Priorità

A un certo punto ti accorgi che il tempo in questa vita non è poi tantissimo.
Lo dice anche Paloma de L’eleganza del riccio: “Un giorno hai vent’anni, il giorno dopo ottanta“.
E allora devi scegliere cosa fare, devi pensare a ciò che è più importante per te.
E` bello, abbiamo a volte infinite possibilità, ma al tempo stesso questo ci rende le cose davvero complicate.
E` come con l’informazione: Internet dà accesso istantaneo a una quantità di informazioni impensabile in passato, ma nel momento stesso in cui accediamo a questo mare magnum dobbiamo decidere come cercarle e cosa stiamo cercando, altrimenti ci perderemo in men che non si dica.
Ho letto qualche giorno fa la citazione riportata dalla collega Palmipedona 🙂 (alias Ilaria), che le rubo pari pari dal suo articolo:

The more interesting your life becomes
the less you post.
And vice versa.

[Inverse Law of Usenet Bandwidth – Jorn Barger, inventore del termine weblog]

Secondo me un po’ è vera. Non del tutto, ma un po’ sì.
Quando sei preso dalla vita di tutti i giorni, diventa certo più difficile mettersi a scrivere. Più che altro, nel mio caso, non è che non abbia più tempo libero, anche se magari per tanti motivi quest’estate era diverso, però quando oriento il mio pensiero verso, che so, lo studio, le letture scientifiche, la programmazione, rimango orientato in quel modo anche quando mi rilasso. In realtà, ciò che accade esattamente è che, spesso, finché non risolvo un problema continuo a pensarci anche quando stacco, quindi mi rimane zero creatività e ispirazione per il resto.
Credo che delle capacità fondamentali da acquisire siano:

  • imparare a fare le cose in fretta
  • ma con un livello di qualità accettabile secondo l’obiettivo
  • e soprattutto capire quali sono veramente fondamentali e quali no, sia in ogni nostra occupazione, che nella vita in generale

Ho una specie di déja vu, mi sa che queste cose, o molto simili, le avevo scritte un po’ di tempo fa 🙂 ahah, quando era un periodo simile a questo. Be’, mi perdonerete la ripetizione

Ps: anche la sweet disposition si è praticamente azzerata. Sarà forse anche il fresco, le nuvole, l’autunno? BOH!

Autore: unGabbianoTraLeNuvole

penso che se sapessi volare e nuotassi tra le nuvole, saprei apprezzarne il sapore. Morbido, forse panna, per non esser troppo originali :-)

6 pensieri riguardo “Priorità”

  1. La tua sweet disposition l’ho presa in prestito io! Questo l’abbiamo già appurato.
    E’ vero, quando abbiamo dei pensieri (belli o brutti che siano) per la testa scriviamo meno. Per quanto riguarda me non è che scrivo meno, ma non scrivo cose che si possano definire farina del mio sacco: metto musica, articoli, stralci di qualcosa.
    Hai ragione sul fatto delle priorità, dobbiamo decidere bene cosa vogliamo e tentare di viverlo, per quanto possibile.

  2. Lo so, sto per dire una grande banalità, ma lo penso veramente. Se applicassimo la regola della “Priorità” alla nostra vita, alla nostra quotidianità, butteremmo all’aria il novanta per cento delle attività che ci fanno muovere e correre ogni giorno. Detto questo:

    1. Proprio banale non mi pare, ma non capisco con esattezza. Voglio dire, se pensiamo che, tutto sommato, gran parte della nostra vita è fatta dello studio o del lavoro, credo che non si possano tralasciare più di tanto, perché, pur non essendo a volte le cose più piacevoli del mondo, servono a realizzare ciò che magari effettivamente ci piace. Ma non so bene a cosa pensavi tu.
      In generale, credo che se avessimo del tutto chiare le nostre priorità raggiungeremmo più velocemente i nostri obiettivi, tuttavia siamo esseri umani e abbandonarsi a ciò che non è prioritario è a volte, paradossalmente, necessario per tornare sulle priorità

  3. Dopo tanto tempo passato a star male per cose che gli altri reputavano importanti per me (non che io non le reputassi importanti, ma sbagliavo a dare loro un peso eccessivo), mi sono imposta una cosa: le cose importanti per me devono essere quelle che riescono a farmi stare meglio. Non sempre ci si riesce ma a volte aiuta. 🙂

    1. Mi fa piacere questa tua consapevolezza :-). Perché a volte, hai ragione, si rischia con facilità di agire o di essere ciò che gli altri vogliono e non ciò che vogliamo veramente noi. Peraltro, credo serva una certa definita identità, per capire questo, per distinguere i nostri pensieri da quelli che nascono dalle influenze esterne.

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