Ma cosa ci stiamo a fare in questo mondo?

Vedo nella classifica del mio iPod Living on my own dei Queen, e decido di ascoltarla, per la precisione nella versione qui sotto:


La canzone non c’entra molto né col titolo né con quanto vado a scrivere, ma è sicuramente una che dà una energia pazzesca. E l’avevo ascoltata anche qualche giorno fa, quando pensavo al mio sogno. E potrei dire che è una energia tipo quella, che sento quando penso al mio sogno.
Quando mi sento così particolarmente vivo potrei mettermi anche a ballare come Freddie Mercury, anche se sono molto tranquillo e qualcuno potrebbe pensare che io sia impazzito anche solo per aver pensato questo :).

E sentendo addosso quell’energia oggi mi è tornata in mente una domanda che mi faccio ogni tanto, e che è esattamente quella nel titolo: ma cosa ci facciamo, esattamente, su questa terra? Quale è il nostro obiettivo in questa vita, come dovrebbe uno vivere la propria vita perché essa abbia avuto un significato?
Mah, forse la domanda originaria si presta ad altre declinazioni che ora mi sfuggono, e devo dire che per certi versi mi ricorda quella che ci fece la prof. di religione al liceo, quelle cose tipo “da dove veniamo, dove andiamo”. All’epoca la mia coscienza in proposito era un po’ intorpidita, ma nel tempo le cose sono cambiate.
Mi pare di ricordare che quella volta una compagna di classe, che voleva fare l’architetto e ora lo fa, disse che le sarebbe piaciuto realizzare qualche opera degna di essere ricordata, che rimanesse lì anche dopo di lei.
Ecco, pur pensandoci poco, sappiamo tutti che siamo di passaggio, ed è proprio questo il punto, come rendere significativo questo passaggio.
A me non basta il mio sogno personale, nel senso che quello di cui parlavo era mio, riguardava la mia vita privata. Ma quello non penso che basti, è riduttivo, per una vita.
Non sono (“non sono più”, se mai lo sono stato davvero) religioso, anche se in teoria credo nell’esistenza di un possibile Dio, senza collegamenti particolari con un religione o con l’altra (che penso siano solo costruzioni umane).
Ma nel tempo ho incontrato alcune figure storiche che a volte mi hanno davvero emozionato per la loro grandezza, per la loro forza, e vorrei imparare da loro, sono i miei modelli.
E` capitato proprio oggi che abbia ritrovato nel comodino due fogli che avevo stampato, con il discorso I have a dream di Martin Luther King, che si può leggere ed ascoltare qui, http://www.hpol.org/transcript.php?id=72
Rimasi profondamente colpito ed emozionato la prima volta che lessi in particolare queste righe:

I have a dream that one day on the red hills of Georgia the sons of former slaves and the sons of former slave owners will be able to sit down
together at the table of brotherhood.

Mi sono emozionato perché quel sogno, quella fratellanza utopistica tra i figli degli schiavi neri e quelli dei loro padroni, è oggi (quasi) realtà.
Un sogno ha bisogno di molta energia, e in quelle parole, in quei pensieri, ce n’era davvero tanta. Quella è una dimostrazione che i sogni sono possibili, anche quelli apparentemente impossibili.

Io vorrei lasciare una mia traccia nel mondo, non so bene di che tipo, ma so che voglio fare qualcosa per migliorarlo, perché sinceramente certe cose non mi piacciono per niente. Sto iniziando a fare qualcosa di concreto. Il minimo, credo sia vivere come si ritiene giusto nella vita di tutti i giorni, ma i miei pensieri si dirigerebbero verso obiettivi più grandi.
Sono profondamente idealista, e questo per alcune cose mi dà non pochi problemi nel mondo reale, ma per ora sono così, e spero di non abbandonare certe mie idee profondamente radicate in me solo perché “il mondo va così”, come sento a volte dire.
Ho l’impressione che la mia vita potrebbe finire molto bene o molto male, io ovviamente lavoro per il molto bene 🙂
Alcune persone che mi hanno conosciuto potrebbero non aver visto realizzarsi concretamente questi miei pensieri, a cui credo con tutto me stesso. Purtroppo si fanno degli errori, anche se non si parte per farli. Ma spero che almeno la consapevolezza del passato e il desiderio del futuro mi aiuteranno ad essere migliore, e a realizzare non solo il mio sogno personale, ma anche a dare un senso alla mia vita all’interno di questo mondo.

