L’effetto a catena

Coelho nel Manuale del guerriero della luce solleva una questione molto importante, l‘effetto a catena del nostro comportamento nei confronti degli altri.

Come già osservavo, ciò che siamo dipende anche dalle interazioni che abbiamo con gli altri. E abbiamo un cervello, la nostra razionalità, ma abbiamo i nostri sentimenti, che possono essere accarezzati, o feriti, o chissà quante altre cose.

E ciò che ci arriva dagli altri inevitabilmente provoca in noi delle reazioni, anche se qualcuno magari fa finta di fare il duro e che nulla lo tocca.

Beh, insomma, quando ci comportiamo in un modo con qualcuno, dobbiamo tenere presente che il nostro comportamento potrebbe non influire solo su questa persona, ma lasciare in essa una traccia positiva o negativa, che contribuirà a formarne il comportamento nei confronti di altri, e così a cascata.

Si può dire quindi che certi comportamenti non siano responsabilità di chi li ha messi in atto?
Non credo, ma di sicuro credo che possiamo provare a comprendere il perché di quelle azioni, di quei comportamenti. Perché non siamo dei robot, e certe cose ci rimangono dentro.

Quando agiamo, quando diciamo qualcosa, siamo eticamente responsabili verso il mondo intero, perché il mondo intero è interconnesso.

Forse, pensando ciò, molte cose potrebbero andare diversamente.

Autore: unGabbianoTraLeNuvole

penso che se sapessi volare e nuotassi tra le nuvole, saprei apprezzarne il sapore. Morbido, forse panna, per non esser troppo originali :-)

6 pensieri riguardo “L’effetto a catena”

  1. E’ un pò la storia che un battito d’ali di farfalla dall’altra parte del mondo può scatenare un uragano… ma la povera farfalla che colpa ne ha? Lei si limita a vivere, facendo quello che sente di fare, muovere le sue ali… Allo stesso modo dovrebbero fare le persone. Credo che quando una persona si comporta in modo da non ferire volontariamente gli altri non sia responsabile dei sentimenti degli altri. E’ anche vero che il nostro modo di porci, le nostre parole, le nostre emozioni possono in qualche modo condizonare il comportamento di chi entra in contatto con noi. Ma, non essendo dei robot, siamo esseri che interagiscono l’un l’altro, che provano emozioni, sentimenti, a volte anche solo indifferenza, e non si può far nulla per evitare che questo accada. Non trovi?

  2. La farfalla non ha nessuna colpa, però non so se il paragone è proprio adattissimo. Perché mentre la farfalla è inconsapevole delle sue azioni, gli esseri umani no, e se capita che lo siano perché non pensano troppo a quello che fanno, ecco, potrebbero in quei casi cambiare modo di procedere.
    Penso anche io che se non si vuole ferire volontariamente qualcuno non ci siano troppe responsabilità, eppure mi sono ritrovato a pensare che certe volte si potrebbe fare di più, perché bisogna vedere quanto hai pensato all’altro, oltre a pensare che la tua azione sia innocente.
    Ma forse sono solo teorie, o forse serve una profonda sensibilità verso gli altri.
    Credo che, fosse anche solo un’utopia, si possa sempre essere migliori, ma penso che in realtà poche persone sono riuscite ad esserlo quasi come missione di vita, e a volte sono quelle che sono passate alla storia

  3. Le tue riflessioni G. denotano una sensibilità e un’apertura verso gli altri che sarebbe magnifico tutti possedessero 🙂 ma ahimè non è così!
    Quello che siamo nel bene quanto nel male è condizionato dalle persone che gravitano intorno a noi, soprattutto quelle che sentiamo più vicine e le cui parole contano di più per noi.
    Sì, dovremmo assolutamente sentirci più responsabili di ciò che diciamo!

    Un mio amico mi dice sempre che noi tutti dovremmo cercare di essere come i cioccolatini ripieni 🙂 teneri dentro ma più duri all’esterno, in modo da avere una corazza che ci protegga dalle cattiverie, ma che non alteri ciò che siamo 🙂

    1. Beh, avendo fatto alcuni errori, cerco di riflettere seriamente su temi come quello su cui ho scritto. E` difficile a volte mettere in pratica qualcosa a cui credi anche molto, perché in certi momenti non si riflette troppo, e forse… ecco, forse un semplice segreto è fermarsi un attimo, certe volte, e pensarci un po’.
      Il tuo amico ha detto una cosa molto giusta… perché alla fine… bisogna stare sempre con le difese un po’ alzate a questo mondo. Quello a cui bisogna stare attenti è che questa corazza non blocchi anche ciò che di bello può arricchirci, e che soprattutto non impedisca completamente a chi è intorno a noi di vedere ciò che siamo dentro.

  4. A mio parere, occorre almeno sforzarsi di comportarsi saggiamente, cercando di non ferire gli altri.
    Non ci si riuscirà mai perfettamente, però le buone intenzioni regalano sempre qualche buon frutto. Siamo al mondo per imparare, evolverci e migliorare attraverso l’uso della ragione.
    Ecco, siamo animali razionali: dovremmo ricordarcene più spesso.

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