qualche goccia veniva ancora giù.
Sono uscito, pensavo solo per fare due passi.
Ho iniziato così, camminando, e ascoltando Analyze dei Cranberries, di cui vi ho parlato ieri, ho chiuso gli occhi, ho respirato l’aria fresca e pulita, ancora bagnata di pioggia.
E poi mi è venuta voglia di correre, di liberare tutte le energie che avevo accumulato negli ultimi giorni, perché sono stato un po’ male (niente, solo un po’ di raffreddamento) e sono stato un po’ fermo.
E giunto a un rettilineo mi sono lanciato, e ho corso con ampie falcate abbandonandomi leggero, ascoltando di nuovo quella canzone, sentendo l’aria che mi veniva addosso, guardando solo avanti, come se il terreno non ci fosse più.
E` stato un po’ come volare. E` stato bello.
Solo un’altra volta l’ho fatto, così, intensamente.
La canzone, quella volta, era Innuendo, dei Queen.
Lì il ritmo aumenta gradualmente dal minuto 3:30, e così fece il ritmo delle mie falcate, crescendo e crescendo appresso alla musica, fino ad una corsa a perdifiato quando Freddie Mercury dice

you can be anything you want to be,
just turn yourself into anything that you think you could ever be,
surrender your ego be free

Potete essere ciò che volete, dovete solo trasformarvi in ciò che sentite di poter essere, arrendetevi alla vostra vera essenza. Uno dei più begli inni alla libertà.


E poi ha ricominciato a piovere, piano per fortuna, ma, dopo aver smesso di correre, ho continuato a camminare tranquillo, visto che, pensavo, quelle gocce venivano dalle nuvole, ed erano mie amiche. Sono o non sono un gabbiano tra le nuvole?