Oggi è estate

Oggi mi sento come fosse iniziata l’estate.
È stato prima, quando il mio ricordo è andato a due canzoni, di cui avevo già parlato (qui e qui): Sweet Disposition e Time of my life, da Dirty Dancing.
Non tanto per il tema amoroso di cui trattano, quanto per le emozioni che mi hanno ricordato, che ho provato di nuovo riascoltandole.
Mi sono reso conto che certe volte non senti fino in fondo l’intensità di certe cose, anche se, in effetti, questa osservazione è quasi banale.
Però oggi quell’intensità c’è, e sono contento.
Buona estate a tutti 🙂

Eternal sunshine of the spotless mind

Oggi ho visto un film bellissimo.
L’avevo preso in biblioteca e non avevo guardato bene la trama, e dal titolo italiano (Se mi lasci ti cancello), mi aspettavo una commedia americana leggera.
E invece no.
Il film tutto sommato scorre lieve, ma non è per niente un film stupido, ed è un film che emoziona; struggente in alcuni punti, come qualcuno ha scritto su una recensione.
È una storia d’amore, si parla dei ricordi in un modo piuttosto particolare. Non è un film lineare, ma con numerosi flashback, completamente ricollegabili solo alla fine.
Ma ecco, quella storia che viene fuori da quei tanti frammenti mi è sembrata una storia così vera, e tenera nella sua reale complicatezza… e sarà forse anche per dei miei ricordi, ma più volte mi ha profondamente emozionato.
Mi ha ricordato per certi versi Harry ti presento Sally, perché nonostante sia in alcuni tratti piuttosto drammatico, ci sono anche dei momenti per sorridere, proprio come in Harry e Sally, proprio come nella vita vera.
Un brano della colonna sonora

La magia

RosaMeditativa - Salvador Dalì

Cos’è la magia?
È qualcosa di astratto, eppure concreto.
Chissà se lo chiedessi a un bambino cosa risponderebbe. Perché i bambini certe volte sanno le cose meglio dei grandi.
Forse un bambino direbbe che la magia è quella dei maghi e degli illusionisti, e vi dirò, non è così sbagliato. Perché quando sono in grado di sorprenderti, e affascinarti, quella è un po’ magia.

Credo che la magia sia qualcosa che in effetti non sai spiegare, e ti affascina, ti emoziona.
Tante cose possono sembrare magia, finché non te le spiegano. E cresci, e ti accorgi che molta della magia che vedevi scompare.

Però una magia rimane sempre.
Quella delle emozioni, che ti fanno sentire più vivo di quanto tu non sia tutti i giorni, che non sai dire esattamente cosa siano, che a volte vorresti catturare, come facendogli una foto.

Sarà che l’estate ha un po’ riacceso la sweet disposition, ma la magia a cui penso adesso è quella dell’amore; forse, chissà, quella più grande.

E per questo ho scelto quell’immagine lì su, il quadro Rosa meditativa di Salvador Dalì, dove vedo quella rosa rossa, sospesa in quel cielo azzurro, rappresentare al tempo stesso l’amore e la magia. E` bellissima ma non sai come faccia ad esistere così.

Sappiamo esser magici noi stessi, ci occorre solo lo stimolo giusto, la persona giusta.
Possiamo volare, ce lo dice anche James Matthew Barrie in Peter Pan:

pensate a cose straordinarie e stupende, saranno esse a trasportarvi in alto

Emozioni

Certe volte me lo scordo. Mi scordo che sono le emozioni che rendono indimenticabili certi momenti, quei momenti in cui puoi dire di sentirti più vivo del solito.
Se un libro, un’opera d’arte, non ti emozionano, potranno essere belli, ma non sarà la stessa cosa di ciò che ti regala un’emozione.
Pensavo alla scrittura: l’idea che mi sono fatto è che se scrivo una cosa emozionandomi allora potrà emozionare gli altri. Non so se è proprio così, so comunque che più volte è successo così.
Mi chiedo se però sarei capace di fare lo stesso con delle storie inventate, con cui generare delle emozioni. Sinceramente non lo so, e non credo. Ma questo non è un particolare problema, perché anche se accennavo di voler scrivere una storia più o meno pronta (e principalmente ispirata alla realtà), non ho particolare desiderio di fare lo scrittore.
Ammetto però che certe volte la tastiera mi sembra un pianoforte, e pur non avendone mai suonato uno, quelle volte provo quei piccoli momenti di felicità che sento sempre quando creo qualcosa.

Libero

Libero. Mi sento in questi giorni esattamente così.
E` una bella sensazione, e non era così da un bel po’ di tempo.
Guardo la mia scrivania e mi accorgo che adesso è anch’essa libera; e penso che spesso, anche se non sempre, l’ordine intorno a te rispecchia il tuo ordine interiore.

Perché mi sento libero?
Perché ho risolto, ho capito fino in fondo una questione che mi ha dato da pensare per mesi e mesi. E a risolverla mi ha aiutato il libro sulla felicità di cui parlai, che ha svolto egregiamente la sua funzione 🙂
Ma non è così semplice, e non è stato, come pensavo, il blog in sé ad aiutarmi e sistemare i miei pensieri, ma è stato il blog che ha fatto nascere un breve scambio di messaggi che ha portato alla segnalazione di quel libro.

E il libro mi ha portato all’altro libro, quello sulla scrittura.
Ed è stato grazie alla scrittura che ho compreso definitivamente quei pensieri che erano, evidentemente, ancora un po’ aggrovigliati.
E a dire il vero mi ero già avviato verso quel sistema per capire meglio la questione, ma da quando ho letto che scrivendo vedi le cose più oggettivamente, che percepisci le tue sensazioni come se fossero un po’ staccate da te, e che man mano che riscrivi di fatti complessi ti focalizzi sui punti fondamentali, ecco, mi sono messo a scrivere (per conto mio)  con un impegno che non avevo mai messo prima.

