Quando fai nascere un sorriso

È così bello quando fai nascere un sorriso.
Per qualcosa che dici, qualcosa che fai.
È vero, penso sia più bello vedere gli altri felici per qualche tua azione, che cercare la propria felicità.
Che poi, quella diventa anche la tua felicità, e allora siete felici in due.
Forse è vero anche che molto, moltissimo sta nel comprendersi,e certi litigi nascono solo perché non ti capisci bene, perché hai paura, o chissà per cos’altro.
Credo che i bambini sorridano di più per la loro innocenza, per la loro inconsapevolezza del mondo e delle cose. Non si può pretendere che gli adulti vadano in giro comportandosi come i bambini, ma si spera che ognuno conservi la sua anima bambina, per mostrarla a chi sente di poterla affidare, per regalare con quel sorriso un istante di primavera anche nell’inverno più gelido.

Libero

Libero. Mi sento in questi giorni esattamente così.
E` una bella sensazione, e non era così da un bel po’ di tempo.
Guardo la mia scrivania e mi accorgo che adesso è anch’essa libera; e penso che spesso, anche se non sempre, l’ordine intorno a te rispecchia il tuo ordine interiore.

Perché mi sento libero?
Perché ho risolto, ho capito fino in fondo una questione che mi ha dato da pensare per mesi e mesi. E a risolverla mi ha aiutato il libro sulla felicità di cui parlai, che ha svolto egregiamente la sua funzione 🙂
Ma non è così semplice, e non è stato, come pensavo, il blog in sé ad aiutarmi e sistemare i miei pensieri, ma è stato il blog che ha fatto nascere un breve scambio di messaggi che ha portato alla segnalazione di quel libro.

E il libro mi ha portato all’altro libro, quello sulla scrittura.
Ed è stato grazie alla scrittura che ho compreso definitivamente quei pensieri che erano, evidentemente, ancora un po’ aggrovigliati.
E a dire il vero mi ero già avviato verso quel sistema per capire meglio la questione, ma da quando ho letto che scrivendo vedi le cose più oggettivamente, che percepisci le tue sensazioni come se fossero un po’ staccate da te, e che man mano che riscrivi di fatti complessi ti focalizzi sui punti fondamentali, ecco, mi sono messo a scrivere (per conto mio)  con un impegno che non avevo mai messo prima.

Perché scrivere di certe cose può risultare non del tutto piacevole, però se qualcuno ti dice che ci sarà un risultato, allora tu lo fai sicuramente più invogliato.

Il libro della felicità ha portato un altro risultato decisamente interessante: mi ha fatto riflettere in un modo nuovo rispetto alle nostre componenti razionale e istintiva. E certe volte mi sembra quasi di distinguerle chiaramente; e forse è impossibile, però sono sicuro di vedermi diversamente da prima. E mi sembra qualcosa di estremamente potente.

Libero… ecco, in realtà volevo parlare di un’altra libertà, quella di scrivere sul blog.
E` paradossale, ma non raramente la libertà è il controllo.
Perché quando decidi tu i limiti, allora sei chiaramente libero.
E ci pensavo perché ieri sono stato un po’ indeciso se scrivere quel post.
Riflettevo oggi su quali fatti sia opportuno per me scrivere qui, e mi sono detto che in realtà mi è già abbastanza chiaro: ce ne sono alcuni su cui non ho dubbi a tenere solo miei, e di quelli non scriverò; quelli su cui ho dubbi, be’, non sono in realtà così importanti, e scriverne ci può stare.

Perché poi non mi piace troppo un blog impersonale. Il blog è per certi versi uno strumento tecnico dove puoi pubblicare di tutto, anche articoli giornalistici.
Eppure, per la sua stessa struttura, è stato ideato per essere una memoria personale, tanto che in numerosi template viene dato molto risalto alla data.
Insomma, secondo me il blog nel senso più autentico del termine è un blog che dica qualcosa di te.
E` vero, si può parlare di sé in molti modi, senza essere troppo espliciti.
Però, mi ritrovo a sentire quei blog in qualche modo distanti, come in fondo è l’intenzione dell’autore.

Ora che sto terminando questo papiro, ripenso al titolo, e trovo che questo sia forse il post più appropriato per questo blog: chi potrebbe scrivere un post intitolato Libero, se non un gabbiano? 🙂

Sopresa al contrario

E` stato bello.
Bello è una parola un po’ troppo generica, e non vorrei andare a finire come i calciatori che ormai dicono “fare bene” per esprimere due milioni diversi di concetti 🙂
Be’, però, ecco, è stata bella una cosa accadutami oggi.
Scrivo a una persona per farle i miei auguri, e alla fine, invece di farle io una sorpresa, me la fa lei, dicendomi una cosa che mi ha fatto molto piacere.
E non legge il blog, per cui posso scriverne tranquillamente e sono contento di averlo tenuto segreto :-).
E… niente, ti fa piacere quando capisci che qualcosa di te arriva, anche se non hai scritto dei poemi (sì, perché questa persona mi è capitato di conoscerla solo telematicamente).
E a volte penso che non ci sia da fare chissà che per far capire agli altri come sei, e penso che chi è in sintonia con te ti capisca più di altri, che probabilmente non coglieranno mai le sfumature di ciò che dici.
Con chi non si è in sintonia, credo che sia inutile affannarsi; anche se questa è solo teoria, e poi la pratica a volte va in modi molto diversi.

Idealizzazione

Sono dotato di una forte capacità di idealizzazione.
A dire il vero non la chiamerei “capacità”, perché non è che trovi che l’idealizzazione sia così da apprezzare.

Quando vedi in qualcuno delle caratteristiche che non ha, ma che la tua mente gli ha per qualche motivo attribuito, il rischio è di interagire con una persona che non esiste, e nel momento in cui l’idealizzazione svanirà, ed osserverai razionalmente la realtà, la delusione potrà essere grande.
Per questo, ho imparato che per conoscere davvero qualcuno ci vuole molto tempo, e forse nemmeno chi condivide una vita intera con qualcun altro può dire di conoscerlo del tutto.

Credo comunque che ciò che si tramuta a volte in idealizzazione possa essere invece uno slancio verso la comprensione dell’altro, un tentativo di capirlo. E trovo che sia meraviglioso quando qualcuno ti dice “mi hai capito”, perché molto spesso non è affatto facile riuscirci. E richiede molto sforzo.

Credo che occorra mediare tra questo slancio di comprensione e uno slancio eccessivo che ci fa vedere ciò che non c’è. Non è facile, penso sia importante almeno conoscere noi stessi, per valutare da cosa derivano i nostri pensieri.