Velocità

Velocità

Questo è più un appunto per me che per voi, e non lo dico per essere scortese, ma più che altro perché quello che vado a dire è un po’ ovvio. Ma certe volte anche le cose ovvie non le hai del tutto presenti.

Non so se è stato leggere che Stephen King, di cui sto come sapete leggendo On Writing, legge tra i settanta e gli ottanta libri l’anno.

Quello che ho pensato comunque è che spesso le cose possono sembrare più complicate di quello che sono. E magari non inizi nemmeno per il pensiero che sono complicate, quando invece basta iniziare e prenderci un po’ la mano e poi vedi che così complicate non lo sono.

E poi prendi velocità, e puoi fare un sacco di cose, leggere un sacco di libri, per esempio.
I libri comunque, almeno quelli di narrativa, non li penso di solito “difficili”, in genere sento, in qualche modo, se mi va o non mi va di leggere. Mi riferisco, più che altro, a qualcosa che bisogna studiare, a qualcosa di nuovo che bisogna affrontare.

ll mondo è per certi versi una nostra visione, le cose esistono ma la loro interpretazione, chiamiamola così, sta a noi.

Cosa ho imparato dallo sbarco sulla Luna

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Sono da sempre appassionato di spazio, e in questi giorni se ne è parlato un bel po’, grazie al cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna, che fu il 20 luglio 1969.

Qualche giorno prima dello sbarco, peraltro, abbiamo avuto modo di assistere a una eclissi lunare, voi l’avete vista? Era come se qualche nuvola stesse passando davanti alla luna, ma non era una nuvola, quella era l’ombra della Terra! E non solo, quella sera era visibile bene anche Giove e a una cert’ora è passata nel cielo anche la Stazione Spaziale Internazionale.

Non ho avuto modo, perché non ero ancora nato, di seguire lo sbarco sulla Luna in diretta nel 1969, ma ho avuto modo di vedere lo speciale Ulisse di Rai Uno condotto da Piero e Alberto Angela che raccontava cronologicamente i primi viaggi nello spazio, la corsa verso la Luna.

Già nel 1997 seguii molto da vicino l’atterraggio del Mars Pathfinder su Marte, il primo rover inviato sul pianeta rosso.

Ma non divaghiamo di nuovo. Non starò qui a riproporvi storie che probabilmente già conoscete, ma sintetizzo per i più distratti 🙂 così: il 20 luglio 1969 siamo stati sulla Luna :-). C’è chi ha qualche obiezione da fare in proposito, e ne parlerò brevemente.

Non descrivo l’intera epopea ma vorrei sottolineare alcune riflessioni che ho fatto guardando lo speciale.

Insieme si possono realizzare grandi cose

Andare sulla Luna, specie con le conoscenze degli anni 60, non era propriamente uno scherzo. Ma ci siamo riusciti, grazie alla collaborazione di circa tre quattrocentomila persone, quelle coinvolte nel progetto. Ho potuto quindi riflettere sul fatto che anche le imprese che sembrano più difficili possono essere realizzate, se si forma un team abile e motivato.

La motivazione è tutto

Motivato. Ecco, la motivazione fu tutto, e la motivazione giunse principalmente dalla Guerra fredda che scatenò la corsa allo spazio.Le missioni lunari erano molto costose, e per dirottare i fondi verso di esse serviva una buona motivazione, e primeggiare rispetto ai russi fu per gli americani certamente una spinta evidentemente sufficiente al raggiungimento dell’obiettivo.

Luna a parte, già ritenevo che la motivazione sia importantissima in ciò che facciamo. La motivazione attiva a cascata tutti i processi necessari al raggiungimento dell’obiettivo. E’ un po’ strano l’esempio che mi viene, ma ricordo come uno dei compagni di Zuckerberg nel primo Facebook si mise a studiare la programmazione necessaria per collaborare al progetto, mosso ovviamente dalla motivazione. Insomma, la motivazione ti dà la direzione, poi metti insieme le risorse necessarie per procedere.