Vedo nella classifica del mio iPod Living on my own dei Queen, e decido di ascoltarlo, per la precisione nella versione qui sotto:

La canzone non c’entra molto né col topic né con quanto vado a scrivere, ma è sicuramente una che dà una energia pazzesca. E l’avevo ascoltata anche qualche giorno fa, quando pensavo al mio sogno. E potrei dire che è una energia tipo quella, che sento quando penso al mio sogno.
Quando mi sento così particolarmente vivo potrei mettermi anche a ballare come Freddie Mercury, anche se sono molto tranquillo e qualcuno potrebbe pensare che io sia impazzito anche solo per aver pensato questo :). Per ora, diciamo, “ballo dentro”.

E sentendo addosso quell’energia oggi mi è tornata in mente una domanda che mi faccio ogni tanto, e che è esattamente quella nel titolo: ma cosa ci facciamo, esattamente, su questa terra? Quale è il nostro obiettivo in questa vita, come dovrebbe uno vivere la propria vita perché essa abbia avuto un significato?
Mah, forse la domanda originaria si presta ad altre declinazioni che ora mi sfuggono, e devo dire che per certi versi mi ricorda quella che ci fece la prof. di religione al liceo, quelle cose tipo “da dove veniamo, dove andiamo”. All’epoca la mia coscienza in proposito era simile a quella di una anguilla lessa, ma nel tempo le cose sono cambiate.
Mi pare di ricordare che quella volta una compagna di classe, che voleva fare l’architetto e ora lo fa, disse che le sarebbe piaciuto realizzare qualche opera degna di essere ricordata, che rimanesse lì anche dopo di lei.
Ecco, pur pensandoci poco, sappiamo tutti che siamo di passaggio, ed è proprio questo il punto, come rendere significativo questo passaggio.
A me non basta il mio sogno personale, nel senso che quello di cui parlavo era mio, riguardava la mia vita privata. Ma quello non penso che basti, è riduttivo, per una vita.
Non sono (“non sono più”, se mai lo sono stato davvero) religioso, anche se in teoria credo nell’esistenza di un possibile Dio, senza collegamenti particolari con un religione o con l’altra (che penso siano solo costruzioni umane).
Ma nel tempo ho incontrato alcune figure storiche che a volte mi hanno davvero emozionato per la loro grandezza, per la loro forza, e vorrei imparare da loro, sono i miei modelli.
E` capitato proprio oggi abbia ritrovato nel comodino due fogli che avevo stampato, con il discorso “I have a dream” di Martin Luther King, che si può leggere ed ascoltare qui, http://www.hpol.org/transcript.php?id=72
Rimasi profondamente colpito ed emozionato la prima volta che lessi in particolare queste righe:

I have a dream that one day on the red hills of Georgia the sons of former slaves and the sons of former slave owners will be able to sit down
together at the table of brotherhood.

Mi sono emozionato perché quel sogno, quella fratellanza utopistica tra gli schiavi neri e i loro padroni, è oggi (quasi) realtà.
Un sogno ha bisogno di molta energia, e in quelle parole, in quei pensieri, ce n’era davvero tanta. Quella è una dimostrazione che i sogni sono possibili, anche quelli apparentemente impossibili.

Io vorrei lasciare una mia traccia nel mondo, non so bene di che tipo, ma so che voglio fare fare qualcosa per migliorarlo, perché sinceramente certe cose non mi piacciono per niente. Sto iniziando a fare qualcosa di concreto. Il minimo, credo sia vivere come si ritiene giusto nella vita di tutti i giorni, ma i miei pensieri si dirigerebbero verso obiettivi più grandi.
Sono profondamente idealista, e questo per alcune cose mi dà non pochi problemi nel mondo reale, ma per ora sono così, e spero di non abbandonare certe mie idee profondamente radicate in me solo perché “il mondo va così”, come sento a volte dire.
Ho l’impressione che la mia vita potrebbe finire molto bene o molto male, io ovviamente lavoro per il molto bene 🙂
Alcune persone che mi hanno conosciuto potrebbero non aver visto realizzarsi concretamente questi miei pensieri, a cui credo con tutto me stesso. Purtroppo si fanno degli errori, anche se non si parte per farli. Ma spero che almeno la consapevolezza del passato e il desiderio del futuro mi aiuteranno ad essere migliore, e a realizzare non solo il mio sogno personale, ma anche a dare un senso alla mia vita all’interno di questo mondo.

Autore: unGabbianoTraLeNuvole

penso che se sapessi volare e nuotassi tra le nuvole, saprei apprezzarne il sapore. Morbido, forse panna, per non esser troppo originali :-)

14 pensieri riguardo “Ma cosa ci stiamo a fare in questo mondo?”

