Robocop

Stanno facendo Robocop su RAI4.

Da piccolo robocop mi piaceva, lo vedevo come un robot contro il male, ma un po’ di tempo fa l’ho rivisto e mi sono reso conto di quanta violenza c’è in quel film.

Secondo me dovrebbe addirittura essere vietato ai ragazzini, anche se magari da piccolo della violenza non te ne accorgi nemmeno, come successe a me. O forse io credo di non essermene accorto, ma secondo me arriva comunque.

Che dire, è una storia di bene contro il male dove vince il bene, però come dicevo il film è secondo me eccessivamente violento, almeno in alcuni punti, che mi sono rimasti impressi.

Non so se poi il notevole uso delle armi in certi film dipende dalla lobby americana delle armi, ma certo non credo che il suo influsso sia indifferente.

Un albero di Natale LEGO al MAXXI

Albero di Natale LEGO al MAXXI

Sperando di tornare a scrivere più spesso, vi informo intanto che oggi e domani a Roma si tiene un evento che permette ai bambini di partecipare alla costruzione di un albero di Natale alto tre metri della LEGO, nella piazza del MAXXI, il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo.
L’evento si svolge oggi dalle 12 alle 19, e domani dalle 11 alle 19.
Ne avevo letto qui, poi ho trovato una segnalazione anche sul sito www.romadeibambini.it, che riporta eventi, iniziative e luoghi che possono essere interessanti per i bambini.
Non sapevo, tra l’altro, che il nome LEGO deriva dalle parole “leg godt”, che significano in danese “gioca bene”.
A presto!

Missione gabbiana: il carnevale romano 2012

18 febbraio 2012
  • sfilate viste: una
  • venditori di rose spiati: uno
  • giapponesi fotografati: uno (una)
  • bionde non conosciute: una

Caro diario,
non mi aspettavo che oggi mi sarei imbarcato in una missione-gabbiana.
Sì, pensavo di andare in centro, ma non mi ero accorto che oggi ci sarebbe stata addirittura la Grande sfilata rinascimentale, la sfilata di carnevale in costume!
Con quell’arietta quasi primaverile dopo tutti quei giorni di freddo, potevo forse mancare?
Ma no, certo che no!

Ero quasi sicuro che, iniziando la sfilata alle tre, non ci sarebbe stato il pienone.
Esco dalla metro quindi piuttosto tranquillo. Salgo in strada. Sollevando distrattamente lo sguardo dall’orologio, mi accorgo che per attraversare ci vorranno almeno cinque minuti, tante sono le persone davanti a me.
«Uhm…» forse il mio pensiero precedente non era così corretto…

Entrato in Piazza del Popolo, mi accorgo che in effetti la piazza è stracolma, e che se non mi sbrigo a cercarmi una postazione decente da cui seguire l’evento, sarò travolto dalla folla che sta continuando ad affluire.

Mi apposto vicino all’inizio di via di Ripetta; la scelta si rivelerà piuttosto buona.

La sfilata inizia.
Mentre un bambino, alle spalle, continua a inondarmi di coriandoli, e un Rugantino parla alla piazza, si sentono i primi tamburi in lontananza.
Cominciano a giungere i primi cavalli coi loro cavalieri, sfilano carabinieri a cavallo, antichi romani, ancelle, barbari.
Seguono carrozze, tamburini che scandiscono il ritmo della marcia, damigelle dai lunghi strascichi sorretti da paggi, personaggi rinascimentali dall’identità non del tutto chiara 🙂

Carnevale romano 2012 coriandoli da carrozza

Tutti cercano di immortalare quei momenti, e che faccio allora? Assumo la mia identità gabbiana e, svolazzando, riprendo con facilità ;-). Ecco quindi un filmato girato [altri sul canale youtube]

È vero, non amo troppo le sfilate, ma non ne avevo mai vista una simile a Roma, e mi è piaciuta. Mi piace vedere Roma viva, mi piace essere stupito da ciò che apparirà a sorpresa. Mi piace vedere i bambini gettare i coriandoli, sarà forse che tutti amiamo gli arcobaleni, comunque essi siano.

