Il sospetto rovinò tutto

Sono contento. Ah quanto sono contento!!
Sto anche ridendo, guardando che scrivo di essere contento.
Sì, ma perché lo sono?
Perché oggi ho visto finalmente dopo tanto, tantooooo tempo, una cosa sotto una luce diversa.
Diciamo dei rapporti con una persona, una ragazza.
Conclusisi da un bel po’.

Beh, dovete sapere che a volte mi scervello davvero per capire i motivi delle cose, e fino a quando non l’ho fatto, non riesco ad “archiviare” certi ricordi.
Ultimamente ho fatto alcuni riferimenti a lei, e leggendo il commento di Martina che mi scriveva che era probabile che semplicemente non mi piacesse, mi sono detto che non era vero.
Perché lei per tante cose era meravigliosa, potrei dire anche straordinaria, ma non mi spingerei troppo in là perché l’ho conosciuta poco.

E il problema sta proprio qua, perché l’ho conosciuta poco?
Perché da una conoscenza nata secondo ottimi auspici il tutto è franato con una velocità che non mi sarei mai aspettato.

E ultimamente ho ascoltato una musica, e mi è tornata in mente lei, perché ho pensato che le sarebbe piaciuta sicuramente.
E l’ho pensata per giorni e giorni (beh, non tutto il giorno, però spesso).
Ma l’ho pensata indossando un paio di sfavillanti – virtuali – occhiali rosa, e pensavo a quanto fosse carina, creativa, romantica… Sì, ma allora, mi sono chiesto ripensando alle parole di Martina, mi piaceva o no?

La verità è che non importa quanto tu sia meraviglioso in sé, ma importa quanto tu sia meraviglioso rapportandoti con chi ti sta vicino.
Importa che tu senta piacevole stare con una persona.
Ebbene, ci avevo già pensato tanto tempo fa, ma da un certo momento avevo sentito pesantissimamente il sospetto di lei, quando poi io non avevo fatto niente per essere sospettato.
Tutto nacque forse da un fraintendimento, in una giornata che peraltro era stata pesante per me. Purtroppo, tutto il periodo in cui la conobbi fu pesante per me, ma d’altra parte quei momenti facevano parte di me.
E successe poi una cosa incredibile, che non vi racconto perché certi fatti voglio tenerli privati, voglio tenere private le sue parole. E lì forse avrei pensato anche io che non fosse come spiegai, ma era tutto incredibilmente vero.

Ognuno ha la sua storia passata, che ci può portare a stare in guardia nei confronti degli altri, ma quando senti che qualcuno non si fida di te quando secondo te non c’è davvero motivo, cominci a infastidirti. E magari diventi un po’ scontroso, e l’altra persona vede un te che non è il te che vorresti essere, ma è un te che in qualche modo si sta difendendo.

Tempo fa ho visto Mission Impossible, non ricordo se 2 o 3, in cui Tom Cruise dice alla sua amata qualcosa tipo “ti fidi di me?” chiedendole di fare qualcosa di pericoloso a scatola chiusa.
Ecco, è la fiducia uno degli elementi fondamentali di un rapporto. E tra sconosciuti ci può anche stare che non ci sia fiducia all’inizio, perché la fiducia si costruisce con la conoscenza. Però, non so, non so se ho sbagliato, ma quando ti senti fare una specie di interrogatorio quando magari vorresti solo fare una passeggiata con una persona, beh, potresti non prenderla bene.

Può essere che sia andata così perché in fondo non eravamo compatibili. Può essere che se non mi fossi sentito attaccato avremmo potuto conoscerci meglio. Chissà.

In fondo, Martina aveva un po’ ragione, quella persona non mi era piaciuta così tanto come poi ho pensato.
Eppure tempo fa qualcuno mi ha detto che ne parlavo come se ne fossi innamorato, e questo mi ha molto colpito.
Sì, è vero, ho pensato di capire alcune cose di lei solo dopo che tutto era finito. Ma quei fatti, spiegati lì su, comunque rimangono tali, e non credo che sarebbe cambiato molto se quelle cose le avessi capite prima.
E c’è da stare attenti ai ricordi: giocano brutti scherzi, e l’idealizzazione e l’immaginazione costruiscono persone che non ci sono.

Per queste riflessioni ringrazio Martina, col suo parere,  Marta, con questo articolo, e, in particolare, Romina, con quest’altro.

Idealizzazione

Sono dotato di una forte capacità di idealizzazione.
A dire il vero non la chiamerei “capacità”, perché non è che trovi che l’idealizzazione sia così da apprezzare.

Quando vedi in qualcuno delle caratteristiche che non ha, ma che la tua mente gli ha per qualche motivo attribuito, il rischio è di interagire con una persona che non esiste, e nel momento in cui l’idealizzazione svanirà, ed osserverai razionalmente la realtà, la delusione potrà essere grande.
Per questo, ho imparato che per conoscere davvero qualcuno ci vuole molto tempo, e forse nemmeno chi condivide una vita intera con qualcun altro può dire di conoscerlo del tutto.

Credo comunque che ciò che si tramuta a volte in idealizzazione possa essere invece uno slancio verso la comprensione dell’altro, un tentativo di capirlo. E trovo che sia meraviglioso quando qualcuno ti dice “mi hai capito”, perché molto spesso non è affatto facile riuscirci. E richiede molto sforzo.

Credo che occorra mediare tra questo slancio di comprensione e uno slancio eccessivo che ci fa vedere ciò che non c’è. Non è facile, penso sia importante almeno conoscere noi stessi, per valutare da cosa derivano i nostri pensieri.