…e quindi uscimmo a riveder le stelle

Cielo Stellato

No Dante, torna pure dentro, che tanto le stelle ormai non si vedono più!

Non so da voi, ma qui a Roma, se una notte punti il naso verso l’alto, non è così scontato che tu veda qualche stella.
Principalmente per l’inquinamento luminoso, come in molte parti del mondo.

E perché parlo di ciò?
Perché ogni tanto ascolto “Six Minute English“, un programma BBC radio che ascolto in podcast per tenere l’inglese in allenamento, e hanno colto l’occasione per pubblicizzare la prima “dark sky reserve” (diciamo il primo parco per la preservazione dell’oscurità del cielo?) d’Europa, l’Exmoor National Park.
Il parco è quindi una zona molto buia, e viene fatto sì, attraverso la protezione del territorio con regole e controlli, affinché rimanga tale.
Il parco si trova in Inghilterra, in zona sud ovest.

Sulla pagina della BBC potete trovare un filmato che illustra la notizia, con delle immagini sempre affascinanti della Terra vista di notte.

E ora, tutti in gita, con la Gabbiano-travel! 😉

fonte immagine: http://www.keplero.org/2009/12/il-cielo-stellato-sopra-di-me.html

L’amore è sempre al centro

…al centro di che? Stavolta potrei dire al centro… di Roma! 🙂
Stasera ho fatto un rapido giro a piazza del Popolo, dove si teneva lo conclusione del Carnevale romano, con tanto di fuochi d’artificio.
Uscendo dalla metropolitana, mi sono trovato venire verso di me due ragazzi vestiti da Dante Alighieri, e non solo! Declamavano all’unisono il canto V dell’Inferno, quello di Paolo e Francesca 🙂
Ecco, come tante canzoni cantano l’amore, così anche quel canto credo sia uno dei più citati.
Credo che cerchiamo l’amore in tutti i modi, e se non lo abbiamo ne parliamo, lo sogniamo.
I due tizi erano vestiti esattamente così:

Dante alighieri

immagine da: http://www.abystron.org/expo/calabria/2009/papasidero/dante-e-esoterismo.aspx

Amor, ch’a nullo amato amar perdona

Amos Cassioli - Paolo e Francesca
Amos Cassioli - Paolo e Francesca

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi fece dalla di lei amicizia
allontanar con lieve senso di mestizia,
e poscia dimandare:
è questo Amor, o semplice catena?

[primo verso: Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno – Canto V;
altri: Gabbiano, che fintamente imita Dante]

Amore… sì, tanti dicono amore, ma sarà poi, veramente, amore?
Mi scrive, mi dice che mi ha visto per strada, ma che non poteva fermarsi.
Ci eravamo conosciuti tempo prima, stimati ma al tempo stesso scontrati.
Poi persi di vista, poi reincontrati per via telematica, riappacificati. Ci sentivamo sporadicamente.
Il nostro nuovo quasi-incontro era stato veramente casuale, perché avevo preso una strada diversa dal solito, quel giorno.
Lei mi dice che sarebbe stata qui per pochi giorni, che si è trasferita.
E allora io le dico «Mi piacerebbe salutarti! Potremmo creare un nuovo incontro casuale, dove io, arrivando, ti direi “oh, come mai qui?”». Mi sembrava un’idea carina, divertente!
Replicare quello che il destino per poco non aveva fatto accadere.
Lei mi dice che non è il caso, perché essendo fidanzata, cosa di cui ero a conoscenza, anche solo parlare con qualcuno mentre è via le sembrerebbe un piccolo tradimento morale, e così si aspetta che sia per il suo lui.

Un po’, me lo aspettavo, perché per quanto poco, l’avevo conosciuta, per quell’aspetto.
Ed era questa estrema possessività che non mi era piaciuta di lei, che mai me l’avrebbe fatta sentire come la mia anima gemella.
Dannazione, parlare! E allora, non mi hai forse scritto, ragazza? Non sono forse quelle, parole?
Hai forse paura del mio sguardo magnetico? (che non ho 🙂 )
Io la vedevo ormai come un’amica… o quasi, ma insomma qualcuno che mi sarebbe piaciuto rivedere, anche una volta sola. Non avevo assolutamente alcun secondo fine.

E` questo amore? E` amore pretendere che ci si isoli addirittura da un saluto una tantum?
Certo, una frequentazione assidua potrebbe essere diversa, e un po’ di gelosia la trovo giusta.
Ma quell’amor ch’a nullo amato amar perdona, quel mancato perdono di chi è amato ma ama al contempo altri, può essere portato fino a questi livelli?
Secondo me no, secondo me pretendere l’isolamento vuol dire essere insicuri, non vuol dire amare.
E potrebbe voler dire rischiare, prima o poi, di distruggere quell’amore che per altri aspetti potrebbe invece esistere davvero.

E se invece lei non mi avesse visto, ora, come un amico, come io ormai la penso?
E chi lo sa.

La musa ispiratrice

Non mi ero mai soffermato sulla figura della musa ispiratrice.
Non mi ero mai soffermato, più che altro, sulla differenza che potesse fare l’esserci o meno, di una musa ispiratrice.
E` tutto diverso. Almeno per me.
O… non proprio diverso, ma quei sentimenti, quelle emozioni che la musa genera, si riversano poi su tutto quello che fai.
E ti accorgi di essere capace di cose che non pensavi sapessi fare, di pensieri che credevi di non poter immaginare.
Non è importante che la musa stia effettivamente lì con te, basta anche che tu l’abbia nei tuoi pensieri.
Capisco molto bene i registi che portano la loro musa sul set!
C’è stato un periodo in cui una musa, diciamo pure una musetta :), mi ha ispirato, e lì ho iniziato a scrivere in un modo che prima non era mio.
Ora la musa non c’è, e io, a volte, scrivendo qui, mi sento un po’ un gabbiano con le ali appesantite.

Boh.

Saranno forse altri pensieri?
Forse dovrei rigenerarmi in una beauty farm per gabbiani?? 🙂
Non so, forse uscirei con le penne più bianche e vellutate :), ma … non credo cambierebbe molto.

Che cos’è l’ispirazione? Da dove viene?
Sarebbe stato capace Dante di scrivere, che so, Tanto gentile e tanto onesta pare, se non avesse pensato a Beatrice???