Bisogna stare attenti alle opinioni anche di persone autorevoli

Alberto Angela ha domandato – non ricordo bene se a un funzionario NASA ma era qualcuno di simile – cosa rispondesse a chi sostiene che sulla Luna non ci siamo stati.
Ci sono infatti alcune stranezze nelle foto sulla Luna, per esempio la bandiera americana sembra sventolare.  A parte che da foto ingrandite ho visto che la bandiera sembra più che sventolare in effetti stropiacciata ed è sorretta da un’asta telescopica orizzontale, il personaggio interrogato ha sostenuto:

  • come avremmo potuto ingannare i russi?
  • come avremmo potuto ingannare i media?

Sinceramente, non mi ha convinto per niente. Personalmente ritengo che gli allunaggi ci siano stati, ma delle risposte così mi sembrano troppo semplicistiche. E’ vero che non gli sono state mosse le domande specifiche come quella sullo sventolare della bandiera, ma per esempio ritengo ingannare i media sia possibilissimo, se ci si impegna, e le risorse per impegnarsi c’erano davvero tutte.

I prossimi viaggi spaziali

Dopo queste riflessioni, vi dico, se già non lo sapete, che prossimamente, pare dal 2020, è prevista la costruzione di una base cislunare, il Lunar Orbital Platform-Gateway, in orbita intorno alla Luna, che sarà la base per nuove esplorazioni sulla Luna e verso lo  spazio profondo, come su Marte.

Riusciremo a vedere l’uomo su Marte? Chissà.

Se devi insistere, non è la tua taglia

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Oggi la pagina Felicità di Facebook, che solitamente non mi esalta ma che pubblica messaggi abbastanza saggi, ha postato questo scritto:

Se devi insistere, non è la tua taglia (Questo vale per anelli, vestiti, scarpe, amore e amicizia)

E mi ritrovo nel messaggio comunicato, più che altro pensando all’amore e all’amicizia.
Da tempo ritengo infatti che non si debbano fare forzature nelle conoscenze con le persone, cioè se si sente che c’è qualcosa che non va, meglio lasciar perdere e cercare di conoscere altre persone.
Al mondo c’è tantissima gente, dobbiamo solo trovare chi “combacia” con noi, credo io!
Certo, i diverbi ci sono sempre, ma quando diventano troppi… la “taglia” non è quella giusta!

Come sempre

Quasi mi veniva una poesia.
Come sempre riecco l’autunno, con le sue giornate in cui la luce si accorcia, con le temperature che vanno giù. Uff!

Certo, è anche un bel periodo se guardi la foto lì su, con le sue foglie rosse, ma specie col cambio dell’ora le giornate diventano veramente troppo corte secondo me.

“Come sempre”. Già. Parole rassicuranti, per certi versi, perché sai che tornerà la luce, e il calore, e tutto quanto. Ma parole che mi danno anche il senso del passare del tempo, tempo che sento passare velocemente. Tempo che sento più che altro sfuggirmi rispetto a tutto quello che dovrei fare.

Beh, non pensiamoci troppo, e pensiamo invece che questo è il primo post scritto con Gutenberg, il nuovo editor per chi scrive con WordPress, sia su wordpress.com che in generale. Apparentemente, non così diverso dall’editor precedente. Sarà forse che sono influenzato dal come sempre, stasera :). Carino il poter spostare i blocchi su e giù. E i colori più a portata di mano.

Ciao a tutti

De immaginatione, e libri divertenti

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È un po’ che non leggo, libri di narrativa dico.

Tempo fa avevo pensato che leggere fa bene all’immaginazione, o forse lo avevo letto?

In effetti ultimamente non ho molta immaginazione.

Ma, mi sono chiesto stasera, è la lettura che facilita il lavoro dell’immaginazione o le due cose vanno di pari passo, cioè quando sei predisposto alla lettura hai anche più immaginazione?

Chi lo sa, o forse qualcuno lo sa! 🙂

A parte ciò, l’ultimo libro che stavo leggendo è stato Orgoglio e pregiudizio, ma mi sono fermato a pagina 40 o giù di lì, non so non mi ha interessato più come quando l’avevo iniziato e anche ora l’idea di continuarlo non mi attrae particolarmente.

