La Caravaggio experience

Ritrovo per l’ennesima volta un post del Palazzo delle Esposizioni di Roma sulla bacheca Facebook, che parla dell’installazione “Caravaggio experience” che mostra le opere di Caravaggio proiettate unitamente a musiche sincronizzate in un ambiente coreografico, dove ad esempio siete circondati da un mare proiettato su grandi pareti.
Be’, sarà forse che non sono così appassionato da Caravaggio, però sono stato tempo fa al Palazzo delle esposizioni a vedere la mostra di Botero, “Via Crucis“, e mi sono diretto poi alla “Caravaggio experience” al piano di sopra.
Sono rimasto due minuti e poi me ne sono andato, perché una cosa è vedere dei quadri, una cosa è vedere dei quadri proiettati. Di parere diverso le decine di persone che stavano lì, che dirvi.
La mostra di Botero mi è piaciuta, la Caravaggio experience secondo me aveva un senso relativo, e non sarebbe assolutamente valsa il biglietto da sola, ma quando entri per vedere una mostra puoi vedere tutte quelle esposte.
Ripenso peraltro a come al giorno d’oggi le cose si rendano spesso più “fighe” usando delle parole inglesi, e mi chiedo se per Caravaggio questo sia stato il caso