Il pavimento autoaspirante

A volte, anzi diciamo pure spesso, le idee nascono da esigenze concrete.
Oggi passavo l’aspirapolvere, e, preso dalla noia della ripetitività di questa azione, ho pensato che non sarebbe stato male avere un bel pavimento autoaspirante!
Premi un tasto, e… tac! il pavimento aspira la polvere che si è depositata 🙂
Certo, non sarebbe una cosa semplicissima da realizzare, perché per essere aspirante il pavimento dovrebbe avere dei fori, e non solo, anche un bel sistema di pompaggio dell’aria.
Non so, in futuro potrebbe anche diventare lo standard per i pavimenti, ma ho l’impressione che per combattere la polvere saranno inventate delle soluzioni più semplici.

Mi viene in mente Ritorno al futuro, dove Marty McFly trova un libro fabbricato in modo da evitare che la polvere vi si depositi sopra. Ecco, è probabile che ci sarà qualcosa di simile.
Per inciso, adoro Ritorno al futuro, e il bello è che non so nemmeno perché.
Forse perché oltre a essere fantascienza è divertente, forse perché tutti vorremo fare un giro sulla macchina del tempo, chissà!
Vi lascio con una delle mitiche scene: «Ehi tu, porco, levale le mani di dosso»
(ma chi non ha visto il film non capirà molto!!)

 

Ecco, sì, Ritorno al futuro è anche un film romantico.

Emozioni

Certe volte me lo scordo. Mi scordo che sono le emozioni che rendono indimenticabili certi momenti, quei momenti in cui puoi dire di sentirti più vivo del solito.
Se un libro, un’opera d’arte, non ti emozionano, potranno essere belli, ma non sarà la stessa cosa di ciò che ti regala un’emozione.
Pensavo alla scrittura: l’idea che mi sono fatto è che se scrivo una cosa emozionandomi allora potrà emozionare gli altri. Non so se è proprio così, so comunque che più volte è successo così.
Mi chiedo se però sarei capace di fare lo stesso con delle storie inventate, con cui generare delle emozioni. Sinceramente non lo so, e non credo. Ma questo non è un particolare problema, perché anche se accennavo di voler scrivere una storia più o meno pronta (e principalmente ispirata alla realtà), non ho particolare desiderio di fare lo scrittore.
Ammetto però che certe volte la tastiera mi sembra un pianoforte, e pur non avendone mai suonato uno, quelle volte provo quei piccoli momenti di felicità che sento sempre quando creo qualcosa.

Festa del libro e della lettura 2011: Libri come

Festa del libro e della lettura 2011: Libri come
Festa del libro e della lettura 2011: Libri come

Passando alcuni giorni fa da Feltrinelli, ho appreso di un evento interessante e non così tanto pubblicizzato.
Si tratta della Festa del libro e della lettura “Libri come“, che si terrà a Roma, all’Auditorium Parco della musica, dal primo al dieci aprile.
Questa sarà la seconda edizione, e devo dire che se la scorsa me la sono persa del tutto, stavolta vorrei partecipare a qualche incontro.
Quello che mi ha colpito è come il tema della manifestazione sia proprio il mio “nuovo interesse”, e cioè come si scrivono i libri. Non solo quello, in realtà, anche come si pubblicano, come si distribuiscono, ma di quello personalmente me ne importa meno. Comunque, il tema, lo si capisce già dal titolo (Libri come), è proprio il come, il dietro le quinte che tanto mi incuriosisce.

Sono previsti tantissimi eventi e incontri con scrittori, editori e quant’altro.
Qui, sul sito dell’Auditorium, trovate il programma completo, che io invece ho tra le mani in un cartoncino pubblicitario (che è un lenzuolo per quanti eventi ci saranno) preso da Feltrinelli.
La manifestazione è stata di fatto già aperta il 21 marzo scorso con l’intervista in anteprima a Jonathan Franzen, “Come ho scritto Libertà”, il suo ultimo libro.
Ci saranno nomi noti e meno noti; mi saltano all’occhio sicuramente Andrea Camilleri, Alessandro Baricco, Dacia Maraini, Margaret Mazzantini ed Umberto Eco.

Particolarmente interessanti potrebbero essere i laboratori “I mestieri del libro“. Tra questi, c’è un corso di due giorni intitolato “Tecniche di scrittura”, tenuto dalla Scuola Holden, e in particolare da Elena Varvello. Dalla stessa scuola, con Fabrizio Cestaro, un altro breve corso di “Narrazione cinematografica
Altri laboratori saranno sulla gestione di una libreria, di una casa editrice e altro.