  1. E’ la domanda che mi faccio sempre, caro gabbiano, da che mi ricordo di riuscire a riflettere.
    Man mano che la vita scorre mi “distrae” con piccoli scopi, obiettivi privati che segnano semplicemente il passo: una passione, un amore, un figlio, un progetto…. eppure dentro resta la certezza che tutto ciò non è il vero significato della mia vita.
    Ah se potessi volare come te e vedere tutto quanto con colpo d’occhio dalle nuvole…è che dalle mie parti da un pò il cielo sta a un dito dalla testa, tempi duri…

    1. Ricorda Milena che io sono un _aspirante_ gabbiano :-), e infatti ho ancora le idee confuse su un po’ di cose. Chissà, forse ci scervelliamo troppo? Ma se sentiamo questa domanda credo che un motivo ci sia.
      Penso che il significato completo della vita sia diverso per ognuno, anche se molto magari è condiviso con l’idea di altri, e spero che lo trovi tu, così come lo trovi io.

      1. …allora con ciò si svela anche la mia “aspirazione al volo” :-)……

        sono d’accordo con te, ognuno deve trovare il proprio significato.

        Apprezzo sempre di più le persone che accolgono dentro di sè queste domande, accettando lo scompiglio della confusione.
        Certo c’è il rischio di perdersi nelle ipotesi senza trovare vie di uscita, ma la domanda è comunque un’apertura all’avventura, è assolutamente l’opposto dell’apatia.
        Ti ringrazio di queste tue oasi di riflessione, è sempre un piacere leggerti anche se non scrivo quasi mai.

        ciao

        milena

        1. Ti ringrazio Milena, sei molto gentile :).
          A volte temo di farmi qualche domanda di troppo, e di perdermi un po’ di “semplice realtà” appresso ad esse. Credo però che anche se non riesci a rispondere a una precisa domanda che ti fai, anche solo il ragionarci possa esserti utile.
          Mi è capitato giusto ieri di leggere un post in cui si diceva come non sia sempre importante solo l’effettivo raggiungimento di un obiettivo, ma anche la strada tramite la quale lo si raggiunge. Passo dopo passo costruiamo noi stessi, con la speranza certo di avere qualche risultato concreto, ma con la consapevolezza, come dici tu, di non sprecare attimi di vita quando operiamo con curiosità e voglia di progredire.

  2. Secondo me questo problema se lo pone solo la razza umana. Bisogna cominciare a considerare che probabilmente non siamo diversi dagli altri animali della terra, ovvero viviamo, mangiamo e ci riproduciamo ed infine moriamo. Nessuno e tornato dalla morte a spiegarci quello che succede, quindi la soluzione più logica è quella. Se invece si considera che forse potrebbe esistere un entità superiore e onnisciente che ci ha creato e se davvero si basa sui dettami delle religioni conosciute in questo mondo, be mi sa che mi devo portare vestiti leggeri ed estivi perchè farà un gran caldo all’hotel inferno.

    1. 🙂
      Il problema che poni tu si aggiunge al mio, e ti dirò, non credo che il fatto che nessuno sia tornato a spiegarci come è “di là” debba significare necessariamente che l’aldilà non esista.
      Credo anche io che siamo davvero gli unici animali che si pongono questo problema, e credo che, anche per questo, siamo diversi dagli altri animali, tanto da fregiarci di un titolo diverso, che a volte si potrebbe dire non meritiamo.
      Riguardo il problema della vita oltre la morte, a meno di scoperte inimmaginabili al momento attuale, non credo riusciremo a comprendere cosa o chi ha creato la materia iniziale e cosa succederà poi, perché siamo dentro questa materia, e potremmo non comprendere alcuni stessi concetti che servirebbero a spiegare ciò che non capiamo.
      Io mi “limitavo” a capire cosa dà un vero senso alla nostra vita qua, e pur non essendo religioso nel senso canonico, spero che la mia etica sia tale da non meritare un viaggio premio nel tuo caldo hotel 🙂

  3. Non voglio fare filosofia, quindi tralascio la parte del chi siamo?da dove veniamo?dove andiamo?, però posso dirti che può essere una grande cosa riuscire ad essere felici, a realizzarsi, e a rendere felice o almeno donare un pò serenità a chi ci sta accanto. E non serve tanto…a volte basta un sorriso sincero per far svoltare la giornata di qualcuno.