Pensavo a un libro divertente, che cosa potrei leggere?

Ps: non ho idea se immaginazione si dica in latino effettivamente immaginatio, ma potrebbe presumibilmente essere. È un po’ che non “frequento” il latino, che pure mi piaceva.

Ps2: se non ci si risente, buona estate a tutti 🙂

Secondo me, la discriminante è il mare

È stato il primo anno in cui l’estate mi è piaciuta meno del solito.
Pensavo che forse la discriminante è il mare. Per vari motivi non mi sono mosso da Roma, e ti ritrovi ad agosto col caldo che incombe, la città che un po’ si svuota (non tanto, ma un po’ si nota), e insomma una situazione dove ti puoi chiedere cosa ci sia di positivo.
Quando vai al mare è un’altra cosa, il caldo è il benvenuto, anche se certo anche al mare troppo caldo può dare fastidio, e vedi l’estate sotto un altro punto di vista.
Continua a piacermi dell’estate la luce, quella sì, già penso a dicembre con quelle giornate corte corte.
Non lo so se la discriminante è il mare, comunque il mare dà secondo me un senso diverso all’estate.

2024

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Prima ho scritto la data, e l’attenzione mi è andata sull’anno: 2017.
Mi ricordo quando guardavo già all’anno 2000 come un anno particolare, un anno in cui, chissà (nota: quanto mi piace il chissà), dicevo chissà l’umanità a quali traguardi sarebbe giunta.
Ebbene, vi dirò che oggi 2017 non mi pare che negli ultimi anni siamo avanzati così tanto come quando, che ne so, c’è stata la rivoluzione industriale, o la scoperta dell’elettricità.
Una delle grosse innovazioni è stato il modo di comunicare, sia coi telefoni che con Internet, la prima cosa che mi viene in mente è per esempio la primaver araba, dove non vorrei sbagliare ma le proteste furogono organizzate anche via social network. D’altra parte il libro su Facebook (Facebook La storia) si apre proprio parlando di proteste in sudamerica organizzate grazie al noto social network. Cose che una volta sarebbe stato più difficile organizzare.

Perché “2024”?
2024 rappresenta per me un’altra data significativa, rappresenta il futuro, futuro a breve ma sempre futuro. E mi è venuto in mente forse proprio per via del programma “2024” trasmesso su Radio 24 da Claudio Paglierini, che parla di tecnologia.
Saremo andati su Marte? Ecco, che ne è stato delle esplorazioni spaziali?
E’ vero, costano un sacco di soldi, è giusto trascurarle e girare i fondi a questioni più terrestri? E se invece la facessimo finita con le guerre?
Eh, facile a dirsi.
Beh, mi piacerebbe vedere qualche invenzione significativa per il 2024, ma speriamo almeno che le cose migliorino rispetto ad oggi, 2017.

L’amore è incancellabile (?)

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Ebbene, non ho fatto il post di Natale e invece vado a scrivere quello di San Valentino.
Lo faccio riportando una notizia appresa qualche giorno fa da Repubblica.it, in cui viene raccontato come un uomo sia riuscito a riconquistare la ragazza che aveva perso la memoria, dimenticandosi anche di lui.
Ho trovato la cosa molto romantica, e quindi eccomi qui a riportarla.
E ho trovato romantico, o quantomeno apprezzabile, il fatto che lui abbia avuto la pazienza di riconquistarla, sebbene lei avesse inizialmente addirittura paura a stare di nuovo con lui.

