Viviamo per i nostri ricordi?

Dovete andare in vacanza, e potete scegliere tra una delle seguenti possibilità:

  1. vacanza meravigliosa, al termine della quale siete obbligati a utilizzare una pillola che vi fa dimenticare l’intera esperienza
  2. vacanza più modesta, ma della quale potete mantenere il ricordo

Quale scegliereste?

Questa domanda non me la sono inventata io, ma l’ho sentita in “Forum – A World of Ideas“, programma che tratta i più disparati argomenti, e credo provenisse da uno psicologo.

Egli sosteneva che l’essere umano vive per costruire i propri ricordi, e quella scelta ci pone di fronte, effettivamente, al vivere per vivere l’attimo o vivere per avere memoria della nostra storia.

Ho trovato questo concetto estremamente intrigante, perché non mi ero mai posto la questione.

Io credo che sceglierei la vacanza più modesta di cui mantenere il ricordo. Credo di pormi di fronte all’altra come se non esistesse, mi vedo già nel futuro.

E voi, che fareste?

Autore: unGabbianoTraLeNuvole

penso che se sapessi volare e nuotassi tra le nuvole, saprei apprezzarne il sapore. Morbido, forse panna, per non esser troppo originali :-)

11 pensieri riguardo “Viviamo per i nostri ricordi?”

    1. Interessante, la prima posizione diversa :)…
      La descrizione non è estremamente dettagliata, ma metti che entrambe le vacanze siano qui e subito, e differiscano solo per la qualità (con qualità migliore=la dimentichi vs qualità peggiore=la ricordi), quale sarebbe la tua opinione?
      (a meno che non abbia compreso completamente la tua risposta)

  1. Credo che anche io sceglierei la vacanza più modesta per poi mantenere il ricordo. Fare una vacanza meravigliosa di cui poi non mi resterà niente sarebbe come non averla vissuta.

    Un buono spunto di riflessione, complimenti.

  2. E se uno la pillola poi non la prende? o meglio fa finta di prenderla :mrgreen:
    a parte gli scherzi.. anch’io sono come la massa e mi nutro di ricordi!! senza non sarei io!!
    perciò anch’io vacanzina modesta ma densa di ricordi.. degna di essere menzionata nei favolosi racconti della Lely per generazioni e generazioni HAHAHAHA 😛

  3. Almeno per una volta sceglierei la prima ipotesi: vacanza meravigliosa … da dimenticare.
    Vissuta intensamente per un breve frammento di vita e poi più nulla.
    La seconda ipotesi (vacanza modesta) è quella che già mi appartiene ed i ricordi molto spesso non vengono rispolverati come vorrei e su tutto cala una patina di indifferenza e poi che tristezza sentirmi dire: “ti ricordi quella volta che ….?”. Tanto nulla torna e nulla sarà più come prima.. Mi sembra un pò la storiella della pecora e del leone (meglio un giorno da leone o 100 da pecora?): io opterei per un giorno da “leone”…. al diavolo i 99 giorni intenta a belare.
    Sono andata troppo controcorrente?

    1. Secondo me non è proprio come la pecora e il leone, perché mentre là la differenza sta nella durata, qui sta, praticamente, nell’esistenza ex-post dell’intera esperienza.
      Il fatto è che, per esempio, quello che dici lo dici perché hai ricordi di ciò che hai vissuto, sia anche esso non esaltante come magari vorresti. I ricordi di fatto ci definiscono, il passato ci fa essere il noi del futuro, come faremmo senza ricordi?

      1. Ma io non voglio essere prigioniera dei miei ricordi altrimenti la mia vita si svolgerebbe in una palude ed io sarei una perfetta impiegata della vita. Non sto mettendo affatto in soffitta le cose che mi sono care, come i ricordi ma so perfettamente che non c’è niente che sappia ingannarmi come la memoria. La memoria è astuta. La memoria rimette le cose a posto come desideriamo noi: la memoria ci accontenta. I ricordi non sono precisi cronisti di ciò che è accaduto. Di ciò che ho visto e vissuto. Noi siamo abili nell’arte del ritocco, siamo capaci di realizzare con la memoria belissimi restauri, che risultano però tutt’altra cosa rispetto ai ritratti originali.
        Il Tuo post recita: “viviamo per i nostri ricordi?”
        Io ti rispondo “no, perchè il presente è il mio valore assoluto”.
        E tornando alla “vacanza”. Senza dubbio “vacanza meravigliosa” e poco importa se non ne conserverò il ricordo. Avrò vissuto una splendida “priorità” a dispetto di una modesta “opzione”.
        N.B. = Chiedo venia se sono stata logorroica …sarà la peperonata, ma stasera io “volo bassa” con i pensieri.

        1. Hai ragione quando dici che la memoria modifica i ricordi, o per meglio dire i ricordi stessi sono fatti accaduti ma rielaborati da noi.
          Però, se tu non avessi questi “ricordi”, tu non potresti essere quella che sta scrivendo qui, è come se nascessi ogni giorno, no?
          In definitiva, rispondendo a me stesso potrei dire che non viviamo per i nostri ricordi, ma ricordare ci fa essere quello che siamo, quindi ricordiamo per essere il noi di adesso, ricordiamo anche per avere una guida per il futuro

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