Come te nessuno mai

Ieri mi sono emozionato, vedendo Come te nessuno mai, il film di Gabriele Muccino dove recita tra l’altro il fratello Silvio (Silvio anche nel film). Film che parla di una occupazione e di amori giovanili. Mi sono emozionato alla fine sul bacio tra Silvio e una ragazza, che li porterà a fare l’amore.
E’ stata una scena dolce, e forse non lo so, vera, ed era un sacco di tempo che non mi capitava un film che mi emozionasse.

Quei baci col rossetto

Me la ricordo, la mia compagna delle medie.
Sì, lei che mi piaceva un po’.
Secondo me, fu opera sua.

Terza media. Suona la campanella: ricreazione.
Prendo la merenda dallo zaino, e mi unisco ai compagni per giocare.
Distratto, non mi accorgo di cosa sta accadendo al mio diario, al mio diario di Italia ’90.
Tornato a casa ignaro, dopo pranzo lo sto sfogliando, quando mi accorgo che su una pagina c’è… un bacio! E non su una pagina qualsiasi, ma sul “giorno dell’amore”, San Valentino.
E non un solo bacio, no, ma due baci sul 14 febbraio e altri due sul 15.
Eccoli!

…in quanti modi avrebbe potuto proseguire questa storia.
Eppure, ad oggi non so nemmeno di chi siano, quei baci.
Sebbene scorga una certa poesia in quei baci senza nome, penso che avrei potuto fare qualche verifica! Non so, avete presente la scarpetta di Cenerentola?? Magari avrei potuto fare da… scarpetta, per delle labbra che avevano probabilmente ancora voglia di baciare.
Non ricordo perché non indagai; so però che a quel tempo le ragazze non mi interessavano troppo, ero preso più che altro dai videogiochi.

Ma lei un po’ era nei miei pensieri, se me la ricordo ancora.
Lei, che si riuniva sempre con le sue due amiche del cuore, e le vedevi tutte e tre confabulare, chissà su cosa.
Lei, che in piscina era elegante, e carina, nel suo costume intero, pur rimanendo discreta.
Lei, che è ormai un pensiero sfumato, ma il cui modo di essere me la fa ricordare sorridente e serena.
Le ero simpatico, e ogni tanto scherzavamo, parlavamo un po’, ma niente di più.
Forse… forse non era solo che non mi interessavo così tanto alle ragazze, forse era anche la mia timidezza, o semplicemente non mi piaceva… abbastanza.

Quando ho visto quei baci ho pensato che avevamo tredici anni, e da quel rossetto mi sono chiesto se già le ragazze si truccassero. Perché si dice tanto che le abitudini sono cambiate… ma allora? No, non mi pare venissero truccate a scuola; credo proprio che, quella volta, quelle labbra si colorarono di rosso per quel gioco romantico e misterioso, che per me è ora un tenero ricordo


Quasi a Parigi

Partiremo la prossima settimana.
Io in genere non faccio le cose così in fretta, ma quel sogno, quel bacio che mi ha lasciato il sorriso, ha cambiato tutto.
Lo dicevo, quel sogno poteva essere il me più vero che mi parlava, ma non è stato solo quello. Perché da quel momento non ho più pensato alla ragazza del sogno come prima.
Mi sono accorto di essere attratto da lei, ma non sapevo se dirglielo. Quando qualche giorno fa l’ho incontrata ho cercato di lasciarla prima che potessi, per non rivelarle i miei veri pensieri.
È una mia amica, mi sono sempre trovato bene con lei, ma prima non c’era niente di più.
Che situazione… tante volte a riflettere sull’amicizia uomo donna… ed eccomici dentro.
Che fare, già… che fare? Ci ho pensato un po’, e quello che ho pensato è che ho lasciato andare troppe occasioni, e così ho deciso di parlarle.
Venerdì sono passato da lei e le ho portato un regalo: un nano da giardino.
Un po’ stupita mi ha detto che sono matto, e che lei un giardino non ce l’ha nemmeno! Però si è messa a ridere, perché ogni tanto scherziamo sul nano di Amélie, e le ho detto che era passato a trovarla.
Mi ha chiesto il perché di quel regalo inaspettato, e le ho rivelato tutto: che l’avevo sognata, e che mi ero reso conto di non vederla più come una semplice amica.
Mi ha chiesto se scherzassi. Al mio “no” è diventata seria e silenziosa, lei che parla sempre.
Ho avuto paura di aver sbagliato, di essere andato troppo di fretta.
Un po’ imbarazzato le ho chiesto se volesse venire con me a Parigi per riaccompagnare il nano a casa, e poi con una scusa l’ho lasciata, chiedendole di farmi sapere.
Ci ha pensato un giorno intero.
Un giorno lunghissimo. Poi stamattina il suo sms, che diceva .
Sono felice, lo guardo e lo riguardo, e il mio cuore è più leggero. Perché non so come andranno le cose, ma se non avesse accettato, la nostra amicizia non sarebbe comunque stata più la stessa.
Un weekend, un weekend a Montmartre… cioè, staremo in albergo lì… trovo che sia una zona così romantica, con quella vista su Parigi.
Mi sento come dentro un flusso, sento che le cose andranno bene, ci credo.