L’articolo di Repubblica che citavo dice che la vicenda ha fatto tornare in mente a varie persone il film “Le pagine della nostra vita”, del 2004, in cui un uomo legge ogni giorno a una donna affetta da demenza senile il diario della loro storia d’amore.
Io invece vado ora a fare uno spoiler su Eternal sunshine of the spotless mind, film con Kate Winslet e Jim Carrey di cui avevo già parlato, e lo faccio perché a me la vicenda ha fatto invece venire in mente questo film.
In esso i protagonisti effettuano una procedura volontaria per dimenticare il partner una volta che hanno deciso di lasciarsi, ma si trovano, alla fine, a stare di nuovo insieme. Questo, e ce lo suggerisce in qualche modo la vicenda ispiratrice del post, faceva scrivere a un commentatore (Mistral) che l’amore è incancellabile.

E’ veramente incancellabile? Forse l’amore vero sì.

Disquisendo sul blog

Pochi giorni fa mi sono trovato a leggere un vecchio post, “Cosa resterà di questo blog?“, in cui mi chiedevo cosa avrei fatto un giorno in cui non mi fosse più andato di scrivere. Avrei chiuso il blog, o l’avrei lasciato comunque aperto?
Premetto che per ora l’intenzione di continuare a scrivere, quando c’è l’occasione, ce l’ho.
L’idea che ho è che il blog rimarrà aperto, magari non so potrei chiudere i commenti (buonanotte, vai a farlo per tutti i post 🙂 ). Comunque beh credo oggettivamente che i blog che contengono dei post con indicazioni su libri, film, musica, sia opportuno che rimangano aperti anche dopo che il proprietario non ha più voglia di scrivere.
Come farebbe per esempio il popolo di internet senza il post su Pollon? 🙂 (non immaginate quante visite arrivano su quel post)
Per quanto riguarda la propria vita, trovo che anche delle considerazioni su di essa, sebbene magari si legga solo un post estrapolato dal blog, possano essere utili e siano quindi degne di rimanere pubblicate.
Ho parecchi argomenti di cui potrei parlare, ma non l’ho fatto perché io in genere scrivo quando non solo ho un argomento in mente ma anche l’energia per scriverlo subito, o insomma a distanza di poche ore da quando ho sentito di volerlo scrivere. E ultimamente un po’ di energia di quel tipo mi è mancata.
Comunque, come dicevo, eccomi ancora qui, e anzi, avrei in programma di aprire un blog in inglese, sia per curiosità nei confronti del mondo dei blog in inglese, sia per rinfrescare il mio inglese quotidiano diciamo, visto che uso in genere quello tecnico.
E` curioso pensare di aprire un altro blog quando non hai avuto le energie per scrivere su quello che hai già, ma le idee ci sono.
Un saluto a tutti, per ora.

La vita è breve

Stasera ho letto l’articolo/saggio “La vita è breve” (Life is short  in inglese) di Paul Graham , programmatore, saggista, imprenditore.
Il titolo è piuttosto esplicativo, e nel testo sono riportate le considerazioni che spesso si ritrovano sull’argomento, come l’importanza di eliminare ciò che non è importante, di assaporare i momenti importanti una volta che ti accorgi di quanto la vita sia breve.
Voglio però riportare alcuni punti che mi hanno colpito.

Uno è quando Graham racconta di essersi interrogato sulla brevità della vita da piccolo, di non averci più pensato, e di esserci tornato a pensare una volta avuti dei figli. Graham considera come il Natale “magico” con i tuoi figli piccoli, pensandolo magico nell’età da tre a dieci anni, lo vivrai solo otto volte. E come hai solo 52 fine settimana l’anno per stare con loro.

Un suggerimento interessante è poi come capire se una cosa è importante o no: basta pensare se la riterremo importante in futuro.
L’avevo già sentito, ma in effetti non ci penso spesso e forse farei meglio a farlo.

Graham ricorda poi come diamo per scontato che avremo sempre la possibilità, che so, di scrivere un libro, scalare una montagna, ma non è così, perché certe finestre temporali si chiudono. Per cui, se vogliamo fare qualcosa, è meglio farla il prima possibile.

Capita di vivere la vita senza pensare a quanto sia importante quello che facciamo, e forse serve anche questo, forse serve fare anche delle stupidaggini, perdere tempo, ma non troppo però, e credo che in effetti bisogna anche interrogarsi su come il nostro tempo lo impieghiamo.