    1. 🙂 le tue parole hanno portato un sorriso da queste parti, perché mi sono detto che forse la faccio troppo complicata, e che quello che dici è già molto, come dicevo a Kylie.
      Però, chissà, forse con qualche tratto di megalomania, mi chiedo se non ci sia qualcosa di più grande. Ecco, ci ripensavo ora, in realtà un “più grande” è semplice, è il credere in certi principi fino al punto che faresti ciò che altri non farebbero, che riesci a cambiare qualcosa che è in un certo modo da tanto tempo. Ripenso, forse perché celebrati da poco, a Falcone e Borsellino, per esempio, e mi rendo conto che spesso chi vuole cambiare lo status quo, specie quando ci sono degli interessi in mezzo, potrebbe non fare una bella fine. Ma riconsiderando che tutti passiamo, potremmo trovare del coraggio in più

  4. Da un po’ di tempo ricorre sul mio blog questo tema della fine della vita, e ogni tanto qualcuno parla del voler lasciare qualcosa, un pezzo, una testimonianza di sé, un segno del proprio passaggio.

    Io la chiamerei più un’eredità spirituale, affinché quello che abbiamo imparato da questa vita non vada perso.

    Beh, per chi ha figli è più facile, perché c’è l’eredità dei ricordi, la vita condivisa, la tradizione orale della nostra vita, ma per chi non ce l’ha?

    Tante volte penso al mio blog, un tale spaccato di vita, circa 600 articoli e 24000 commenti, che se mia figlia un domani dovesse andare a leggere tutto, ci ritroverebbe sua madre per intero.

    Fare figli, scrivere, costruire qualcosa, che sia un edificio o un’opera d’arte, sono tutti modi per essere in un certo senso eterni.

  5. tutti concentrati nel costruire e nel creare o peggio nell’accumulare esperienze o cose, con una voglia matta di bruciare le tappe, e mettere su famiglia, e lasciare regali al mondo, in modo di durare in eterno. Io non ho figli ma se li avessi, cercherei di fargli capire quanto sia importatane il fatto che prima si libera dagli orpelli che la società gli impone e ha imposto al suo paparino, prima raggiungerà la pace dei sensi, e sopratutto me lo leverei via da casa il più presto possibile, evitandogli di diventare quelli che oggi chiamano bamboccioni, perchè è vero che lo stato e la società aumentano questa categoria, e che questi poveri ragazzotti non posso realizzarsi ma è anche vero che fra le peggiori eredita che le madri degli anni passati si sono tramandate e quella schifosa regola di pensare che “i figli so piezze core”. Viviamo la vita per quello che è, il che prevede anche quello di non costruire edificare e lasciare niente al mondo, anche perchè il mondo e l’universo se ne fottono di noi, e anche tutte le altre razze animali se stra-sbattono di chi ha fatto le piramidi, l’unica cosa che gli interessa sono mangiare e riprodursi.

  6. Embrace you dreams …..
    E il mio sogno è morire da eroe , vorrei che le persone si ricordassero di me come una persona che ha salvato qualcuno o qualcosa , come un salvatore o eroe , oppure molte volte ho cosi tanta energia che ho voglia di distruggere il mondo cazzo .
    Ma pultroppo la vità è noiosa , non ce piu avventura niente di niente , nel medioevo avevi il tuo orgoglio , il tuo onore , la tua dignita , la tua ragazza , il tuo cavallo, la tua spada , la tua armatura … ora cosa ce ? il lavoro MA VAFFANCULOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO NEL CULO IL LAVORO , NON CE AVVENTURA NON CE UN CAZZOOOOOOOOOOOOOOOO UN CAZZOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
    La vita è noiosa ….
    Avrei voglia di creare un team io tu e chi vuole unirsi e fare qualcosa di grandisosissimoo e io cio moltissime idee che potrei realizzare con uno che ha moltissima energia come me .

    1. Caro Khendjo, un po’ hai ragione, la routine può diventare pesante, e a volte quasi disumanizzare. Per questo, credo sia opportuno dedicare dei momenti a se stessi in cui fare qualcosa che ci piace; in cui, insomma, ci prendiamo cura di noi.
      Tuttavia, la vita non mi pare così noiosa; tu probabilmente ti riferisci alla tua vita attuale, io dico in generale: pur limitandone a volte alcune, la vita offre secondo me molte possibilità di costruirla in mille modi diversi. Non solo, la stessa identica vita offre la possibilità di esser vista in mille modi diversi.
      Sto ancora (ma perché, finirò?) modellando la mia vita, sto tutto sommato ancora capendo come è fatto e come funziona questo mondo, e mi sa che, se mai ne farò qualcuna, per le cose grandiose c’è ancora tempo.
      Credo però che le cose grandiose si costruiscano passo dopo passo, come dicevo nel post, e per ora cerco di dedicarmi a queste. Credo altrettanto che sia comunque giusto ciò che il mio professore di filosofia ripeteva tante e tante volte: “mirate in alto”. Perché probabilmente, per crescere – in ogni senso possibile – quello è l’unico modo.

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