Amor, ch’a nullo amato amar perdona

Amos Cassioli - Paolo e Francesca
Amos Cassioli - Paolo e Francesca

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi fece dalla di lei amicizia
allontanar con lieve senso di mestizia,
e poscia dimandare:
è questo Amor, o semplice catena?

[primo verso: Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno – Canto V;
altri: Gabbiano, che fintamente imita Dante]

Amore… sì, tanti dicono amore, ma sarà poi, veramente, amore?
Mi scrive, mi dice che mi ha visto per strada, ma che non poteva fermarsi.
Ci eravamo conosciuti tempo prima, stimati ma al tempo stesso scontrati.
Poi persi di vista, poi reincontrati per via telematica, riappacificati. Ci sentivamo sporadicamente.
Il nostro nuovo quasi-incontro era stato veramente casuale, perché avevo preso una strada diversa dal solito, quel giorno.
Lei mi dice che sarebbe stata qui per pochi giorni, che si è trasferita.
E allora io le dico «Mi piacerebbe salutarti! Potremmo creare un nuovo incontro casuale, dove io, arrivando, ti direi “oh, come mai qui?”». Mi sembrava un’idea carina, divertente!
Replicare quello che il destino per poco non aveva fatto accadere.
Lei mi dice che non è il caso, perché essendo fidanzata, cosa di cui ero a conoscenza, anche solo parlare con qualcuno mentre è via le sembrerebbe un piccolo tradimento morale, e così si aspetta che sia per il suo lui.

Un po’, me lo aspettavo, perché per quanto poco, l’avevo conosciuta, per quell’aspetto.
Ed era questa estrema possessività che non mi era piaciuta di lei, che mai me l’avrebbe fatta sentire come la mia anima gemella.
Dannazione, parlare! E allora, non mi hai forse scritto, ragazza? Non sono forse quelle, parole?
Hai forse paura del mio sguardo magnetico? (che non ho 🙂 )
Io la vedevo ormai come un’amica… o quasi, ma insomma qualcuno che mi sarebbe piaciuto rivedere, anche una volta sola. Non avevo assolutamente alcun secondo fine.

E` questo amore? E` amore pretendere che ci si isoli addirittura da un saluto una tantum?
Certo, una frequentazione assidua potrebbe essere diversa, e un po’ di gelosia la trovo giusta.
Ma quell’amor ch’a nullo amato amar perdona, quel mancato perdono di chi è amato ma ama al contempo altri, può essere portato fino a questi livelli?
Secondo me no, secondo me pretendere l’isolamento vuol dire essere insicuri, non vuol dire amare.
E potrebbe voler dire rischiare, prima o poi, di distruggere quell’amore che per altri aspetti potrebbe invece esistere davvero.

E se invece lei non mi avesse visto, ora, come un amico, come io ormai la penso?
E chi lo sa.

Un sito per fare regali: Lista dei desideri

PEJASBW82YGV
Vorrei portare alla vostra attenzione una iniziativa innovativa messa in atto da Save The Children: un sito, la Lista dei desideri, tramite cui comprare regali simbolici, con ampia variabilità di prezzo, che sono effettivamente donazioni per salvare le vite dei più piccoli.
Si passa dalle copertine che possono salvare dalla polmonite, ai colori per disegnare, a un posto a scuola, a un kit medico, e tante, tante altre cose piccole e grandi, che possono cambiare la vita di una persona con un impegno spesso modesto.
Voi andate là, comprate il regalo che volete e compilate la cartolina che verrà inviata, a vostra scelta, in modo reale (cartaceo) o virtuale al destinatario, che riceverà le vostre parole unitamente all’illustrazione del regalo simbolico scelto.
Come dicevo, i regali sono simbolici, e come spiega il sito, le donazioni vengono utilizzate per i bisogni più urgenti e prioritari, ma i regali rispecchiano realmente il costo degli oggetti illustrati, che, simbolicamente, doniamo.
Diventa a volte difficile scegliere a chi donare, perché onestamente ci sono tantissimi campi in cui servirebbero più fondi di quelli che vengono ad essi destinati, ma in questo caso ho trovato l’iniziativa anche comoda per fare un regalo che, di sicuro, non andrà sprecato.

Brividi da Dirty Dancing

E` di oggi la notizia che Jennifer Grey, la Baby di Dirty Dancing (Balli proibiti)  ha vinto l’edizione 2010 di Dancing with the Stars.
Mi è capitato quest’estate di vedere Dirty Dancing, che non ricordavo esattamente: da un primo sguardo parzialmente disinteressato, mi sono ritrovato calato nella storia e incollato al video.
Quel film, che pure racconta una storia abbastanza semplice, e che qui non riporterò, mi piace, mi piace molto.

Attenzione, che qualcosa in seguito svelo!

Mi piace perché in fondo mi piace tutto quello che racconta ciò che io intendo per amore vero, l’amore che esiste a prescindere dalle divisioni sociali, spaziali, che esiste e basta.
E poi, be’, è una storia a lieto fine!
Il balletto finale è strepitoso.
C’è forza e delicatezza, vicinanza e allontanamento tra uomo e donna, una sensualità e una gioia che raramente si riescono a esprimere così bene.
Quel film mi ha emozionato, e di sicuro tutto ciò che mi emoziona non può che piacermi. Quel balletto mi ha acceso e mi riaccende ogni volta, da capo a piedi.
Non ballo nulla, non mi muovo nemmeno se mi pagate, ma sono così matto che per fare un balletto come quello potrei iscrivermi a un corso di ballo. Perché datemi una motivazione, e farò qualsiasi cosa.

