L’inferno e la luce

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

[Italo Calvino, Le città invisibili]

Questo meraviglioso accostamento, di musica e parole, non è opera mia, l’ho trovato qui, mentre, incuriosito, cercavo di saperne di più su Us and Them, canzone dei Pink Floyd appartenente all’album Dark side of the moon, del 1973.

Cosa dire di più…
Che io l’inferno non lo accetto. E che è vero, è molto complicato, capire cosa e chi non è inferno, e rischiare su di esso, e far sì che la sua luce possa espandersi, e illuminare il mondo. Occorre molta saggezza, e riflessione, e comprensione, e spero prima o poi di averle tutte quante.