Un manuale di istruzioni per la felicità

Il portatore e l'elefante
In questi pochi mesi di blog è successo più di quanto mi aspettassi.
Uno dei fatti rilevanti è stato sicuramente un consiglio che ho ricevuto riguardo la lettura del libro Felicità: un’ipotesi, di Jonathan Haidt.

Il titolo del mio articolo si riferisce proprio ad esso: è in parte, secondo me, un po’ un manuale di istruzioni, perché prima di parlare di felicità spiega come siamo fatti mentalmente, come e perché agiamo in certi modi.
Utilizza una metafora ricorrente, quella del portatore e dell’elefante, dove il portatore è la parte cosciente e razionale di noi, che cerca di governare la ben più ampia e antica parte automatica e irrazionale, l’elefante.
Sebbene abbia letto solo un terzo del libro, trovo che l’approccio che segue sia corretto: non possiamo capire dove e come cercare la felicità se non capiamo come siamo fatti noi stessi.

Il libro, che è quindi un libro di psicologia e psicosociologia con alcuni agganci alla filosofia, contiene numerosissimi riferimenti bibliografici, e mi sta piacendo molto perché, pur non approfondendo eccessivamente alcuni argomenti, sono sicuro che sarà per me un buon punto di partenza per ulteriori letture nell’ambito della psicologia.

Mi piacciono molto i manuali di istruzioni, sia perché so che per crearli ci vuole un bel po’ di lavoro, ma principalmente perché contengono un distillato di conoscenza sull’oggetto in gioco.
E trovo che sia opportuno leggere qualche “istruzione” anche su di noi, perché molte cose possiamo apprenderle con l’esperienza, ma certe credo che non le vedremo mai così chiaramente come sono riusciti a fare studi portati avanti per anni.
In effetti, alcune considerazioni del libro le avevo già elaborate personalmente, o alcune sono addirittura note comunemente; molte, però, sono state per me già molto illuminanti. Illuminanti nel vero senso della parola: mi trovo a guardare le persone sotto un’ottica un po’ diversa dal solito.

Credo che parlerò in futuro di alcuni concetti del libro, che necessiterà probabilmente per me almeno di una rilettura. Intanto, sto prendendo appunti!

Haidt: felicità, un'ipotesi

Autore: unGabbianoTraLeNuvole

penso che se sapessi volare e nuotassi tra le nuvole, saprei apprezzarne il sapore. Morbido, forse panna, per non esser troppo originali :-)

7 pensieri riguardo “Un manuale di istruzioni per la felicità”

  1. Io aggiungo il titolo nella lista dei libri da leggere, mica posso leggere solo romanzi leggeri adesso eh!! :-DD
    Battuta a parte credo che il segreto della felicità sia la predisposizione ottimistica alla vita, la capacità di apprezzare e godere delle piccole cose, quelle delle quali a volte non ci rendiamo conto, alle quali non diamo peso, ma che, alla fine sono quelle che contano realmente. Parlo dei piccoli gesti, delle cose che ci passano davanti agli occhi…

    1. Cara collega multicolore :), concordo con te, e non solo, lo fa anche il libro, anche se ciò che può portare felicità non è solo questo. Ma questo, essere felici di ciò che abbiamo, è fondamentale – a meno che la situazione non sia tale da dover effettivamente migliorarla per aspirare a un po’ di felicità. Infatti, fa notare il libro, l’essere umano si adatta in tempi relativamente brevi a nuove condizioni di vita, e molte cose che desideriamo possono quindi darci solo una felicità effimera.
      Ma non è sempre così, e il lavorare per migliorare lo stato attuale può essere uno dei componenti della felicità (opinione personale che mi pare di aver capito condivide anche l’autore – ma devo tornarci).
      Ah! Aggiungo anche che, relativamente a quanto dici sulla predisposizione ottimistica alla vita, sembra che il nostro livello medio di felicità sia parzialmente scritto nei nostri geni, ma non è un valore esatto, diciamo che c’è scritta una specie di probabilità che possiamo tendere a quello. Ma ci stanno ancora studiando.

  2. complimenti per il blog,potresti consigliarmi qualche libro interessante “secondo te” riguardo istruzione e psicosociologia,grazie mille.

    1. Ti ringrazio dei complimenti. Riguardo il libro, non saprei cosa consigliarti, considerato che non mi sono mai occupato di questo campo, ma, se mi capiterà di risentire la persona che mi ha indicato questo, le porrò la domanda

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