Sicuramente un bell’evento.

Istantanea di un pensiero

I pensieri spuntano a volte all’improvviso come gli arcobaleni, e come questi risplendono per un po’, e se non li catturi con una foto, si dissolvono.
E allora, ecco, sì, in questo esatto momento ero ispirato a scrivere, e sebbene dovrei essere già a letto, eccomi invece qui, davanti a delle parole che si formano.
Forse sto impazzendo, chi lo sa. Sì, perché mentre mi avviavo per i preparativi pre-letto mi sono messo a ridere, come un bambino che sta davanti ai cartoni animati con un panino con la nutella in mano :).
E in realtà, oggettivamente parlando, non avrei proprio troppo da ridere, ma sono contento come quel bambino con la nutella per vari motivi, per pensieri risolti e azioni messe in atto; ma forse prima ridevo perché avevo appena sfogliato l’altro libro che avevo ordinato, quello che, potrei dire riassumendo, ti insegna a scrivere, ma se ho capito bene dovrebbe insegnarti a farlo facendo sì che al tempo stesso quella scrittura ti sia utile per la tua crescita personale.
E potrebbe essere niente come potrebbe essere tutto, ma sento come se avessi spalancato un portone verso degli infiniti spazi da esplorare, e mi sento quasi emozionato. E curioso, che starei tutta la notte a leggere il libro, e invece se non vado a dormire subito so che domani mattina sarò a pezzetti :).
Be’, direi che una specie di istantanea l’ho fatta, spero che potrò utilizzarla come copertina del libro che si andrà a comporre da qui in poi.

La crescita personale attraverso l’espressione delle emozioni

Come un bambino apre raggiante i regali la mattina di Natale, oggi prendendo in mano il libro “Opening up – The Healing Power of Expressing emotions“, ero raggiante anche io.
Perché per quanto ho potuto leggerne prima di conoscerne l’esatto contenuto, credo sia uno dei libri che può cambiare in meglio la vita delle persone. Dopotutto, non era forse citato nel libro della felicità? 🙂
Ero raggiante perché come col libro della felicità ho avuto da subito l’impressione, che a questo punto ritengo corretta, che fosse uno di quei momenti che aprono l’esplorazione verso settori che non avevi mai preso in seria considerazione. Perché quello che tenevo in mano non era solo un libro, ma uno strumento che potrebbe far parte di tutta la mia vita.

Come dice il titolo, che tradurrei in “Aprirsi – Il potere curativo dell’esprimere le emozioni” (si accettano traduzioni che suonino meglio), il libro parla della scoperta che ha fatto l’autore, James Pennebaker – professore di psicologia – , trovando una correlazione tra lo stato del sistema immunitario (e la salute in generale) e l’abitudine a mettere per scritto i propri pensieri, ma soprattutto le proprie emozioni.

Devo dire che ad alcune considerazioni che ho letto, per ora molto velocemente, ci ero arrivato anche io. Uno dei punti fondamentali è quello che io chiamo il “parcheggio dei pensieri“: una volta che scrivi quache tuo pensiero, è come se lo estraessi da te, e lo parcheggiassi sul foglio. Quel pensiero rimarrà con te, ma non lo penserai più come prima.

Credo che inaugurerò un tag apposito per il libro, e forse userò il blog come una specie di appunti, ma non ne sono del tutto sicuro. Questa è una specie di anteprima. (ma non vorrei che andasse a finire però come il libro sulla felicità, di cui volevo dire molto ma che mentre devo ancora finire ho sospeso in favore di quest’altro, che desideravo leggere con molta curiosità 🙂  – comunque c’è sempre tempo e mi sono segnato i brani che ho ritenuto più importanti).

Mi hanno colpito le due dediche che Pennebaker scrive al padre e alla madre:

To my mother,
Elizabeth Withing Pennebaker,
who taught me to laugh with others
and at myself.

And to my father,
William Fendall Pennebaker,
who aroused my curiosity
about the world

A mia madre,
Elizabeth Withing Pennebaker,
che mi ha insegnato a ridere con gli altri
e di me stesso

E a mio padre,
William Fendall Pennebaker,
che ha stimolato la mia curiosità
riguardo il mondo

Trovo che siano due dediche molto belle e trovo che quelle due qualità trasmessegli dai genitori siano due tra quelle che un essere umano dovrebbe sicuramente possedere.