Per il video del balletto finale, cliccate qui

Dirty Dancing
Dirty Dancing - Il balletto finale

Facebook, il Grande Fratello e le altre metafore

Rientrando a casa notavo un bar con la porta aperta, bloccata, come usano fare molti negozi da alcuni anni. Nessuno me l’ha mai detto, ma la mia semplice deduzione è che tale strategia sia studiata per attirare maggiormente i clienti ad entrare, abbattendo quella che è, per certi versi, una barriera.

Notavo quindi come sia stato trasportato in senso pratico un concetto se vogliamo di psicologia (?), perché già nei rapporti umani si entra più facilmente in contatto con le persone che sono più aperte – come quella porta del bar.

Sono numerose le metafore che si possono individuare in servizi od oggetti che ci circondano e che hanno avuto un discreto successo.
Facebook, per esempio, è ispirato sia dalla comunicazione intra-college, sia dal libro con tutte le facce che le università americane sono solite, che io sappia, creare a fine anno.
Per non parlare del Grande Fratello, che, di fatto, è stato inventato da George Orwell in 1984!

Bisogna solo lasciar andare un po’ la fantasia e pensare ai bisogni della gente, e si potrebbero fare proprio un sacco di soldi 🙂

Tra pulizie e innamoramenti

Questo è un post molto pulito, perché è stato scritto dopo aver spolverato per bene il pc :): stamattina pulizie, specie quella periodica del pc, il tower (quelli grossi e alti).
Il mio pc sta acceso molto tempo, perché lo uso spesso e allora molte volte, nei momenti in cui faccio altro, lo lascio acceso:  eccessivi avviamenti, specie per gli hard disk, possono essere dannosi (la fase di avviamento del disco è molto più “faticosa” del mantenimento della rotazione dei dischi già avviati).
Però, con le ventole di raffreddamento, come sappiamo, entra un bel po’ di polvere, e allora, attualmente, ogni tre mesi circa apro e dò una bella pulita, con straccetto, pennello, smonto le ventole, le pulisco e le rimetto, ecc ecc.
Poi sono passato alla pulizia della stanza, e ho deciso di allietarla ascoltando un po’ di musica, e vorrei condividere con voi la canzone che la selezione casuale dell’iPod ha scelto per me: Let’s fall in love, cantata da Louis Armstrong. Non la trovo in rete, e allora vi propongo la versione cantata da Nat King Cole, un po’ più lenta e romantica dell’altra versione.
(poi dice perché mi viene la sweet disposition 🙂 )

Let’s fall in love,
why shouldn’t we
fall in love

why be afraid of it?
Let’s close our eyes
and make our own paradise

 

Innamoriamoci,
perché non dovremmo?

perché aver paura di farlo?
Chiudiamo gli occhi
e creiamo il nostro paradiso

…. che dire? Non c’è niente da aggiungere!
Oggi sento più mia la versione di Armstrong, con un swing più “gagliardo” :).
Ah! Il titolo completo della canzone è: Let’s do it (Let’s fall in love). E` stata scritta da Cole Porter nel1928.
Una cosa da aggiungere in realtà ce l’ho: adoro l’espressione inglese fall in love, letteralmente “cadere in/nell’amore”, che credo rappresenti abbastanza bene ciò che può accaderci.

Con l’occasione, inauguro una nuova pagina: Gabbiano Compilation.
Conterrà le canzoni che cito nei post; in effetti questa potrebbe essere un bel doppione, perché la gestione categorie andrebbe già abbastanza bene per questo. Vediamo cosa viene fuori e come le inserirò, magari poi la eliminerò.
Cose da fare: catalogare i post con maggior cura (ma in realtà penso che nessuno utilizzi i link alle categorie, anche perché in questo tema sono in fondo alla pagina)
Buona domenica a tutti i passanti 🙂

Libertà

Poco fa stavo pensando a cosa fosse giusto scrivere qui riguardo alcuni fatti e pensieri recenti, e mi chiedevo: “sono veramente libero se non posso lasciarmi andare a ciò che io stesso sento di voler fare?” (in questo caso, scrivere tutto quello che vorrei condividere). Be’, qui davanti a me ho un bel monitor e sembriamo molto intimi, ma non mi dimentico certo che lì fuori c’è il mondo intero. E la questione è che non mi sembra giusto riportare certe cose; e mi chiedo allora cos’è che mi fa ritenere giusto o meno rendere pubblici certi miei pensieri e certi altri no.
Non saranno forse dei condizionamenti che potrebbero essere del tutto sbagliati?
Credo comunque che la libertà non stia tanto nel lasciarsi andare completamente, ma nel saper e poter decidere quanto e come farlo. Per cui, be’, come ho fatto finora valuterò cosa ritengo, per motivi in parte ignoti a me stesso, sia giusto scrivere qui e cosa no.

Pastello

Sono un pastello, un colore pastello. Così, mi vedo.
O, forse, mi vedo così quando guardo il mio armadio! 🙂
Già, amo i colori pastello, e non mi piace essere al centro dell’attenzione; e mi trovo bene, vado spontaneamente verso i colori pastello.
Si può capire come è una persona guardando come è vestita?
Be’, un po’ credo di sì.
Perché io non andrei mai e poi mai in giro con, che so, una maglietta verde fosforescente.
Però c’è da dire che per trovare ciò che ti piace veramente, che quindi probabilmente ti rispecchia appieno, ci vuole molto tempo, e spesso non dedico tutto questo tempo allo shopping.
Per cui, sì, credo che si possa capire qualcosa delle persone, ma poi, ovviamente, c’è molto da approfondire!
Comunque, credo che qualche nota di colore possa essere molto interessante, e mi piace chi veste colorato ma senza esagerare. Tutto sommato, le persone che sanno vestire colorate ma con garbo, sono molto poche, e quando ne vedi qualcuna, credo possa solo farti piacere.