Pubblicato da: unGabbianoTraLeNuvole | 25 gennaio 2011

La crescita personale attraverso l’espressione delle emozioni

Come un bambino apre raggiante i regali la mattina di Natale, oggi prendendo in mano il libro “Opening up – The Healing Power of Expressing emotions“, ero raggiante anche io.
Perché per quanto ho potuto leggerne prima di conoscerne l’esatto contenuto, credo sia uno dei libri che può cambiare in meglio la vita delle persone. Dopotutto, non era forse citato nel libro della felicità? 🙂
Ero raggiante perché come col libro della felicità ho avuto da subito l’impressione, che a questo punto ritengo corretta, che fosse uno di quei momenti che aprono l’esplorazione verso settori che non avevi mai preso in seria considerazione. Perché quello che tenevo in mano non era solo un libro, ma uno strumento che potrebbe far parte di tutta la mia vita.

Come dice il titolo, che tradurrei in “Aprirsi – Il potere curativo dell’esprimere le emozioni” (si accettano traduzioni che suonino meglio), il libro parla della scoperta che ha fatto l’autore, James Pennebaker – professore di psicologia – , trovando una correlazione tra lo stato del sistema immunitario (e la salute in generale) e l’abitudine a mettere per scritto i propri pensieri, ma soprattutto le proprie emozioni.

Devo dire che ad alcune considerazioni che ho letto, per ora molto velocemente, ci ero arrivato anche io. Uno dei punti fondamentali è quello che io chiamo il “parcheggio dei pensieri“: una volta che scrivi quache tuo pensiero, è come se lo estraessi da te, e lo parcheggiassi sul foglio. Quel pensiero rimarrà con te, ma non lo penserai più come prima.

Credo che inaugurerò un tag apposito per il libro, e forse userò il blog come una specie di appunti, ma non ne sono del tutto sicuro. Questa è una specie di anteprima. (ma non vorrei che andasse a finire però come il libro sulla felicità, di cui volevo dire molto ma che mentre devo ancora finire ho sospeso in favore di quest’altro, che desideravo leggere con molta curiosità 🙂  – comunque c’è sempre tempo e mi sono segnato i brani che ho ritenuto più importanti).

Mi hanno colpito le due dediche che Pennebaker scrive al padre e alla madre:

To my mother,
Elizabeth Withing Pennebaker,
who taught me to laugh with others
and at myself.

And to my father,
William Fendall Pennebaker,
who aroused my curiosity
about the world

A mia madre,
Elizabeth Withing Pennebaker,
che mi ha insegnato a ridere con gli altri
e di me stesso

E a mio padre,
William Fendall Pennebaker,
che ha stimolato la mia curiosità
riguardo il mondo

Trovo che siano due dediche molto belle e trovo che quelle due qualità trasmessegli dai genitori siano due tra quelle che un essere umano dovrebbe sicuramente possedere.

Opening up - copertina

Opening up - copertina

Scopro ora :-), che del libro ne esiste una traduzione italiana, “Scrivi cosa ti dice il cuore, Autoriflessione e crescita personale attraverso la scrittura di sé” – Edizioni Erickson – http://www.erickson.it/erickson/product.do?id=104. (al link c’è anche un estratto pdf del libro in italiano). Ecco la traduzione “migliore” (a volte, in effetti, occorre stravolgere un po’ il titolo, anche se stavolta forse è un po’ tantino)

A dire il vero non credevo esistesse la versione italiana, comunque visto che non sembro avere problemi nella comprensione della versione originale, sono contento di avere quella.

Note: questo libro non è troppo pratico, nel senso che descrive la questione più che altro dal punto di vista teorico. Un altro, di cui vi parlerò a breve, riporta alcune indicazioni su come procedere effettivamente.

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Responses

  1. non conosco il libro ma sono fermamente convinta del fatto che far vivere le proprie emozioni, senza ingabbiarle, sia liberatorio e ci permette di conoscere noi in primis ma anche chi ci sta al fianco,
    anche perché trattenersi non fa bene!!!

  2. ciao Sabby, sì, sicuramente l’inibizione, specie quando è eccessiva, non fa bene. Concordo anche riguardo la possibilità che diamo agli altri di conoscerci esprimendo le nostre emozioni; per vari motivi si può diventare un po’ chiusi, purtroppo, e in effetti se non esprimi ciò che sei non darai facilmente modo agli altri di poterti conoscere.

    Non so a cosa ti riferissi esattamente parlando di far vivere le emozioni, comunque il libro, per quello che ho letto, pone l’attenzione più sull’esprimere emozioni in forma verbale, cioè scrivere un racconto di fatti ed emozioni, oppure riferirlo a voce a qualcuno, fosse anche un registratore.
    Da quanto dice non cambia molto se ci confidiamo con un amico e con noi stessi, scrivendo; ciò che è importante è esprimere i nostri pensieri compiutamente sotto forma di parole. Questo consente di elaborarli in modo diverso rispetto a continuare solamente a pensarli. Consente ad esempio di vedere alcune cose in modo più distaccato e probabilmente più oggettivo

  3. per far vivere l’emozioni intendo il non tenerle chiuse,
    di farle uscire fuori, anche quelle che non ci piacciono,
    il racconto infatti è un ottimo modo, perchè, come dici tu, permette poi di mettere le distanze con l’emozione e di capirla meglio, di scandagliarla completamente!!

    • effettivamente, pensavo, lo scrivere delle proprie emozioni non è una così grande scoperta. Quello che però mi ha molto colpito è stato che ci sia stata da parte dell’autore una verifica scientifica, con tanto di misurazioni relative al sistema immunitario, sulla pressione e tante altre cose. Insomma, ha certificato che esprimere le emozioni fa stare effettivamente meglio, e prima non pensavo a questo in modo così serio a come lo vedo ora.
      C’è da dire che mentre per esempio tu conosci l’importanza di esprimere le emozioni, l’autore dice che molte persone scrivono dei diari, ma ci inseriscono solo dei fatti, senza raccontare ad esempio ciò che hanno provato. E quello, per il proprio benessere, mi pare di aver capito che non serve a niente.

  4. […] il libro mi ha portato all’altro libro, quello sulla scrittura. Ed è stato grazie alla scrittura che ho compreso definitivamente quei […]

  5. Cercherò questo libro deve essere bello 😀

  6. […] scettico quanto incuriosito dalla sua recensione ordino subito il libro, e sulla fiducia ne ordino un altro, che leggerò più […]

  7. […] a proposito dell’autore di Opening up, James Pennebaker , di cui ho parlato brevemente qui, mi sono imbattuto in una interessante […]

  8. […] di avere la mente libera per dare il meglio di noi, come faceva, in un certo senso, Opening Up di Pennebaker, che suggeriva di chiarire e rendere esterni i nostri pensieri (questa volta quelli […]

  9. […] ho scoperto da poco che il mio “amico” Pennebaker (lo psicologo di cui parlai qui), ha scritto proprio un libro in cui collega tratti psicologici col modo in cui si usano i […]


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