Disquisendo sul blog

Pochi giorni fa mi sono trovato a leggere un vecchio post, “Cosa resterà di questo blog?“, in cui mi chiedevo cosa avrei fatto un giorno in cui non mi fosse più andato di scrivere. Avrei chiuso il blog, o l’avrei lasciato comunque aperto?
Premetto che per ora l’intenzione di continuare a scrivere, quando c’è l’occasione, ce l’ho.
L’idea che ho è che il blog rimarrà aperto, magari non so potrei chiudere i commenti (buonanotte, vai a farlo per tutti i post 🙂 ). Comunque beh credo oggettivamente che i blog che contengono dei post con indicazioni su libri, film, musica, sia opportuno che rimangano aperti anche dopo che il proprietario non ha più voglia di scrivere.
Come farebbe per esempio il popolo di internet senza il post su Pollon? 🙂 (non immaginate quante visite arrivano su quel post)
Per quanto riguarda la propria vita, trovo che anche delle considerazioni su di essa, sebbene magari si legga solo un post estrapolato dal blog, possano essere utili e siano quindi degne di rimanere pubblicate.
Ho parecchi argomenti di cui potrei parlare, ma non l’ho fatto perché io in genere scrivo quando non solo ho un argomento in mente ma anche l’energia per scriverlo subito, o insomma a distanza di poche ore da quando ho sentito di volerlo scrivere. E ultimamente un po’ di energia di quel tipo mi è mancata.
Comunque, come dicevo, eccomi ancora qui, e anzi, avrei in programma di aprire un blog in inglese, sia per curiosità nei confronti del mondo dei blog in inglese, sia per rinfrescare il mio inglese quotidiano diciamo, visto che uso in genere quello tecnico.
E` curioso pensare di aprire un altro blog quando non hai avuto le energie per scrivere su quello che hai già, ma le idee ci sono.
Un saluto a tutti, per ora.

Sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria!

Ero su un  un cavallo alato, diretto verso il sole.
È stato qualche tempo fa, mentre facevo un esperimento di… freespeaking. Praticamente dire tutto quello che ti passa per la testa, senza pensarci. Esternare i propri pensieri, così come sono.

Be’, dicevo questo, dicevo quello, e, senza sapere come, mi sono ritrovato su un cavallo bianco, a galoppare su un prato verde, col cielo azzurro e pulito sullo sfondo. A un certo punto ho preso il volo, diretto verso il sole che splendeva.

E in quel momento ho pensato a Pollon.
Pollon è un cartone animato che da piccolo seguivo, anche se non assiduamente come altri.
Racconta in modo divertente le vicende degli dei dell’Olimpo.
Pollon era la simpatica figlia di Apollo, che, se non ricordo male, nel cartone si occupava di far sorgere il sole, recandosi presso di esso tutte le mattine, sul suo carro trainato da un cavallo alato.

Questa era la sigla del cartone:

… cantata come sempre da Cristina d’Avena, definita addirittura “sogno erotico di ogni bambino” 🙂 da qualcuno (no, non era il mio, né mi importava troppo di chi cantasse le sigle).

Ma non è questo il punto.
Pollon ogni tanto utilizzava una polverina magica, capace di rendere felici le persone. E, giuro che non ci avevo mai pensato, qualcuno sostiene che praticamente fosse droga!! 😀
Ecco il rituale con cui Pollon distribuiva la polverina:

Non so se gli autori del cartone si fossero divertiti a inserire un esplicito, seppur nascosto, riferimento a qualche droga, ma comunque, come è successo con me, un bambino che non conosce la droga non penserà mai ad essa!

Qualcuno ama però scagliarsi contro cartoni come questi, e scrive,  su un altro filmato youtube del “momento polverina”:

e comunque si vede che la generazione che negli anni ’80 si “CIBAVA” di questi manga, non sono venuti su mica tanto bene… molti di questi cartoni animati li hanno indirettamente traviati ed oggi non so quali sono i valori e gli ideali di questa generazione.

Non so quanto serio fosse l’autore, ma, come dicevo, non credo certo che un cartone animato possa addirittura traviare un bambino!
Io credo che un cartone animato debba far divertire un bambino, senza volgarità. Secondo me non è necessario nemmeno che abbia un fine didascalico come le fiabe, anche se può essere auspicabile.

Comunque pensavo: quanto incidono i cartoni sulla nostra formazione?
Io credo che concorrano alla formazione di un bambino così come tutti gli altri elementi che lo circondano. Però, a meno che il piccolo non sia piazzato davanti alla tv dalla mattina alla sera, non credo che abbiano un’influenza determinante.

Per la cronaca, Pollon era in onda all’interno del contenitore BimBumBam, la cui sigla del 1987 è a questo link.

E, per precisare, il mio cartone preferito era L’incantevole Creamy, che meriterà un post tutto per lei 🙂