Perché scrivere di certe cose può risultare non del tutto piacevole, però se qualcuno ti dice che ci sarà un risultato, allora tu lo fai sicuramente più invogliato.

Il libro della felicità ha portato un altro risultato decisamente interessante: mi ha fatto riflettere in un modo nuovo rispetto alle nostre componenti razionale e istintiva. E certe volte mi sembra quasi di distinguerle chiaramente; e forse è impossibile, però sono sicuro di vedermi diversamente da prima. E mi sembra qualcosa di estremamente potente.

Libero… ecco, in realtà volevo parlare di un’altra libertà, quella di scrivere sul blog.
E` paradossale, ma non raramente la libertà è il controllo.
Perché quando decidi tu i limiti, allora sei chiaramente libero.
E ci pensavo perché ieri sono stato un po’ indeciso se scrivere quel post.
Riflettevo oggi su quali fatti sia opportuno per me scrivere qui, e mi sono detto che in realtà mi è già abbastanza chiaro: ce ne sono alcuni su cui non ho dubbi a tenere solo miei, e di quelli non scriverò; quelli su cui ho dubbi, be’, non sono in realtà così importanti, e scriverne ci può stare.

Perché poi non mi piace troppo un blog impersonale. Il blog è per certi versi uno strumento tecnico dove puoi pubblicare di tutto, anche articoli giornalistici.
Eppure, per la sua stessa struttura, è stato ideato per essere una memoria personale, tanto che in numerosi template viene dato molto risalto alla data.
Insomma, secondo me il blog nel senso più autentico del termine è un blog che dica qualcosa di te.
E` vero, si può parlare di sé in molti modi, senza essere troppo espliciti.
Però, mi ritrovo a sentire quei blog in qualche modo distanti, come in fondo è l’intenzione dell’autore.

Ora che sto terminando questo papiro, ripenso al titolo, e trovo che questo sia forse il post più appropriato per questo blog: chi potrebbe scrivere un post intitolato Libero, se non un gabbiano? 🙂

Istantanea di un pensiero

I pensieri spuntano a volte all’improvviso come gli arcobaleni, e come questi risplendono per un po’, e se non li catturi con una foto, si dissolvono.
E allora, ecco, sì, in questo esatto momento ero ispirato a scrivere, e sebbene dovrei essere già a letto, eccomi invece qui, davanti a delle parole che si formano.
Forse sto impazzendo, chi lo sa. Sì, perché mentre mi avviavo per i preparativi pre-letto mi sono messo a ridere, come un bambino che sta davanti ai cartoni animati con un panino con la nutella in mano :).
E in realtà, oggettivamente parlando, non avrei proprio troppo da ridere, ma sono contento come quel bambino con la nutella per vari motivi, per pensieri risolti e azioni messe in atto; ma forse prima ridevo perché avevo appena sfogliato l’altro libro che avevo ordinato, quello che, potrei dire riassumendo, ti insegna a scrivere, ma se ho capito bene dovrebbe insegnarti a farlo facendo sì che al tempo stesso quella scrittura ti sia utile per la tua crescita personale.
E potrebbe essere niente come potrebbe essere tutto, ma sento come se avessi spalancato un portone verso degli infiniti spazi da esplorare, e mi sento quasi emozionato. E curioso, che starei tutta la notte a leggere il libro, e invece se non vado a dormire subito so che domani mattina sarò a pezzetti :).
Be’, direi che una specie di istantanea l’ho fatta, spero che potrò utilizzarla come copertina del libro che si andrà a comporre da qui in poi.

Il pensiero e il rumore

E` vero, il rumore distrae. Sicuramente distrae me quando devo concentrarmi, ma la mia affermazione, in questo caso, si riferisce a quando vogliamo concentrarci sui nostri pensieri più profondi, sulle nostre emozioni.

Tra i consigli che propone il libro di cui vi ho parlato pochi giorni fa c’è quello di scegliere un luogo per la scrittura che sia al riparo dalle distrazioni, siano esse odori o rumori. In questo modo, sostiene l’autore, si riuscirà più facilmente a entrare in contatto con i pensieri più profondi, quelli legati alle nostre emozioni.

Pensavo come effettivamente le distrazioni ci facciano rimanere in superficie; pensavo per esempio come non mi vengano articoli troppo riflessivi quando sono distratto da tante altre cose.
Evidentemente siamo fatti così, se poniamo attenzione al mondo circostante non riusciamo a concentrarci sul nostro mondo interiore.
Non so se questo sia un bene o un male; penso che magari tra un milione di anni, chissà, saremo in grado di concentrarci contemporaneamente su entrambe le cose?
Potrebbe anche essere.

Certe volte mi piace quando mi trovo in silenzio e mi vengono pensieri vari in mente, e poi questi come volteggiando sembrano agganciarsi, e formarne di più complessi, fino a che uno di senso compiuto e più ampio prende vita.
Penso ora, preso da questi consigli sulla scrittura, che forse se cominciassi a scrivere quei pensieri che volteggiano potrei farne agganciare altri più facilmente. Ma non ne sono del tutto sicuro. Cioè, sì, sicuramente se ne aggancerebbero degli altri, tuttavia sto valutando se il pensiero libero, non scritto, consenta di vagare tra spazi più lontani, mentre la scrittura porti a una maggior consequenzialità.
Vediamo un po’. Intanto ho ordinato pure il libro che basandosi sull’altro dà dei consigli pratici e dovrebbe contenere anche indicazioni sulla scrittura creativa.