Opening up - copertina
Opening up - copertina

Scopro ora :-), che del libro ne esiste una traduzione italiana, “Scrivi cosa ti dice il cuore, Autoriflessione e crescita personale attraverso la scrittura di sé” – Edizioni Erickson – http://www.erickson.it/erickson/product.do?id=104. (al link c’è anche un estratto pdf del libro in italiano). Ecco la traduzione “migliore” (a volte, in effetti, occorre stravolgere un po’ il titolo, anche se stavolta forse è un po’ tantino)

A dire il vero non credevo esistesse la versione italiana, comunque visto che non sembro avere problemi nella comprensione della versione originale, sono contento di avere quella.

Note: questo libro non è troppo pratico, nel senso che descrive la questione più che altro dal punto di vista teorico. Un altro, di cui vi parlerò a breve, riporta alcune indicazioni su come procedere effettivamente.

Segni

Leggi una frase e ti sorprendi vedendo che è proprio quello che pensavi da un po’, ma che magari non avevi detto a nessuno. Assisti a un fatto che dà una risposta a una tua domanda, che può instradarti verso una scelta.
Ecco, per me questi sono segni.

Fino a un certo punto della mia vita non ci ho mai creduto.
Né ai segni né al destino.
Poi in un periodo mi ero un po’ fissato, e certo, perché vedevo tutti i segni che mi indirizzavano verso la direzione che volevo già prendere! 🙂
Dopo un assestamento, direi che i segni sono comunque qualcosa su cui riflettere.

Ecco, ieri mi sono recato in una libreria di una nota catena, e mi sono trovato davanti una brochure che dice: “E se il prossimo libro che comprerai lo scrivessi tu?”.
E io rispondo: “e brava brochure, mi hai beccato!” 🙂 (vedi qui)

Ci sono oggi vari siti per auto-pubblicare libri, ho appena sfogliato uno di questi, e devo dire che trovo terribilmente intrigante che qualcuno si metta addirittura a comprare libri di sconosciuti. Devo ancora capire bene come funziona: i lettori che fanno, comprano a scatola chiusa?
Per il mio, presunto, libro, punterei in alto, e se la fata dell’italico idioma mi assisterà, insieme a quella dell’ispirazione, potrei anche provare da qualche editore vero, chissà.
Ma non mi importa di guadagnarci, mi piacerebbe molto far nascere una storia le cui basi già ci sono e che secondo me vale.

Secondo me i segni sono dentro di noi, e quelli che troviamo in giro, a volte ci chiariscono solo ciò che già sappiamo.

Un libro, il mio libro

Un libro. Forse è questo il motivo per cui ho deciso di aprire questo blog.
Imparare a scrivere, a scrivere meglio, recuperare un po’ di vocabolario che mi sono perso per strada nel tempo.
Per scrivere un libro.
Non un libro ancora da inventare, ma un libro su una storia che non ho mai raccontato per intero a nessuno.
Una storia non proprio a lieto fine, ma con molti, moltissimi elementi interessanti.
Una storia di un po’ di anni fa,  che volevo dimenticare, ma visto che sembra difficile che avvenga, credo possa essere una soluzione.
Perché mi sono accorto che scrivendo alcune cose è come se le avessi tirate fuori da me. So che stanno lì, e se vorrò le rileggerò, potrò sapere cosa ne pensavo nel momento in cui le ho scritte.
Ma posso non pensarci più.

Ho capito che questo blog serve principalmente a me, e se poi qualcuno può essere interessato a ciò che scrivo, è il benvenuto.
Ho pensato che potrei semplicemente tenere un mio diario personale, però è differente.
Quando scrivi per te, per te e basta, magari a tratti puoi lasciarti un po’ andare.
Qui, visto che sai che ti può leggere chiunque, magari ci stai un po’ più attento.
Certo, ho qualche limite in più di un diario personale, ma neanche troppi.
C’è stato un momento in cui ho sentito questi limiti avvolgersi intorno a me, adesso, almeno in questo momento, ci ho ripensato. In fondo, sono ancora anonimo 🙂
E poi, anche se mostrassi la mia carta di identità, non è che non potrei dire quelle cose, perché in vita mia non ho mai fatto niente di illecito, non devo nascondermi da nessuno.