Terminata la sfilata, mi dirigo verso Piazza di Spagna, per vedere se è stato organizzato qualcosa anche lì. Mi imbatto lungo il percorso in alcuni trampolieri.

Carnevale romano 2012, trampoliere

Giunto in in Piazza di Spagna non noto nulla di particolare, se non i soliti venditori di rose, quelli che ti mettono in mano una rosa facendo finta che sia un regalo, seguendoti, poi, in attesa della loro retribuzione.
Mi fermo allora all’angolo tra Piazza di Spagna e via Condotti e mi guardo uno di questi venditori per un po’, per vederlo attuare ripetutamente la solita strategia.
In parte lo capisco, ma non mi piace la scorrettezza, e quella è una di quelle pià subdole. Rido tra me e me pensando di andare lì e dirgli: «ehi, tu, perché sfrutti così biecamente il principio di reciprocità?». Dovrei farlo prima o poi!

Mentre sto per uscire dalla piazza, mi accorgo di alcune persone che stanno fotografando quella che dovrebbe essere via Borgognona (l’ispiratrice di Via Cagnolona 🙂 ). Allora guardo, e noto che, essendo quasi il tramonto, c’è una luce molto particolare. Eccola.

Via Borgognona tramonto

Sto per andarmene quando una ragazza giapponese/americana mi chiede di fotografarla su quello sfondo. Procedo. Peccato che al primo scatto faccia cilecca, visto che, abituato alla mia macchinetta, premo il pulsante meno di quanto necessario. La seconda volta va tutto bene.
In centro non ti puoi fermare un attimo a fotografare che subito qualcuno ti chiede di fargli una foto!!

E così, mi avvio verso casa, soddisfatto.
Ma, prima di tornarvi, vedrò queste splendide nuvole al tramonto.

18febbraio2012_tramonto

Ah! La bionda non conosciuta!
Ora ho da fare! Caro diario, te ne parlerò la prossima volta 😉

Ritratto di una nevicata speciale

Bambini giocano con la neve - nevicata Roma 4/2/2012

Come la divisa ricorda forse le proprie mansioni, mi rendo conto che, quando scrivo sul blog, i miei pensieri si orientano ormai verso il “mood” sapore di nuvole :-). E allora, tra varie foto che ho scattato sabato mattina, dopo la super nevicata della notte precedente, che ha imbiancato Roma come non si vedeva da anni, ho scelto la foto che vedete qui sopra.

Sono dei bambini che stanno giocando con la neve, nel giardino del condominio vicino al mio. Mamma mia, ma quanta ne è venuta giù? 🙂
Forse troppa, stavolta!

Mi piace veder nevicare, è bello prendere in mano la neve morbida e leggera… almeno finché non comincia a gelarti la mano! (certo, perché a me piace prenderla in mano senza guanti, sennò che gusto c’è?).
Mi ricordo la lontana nevicata del 1986, me la ricordo poco, perché avevo 10 anni, ma ricordo che ne rimasi affascinato.
Stavolta l’evento mi è sembrato più normale, sarà che aveva nevicato anche due anni fa.
È vero, che il valore delle cose sta nella loro unicità, irripetibilità.
Comunque la neve è sempre bella, almeno finché non ti intralcia 😉

Il titolo, perdonatemi :), è stato forse troppo altisonante, ma l’avevo scritto ieri sera, mentre a quest’ora del giorno (le 17), non sono troppo poeticamente ispirato :).
Però quella foto lì mi piace.

Quando fai nascere un sorriso

È così bello quando fai nascere un sorriso.
Per qualcosa che dici, qualcosa che fai.
È vero, penso sia più bello vedere gli altri felici per qualche tua azione, che cercare la propria felicità.
Che poi, quella diventa anche la tua felicità, e allora siete felici in due.
Forse è vero anche che molto, moltissimo sta nel comprendersi,e certi litigi nascono solo perché non ti capisci bene, perché hai paura, o chissà per cos’altro.
Credo che i bambini sorridano di più per la loro innocenza, per la loro inconsapevolezza del mondo e delle cose. Non si può pretendere che gli adulti vadano in giro comportandosi come i bambini, ma si spera che ognuno conservi la sua anima bambina, per mostrarla a chi sente di poterla affidare, per regalare con quel sorriso un istante di primavera anche nell’inverno più gelido.

Sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria!

Ero su un  un cavallo alato, diretto verso il sole.
È stato qualche tempo fa, mentre facevo un esperimento di… freespeaking. Praticamente dire tutto quello che ti passa per la testa, senza pensarci. Esternare i propri pensieri, così come sono.

Be’, dicevo questo, dicevo quello, e, senza sapere come, mi sono ritrovato su un cavallo bianco, a galoppare su un prato verde, col cielo azzurro e pulito sullo sfondo. A un certo punto ho preso il volo, diretto verso il sole che splendeva.

E in quel momento ho pensato a Pollon.
Pollon è un cartone animato che da piccolo seguivo, anche se non assiduamente come altri.
Racconta in modo divertente le vicende degli dei dell’Olimpo.
Pollon era la simpatica figlia di Apollo, che, se non ricordo male, nel cartone si occupava di far sorgere il sole, recandosi presso di esso tutte le mattine, sul suo carro trainato da un cavallo alato.

Questa era la sigla del cartone:

… cantata come sempre da Cristina d’Avena, definita addirittura “sogno erotico di ogni bambino” 🙂 da qualcuno (no, non era il mio, né mi importava troppo di chi cantasse le sigle).

Ma non è questo il punto.
Pollon ogni tanto utilizzava una polverina magica, capace di rendere felici le persone. E, giuro che non ci avevo mai pensato, qualcuno sostiene che praticamente fosse droga!! 😀
Ecco il rituale con cui Pollon distribuiva la polverina:

Non so se gli autori del cartone si fossero divertiti a inserire un esplicito, seppur nascosto, riferimento a qualche droga, ma comunque, come è successo con me, un bambino che non conosce la droga non penserà mai ad essa!

Qualcuno ama però scagliarsi contro cartoni come questi, e scrive,  su un altro filmato youtube del “momento polverina”:

e comunque si vede che la generazione che negli anni ’80 si “CIBAVA” di questi manga, non sono venuti su mica tanto bene… molti di questi cartoni animati li hanno indirettamente traviati ed oggi non so quali sono i valori e gli ideali di questa generazione.

Non so quanto serio fosse l’autore, ma, come dicevo, non credo certo che un cartone animato possa addirittura traviare un bambino!
Io credo che un cartone animato debba far divertire un bambino, senza volgarità. Secondo me non è necessario nemmeno che abbia un fine didascalico come le fiabe, anche se può essere auspicabile.

Comunque pensavo: quanto incidono i cartoni sulla nostra formazione?
Io credo che concorrano alla formazione di un bambino così come tutti gli altri elementi che lo circondano. Però, a meno che il piccolo non sia piazzato davanti alla tv dalla mattina alla sera, non credo che abbiano un’influenza determinante.

Per la cronaca, Pollon era in onda all’interno del contenitore BimBumBam, la cui sigla del 1987 è a questo link.

E, per precisare, il mio cartone preferito era L’incantevole Creamy, che meriterà un post tutto per lei 🙂

Ma sì, c’è ancora poesia in questo mondo

Scena uno.
Iera sera, per strada.
Sto camminando sul marciapiede e a un certo punto vedo una ragazza, ferma, intenta a fotografare qualcosa dietro di me, in alto.
Mentre la supero lei ripone la macchinetta e se ne va nel senso opposto al mio; allora mi giro e guardo nella direzione in cui fotografava: vedo delle nuvole rosa.
Già! Tante nuvole di quel rosa che a volte si crea al tramonto, col sole che dal basso illumina le nuvole di quel colore delicato.
Avrà fotografato proprio le nuvole, o magari quella casa che hanno finito di ristrutturare da poco?
Facciamo che siano le nuvole, ma sì.

Scena due.
Oggi pomeriggio.
Mentre cammino sento della musica, forse Jovanotti. È un po’ confusa, viene da una macchina in fila, coi finestrini chiusi.
Dentro vedo una mamma e due bambini, seduti dietro.
La mamma gesticola come fanno i direttori d’orchestra, seguendo la musica; i due piccoli la seguono.

Ma sì, c’è ancora poesia in questo mondo.

Ps: credo che la musica fosse questa: Fango, di Jovanotti