Se devi insistere, non è la tua taglia

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Oggi la pagina Felicità di Facebook, che solitamente non mi esalta ma che pubblica messaggi abbastanza saggi, ha postato questo scritto:

Se devi insistere, non è la tua taglia (Questo vale per anelli, vestiti, scarpe, amore e amicizia)

E mi ritrovo nel messaggio comunicato, più che altro pensando all’amore e all’amicizia.
Da tempo ritengo infatti che non si debbano fare forzature nelle conoscenze con le persone, cioè se si sente che c’è qualcosa che non va, meglio lasciar perdere e cercare di conoscere altre persone.
Al mondo c’è tantissima gente, dobbiamo solo trovare chi “combacia” con noi, credo io!
Certo, i diverbi ci sono sempre, ma quando diventano troppi… la “taglia” non è quella giusta!

Baci e abbracci in metropolitana a Roma

baci e abbracci in metropolitana a Roma
fonte: Repubblica Roma

Quest’immagine mi ha colpito, tanto che poi sono andato a sfogliare le altre. Baci e abbracci nella metro di Roma, la mia città.

A volte mi è capitato di soffermarmi su qualche abbraccio, che mi ha portato quella tenerezza che lo stesso abbraccio comprendeva, e trovo che sia una buona idea riprendere fotograficamente momenti come questi.

A pensarci, leggo da Repubblica Roma, è stato Giuseppe Ardica,giornalista parlamentare Rai, fotografo per passione”, come riporta il sito. La mostra con gli abbracci e i baci è presso l’Accademia di belle arti di Frosinone.

Alcune foto sono presenti su https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/03/21/foto/baci_e_abbracci_nella_metropolitana_di_roma-222154735/1/#1

Un saluto a tutti.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona

Amos Cassioli - Paolo e Francesca
Amos Cassioli - Paolo e Francesca

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi fece dalla di lei amicizia
allontanar con lieve senso di mestizia,
e poscia dimandare:
è questo Amor, o semplice catena?

[primo verso: Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno – Canto V;
altri: Gabbiano, che fintamente imita Dante]

Amore… sì, tanti dicono amore, ma sarà poi, veramente, amore?
Mi scrive, mi dice che mi ha visto per strada, ma che non poteva fermarsi.
Ci eravamo conosciuti tempo prima, stimati ma al tempo stesso scontrati.
Poi persi di vista, poi reincontrati per via telematica, riappacificati. Ci sentivamo sporadicamente.
Il nostro nuovo quasi-incontro era stato veramente casuale, perché avevo preso una strada diversa dal solito, quel giorno.
Lei mi dice che sarebbe stata qui per pochi giorni, che si è trasferita.
E allora io le dico «Mi piacerebbe salutarti! Potremmo creare un nuovo incontro casuale, dove io, arrivando, ti direi “oh, come mai qui?”». Mi sembrava un’idea carina, divertente!
Replicare quello che il destino per poco non aveva fatto accadere.
Lei mi dice che non è il caso, perché essendo fidanzata, cosa di cui ero a conoscenza, anche solo parlare con qualcuno mentre è via le sembrerebbe un piccolo tradimento morale, e così si aspetta che sia per il suo lui.

Un po’, me lo aspettavo, perché per quanto poco, l’avevo conosciuta, per quell’aspetto.
Ed era questa estrema possessività che non mi era piaciuta di lei, che mai me l’avrebbe fatta sentire come la mia anima gemella.
Dannazione, parlare! E allora, non mi hai forse scritto, ragazza? Non sono forse quelle, parole?
Hai forse paura del mio sguardo magnetico? (che non ho 🙂 )
Io la vedevo ormai come un’amica… o quasi, ma insomma qualcuno che mi sarebbe piaciuto rivedere, anche una volta sola. Non avevo assolutamente alcun secondo fine.

E` questo amore? E` amore pretendere che ci si isoli addirittura da un saluto una tantum?
Certo, una frequentazione assidua potrebbe essere diversa, e un po’ di gelosia la trovo giusta.
Ma quell’amor ch’a nullo amato amar perdona, quel mancato perdono di chi è amato ma ama al contempo altri, può essere portato fino a questi livelli?
Secondo me no, secondo me pretendere l’isolamento vuol dire essere insicuri, non vuol dire amare.
E potrebbe voler dire rischiare, prima o poi, di distruggere quell’amore che per altri aspetti potrebbe invece esistere davvero.

E se invece lei non mi avesse visto, ora, come un amico, come io ormai la penso?
E chi lo sa.