Ecco, questo potrebbe essere un estratto del mio diario.
Ma non lo è, è tutta fantasia :). Una specie di esercizio.
Eppure a Parigi oggi ci ho pensato.
È stato il fresco. Il fresco col sole d’estate, come negli ultimi anni è capitato raramente qui a Roma.
Mi ha fatto pensare a Parigi, che visitai qualche anno fa, e che mi sorprese col fresco in quell’agosto più di quanto non avessi immaginato dalle previsioni.
Il clima atlantico è così, può essere ferragosto ma sembrarti ottobre. E poi magari il giorno dopo c’è il sole, il sole d’estate, quello caldo e luminoso che conosciamo bene dalle nostre parti.
Mi piace sempre sentire il vento fresco mentre lassù vedi l’azzurro del cielo terso, un po’ nascosto dalle nuvole bianche. Mi piace vedere il sole dietro le nuvole bianche, poterne ammirare lo splendore senza esserne abbagliato.
Oggi guardavo queste nuvole, certe volte penso che è come se fossero i nostri sogni, che sono più leggeri di noi, e volano liberi, lassù.

il sole dietro le nuvole

Un bacio che ti lascia il sorriso

Stanotte ho fatto un sogno.
Uno di quelli che non ti aspetti.
Ho sognato una persona, una donna per la precisione, e stavamo lì e parlavamo di non so cosa, e poi guardandoci negli occhi ci avvicinavamo sempre di più, e senza nemmeno accorgercene ci baciavamo. Un bacio semplice, un attimo di quelli che ti lasciano il sorriso.

Sentivo dire che i sogni hanno la funzione di mantenerti addormentato quando magari staresti per svegliarti, e non so se è così, ma con questo lo è stato, perché ero quasi conscio di stare nel dormiveglia, eppure era tutto così reale, e rilassante, e bello.

Ma perché il sogno era uno di quelli che non ti aspetti? Più che altro perché la persona era di quelle che non ti aspetti. Cioè non era una persona a cui pensavo tanto, ecco.
Sarà stato un sogno rivelatore dei miei veri pensieri? O i sogni dicono cose diverse da quello che ti fanno vivere?
Non lo so, comunque mi è piaciuto 🙂

Un bacio dolce

 

 

Fonte foto: http://www.ubercomments.com/image/35232&keyword=sweet%20kiss

Risveglio

Sento il tuo calore
appena sveglio,
abbracciati qui sotto il piumone.
Apro gli occhi,
vedo un raggio di sole
illuminarti il viso.
Sorrido, sono felice.
Sei il mio mondo.
Ascolto il tuo respiro calmo,
mi lascio inebriare dall’odore della tua pelle profumata
mentre le mie labbra la sfiorano morbide.
Ti svegli.
Guardo i tuoi occhi
che luminosi cercano i miei,
mi stringo a te,
ti bacio.
Buongiorno amore.

All’improvviso

Sei comparsa all’improvviso,
io ero lì in attesa,
ma non di te.
Ti sei seduta accanto a me,
mi hai sorpreso.
Ho cominciato ad osservarti,
discretamente, timidamente,
e poi di più,
quando il tuo sguardo non poteva accorgersi del mio.
Eri bellissima, delicata e sensuale,
pur avvolta in quegli abiti che ti proteggevano dal freddo.
Le tue calze nere ricamate d’oro
richiamavano l’attenzione sulle tue gambe snelle e sinuose,
il tuo cappellino incorniciava splendidamente il tuo volto.
Sembravi infreddolita,
forse non eri preparata a quella gelida serata.
Ho preso le tue mani tra le mie, per riscaldarle,
tu hai sorriso.
Siamo rimasti così,
per infiniti e meravigliosi secondi,
occhi negli occhi,
sempre più vicini.
Hai cercato il calore delle mie labbra,
e mentre tutt’intorno era silenzio
ho raggiunto lentamente le tue,
in un bacio caldo
come i battiti dei nostri cuori in quell’istante.
Non ti dimenticherò.

Gabbiano.

Punto

Di immaginazione e semplice poesia
questo scritto tenta di creare un’alchimia.
Da un punto partito,
al termine chissà dove sarò finito!
Punto, a volte conclusione,
può anche generare un’emozione:
basta guardar su in una notte stellata
per risvegliar quella sensazione d’infinito innata,
basta osservar una goccia dalle nubi tuffare
per cercar le amiche laggiù nel mare.
Punto. Fine e nuovo inizio,
giorno in una vita,
bacio in un amore.
Ah, punto, se non ci fossi tu!