Stilisti

In questi giorni di sfilate d’alta moda si vedono vari servizi ai tg, e ieri mia madre, al termine di uno di questi, commentava dicendo che gli stilisti vivono in un mondo tutto loro.

Diciamo che per ogni persona si potrebbe dire che vive in un mondo proprio, costruito dalla nascita in poi.
Tuttavia, quell’espressione credo significasse un mondo a volte fantastico, un mondo in cui sognare ad occhi aperti, in cui puoi essere amico del BianConiglio, dove puoi magari parlare a una lumaca, che, viste le antenne e il portamento quasi regale, potrebbe chiamarsi col nome di una regina.

Credo che le peculiarità e gli interessi che ti spingono verso un mestiere siano gli stessi che compongono la tua vita quotidiana, e mi sorprenderei a vedere qualcuno privo di fantasia fare lo stilista, tanto per rimanere in tema.

Pensavo che potrebbe sembrare strano che Lewis Carroll, un matematico, sia stato capace di inventare Alice nel paese delle meraviglie. Dico strano perché la matematica richiede notevoli doti di razionalità, che spesso contrastano con la fantasia.
Ma riflettendoci direi che la matematica necessita di astrazione, di staccarsi dalla realtà, le stesse cose che servono nello scrivere, nell’inventare.

Credo non si possa generalizzare, ma penso che tutti i mestieri in cui si crea, si progetta qualcosa, necessitino di uno sguardo che comprenda e osservi la realtà da punti di vista non comuni a tutti.

Perché quell’immagine lassù? Secondo me potrebbe rappresentare la creatività al lavoro, è molto bella quella raffigurazione della creazione di un arcobaleno col proprio pennello, là, in mezzo alle nuvole. L’immagine è intitolata Painting Rainbow, e l’ho tratta da qui .

Per inciso, noto come spesso, almeno al tg1, i servizi di moda siano accompagnati da un brano della colonna sonora del Favoloso mondo di Amèlie, uno dei film più sognanti che io abbia mai visto.

Autore: unGabbianoTraLeNuvole

penso che se sapessi volare e nuotassi tra le nuvole, saprei apprezzarne il sapore. Morbido, forse panna, per non esser troppo originali :-)

14 pensieri riguardo “Stilisti”

  1. Gli stilisti sono quelli che hanno rovinato l’Italia. Un tempo si chiamavono sarti (ed era già molto). Ora sono i “portatori della cultura italiana nel mondo”. Ma per carità! Siamo in mano e dalle persone che di cultura sanno quanto io so di dialetto mongolo.

    1. Che dire, probabilmente in alcuni casi certe figure sono sopravvalutate.
      Tuttavia, non credo che si possa dare un giudizio a una intera categoria.
      Non seguo troppo la moda, intendo specialmente l’alta moda, però ogni tanto mi capita di vedere dei bei capi, e credo che il nome dell’Italia sia conosciuto nel mondo anche per ciò che alcuni nostri stilisti sono in grado di realizzare.
      Uno stilista penso debba essere anche un po’ sarto, ma vedo la figura dello stilista distinta da esso, è come un architetto col muratore, secondo me. Senza sminuire nessuna categoria, ma distinguendone il campo d’azione

  2. Un vestito è un vestito (a mio modesto modo di vedere). Pretendere che sia cultura denota solo la barbarie a cui siamo giunti. E’ anche vero che uno stilista potrebbe ribattere “E allora sono libri quelli di Moccia ?”.

    1. Diciamo che cultura è un termine che può essere visto secondo diverse sfumature. Se per cultura intendiamo l’insieme delle opere di un popolo, alcuni modelli di abiti penso possano essere inclusi in questa “cultura”.
      Ma il problema di fondo è dato forse dal mio stesso titolo: ci sono casi e casi, e come dici tu, i libri possono essere portatori di cultura, ma certo ce ne sono alcuni che con essa non hanno niente a che fare.

  3. L’architetto come lo intendi tu è proprio il responsabile dello scempio delle nostre periferie. Uno cioè che se ne fregava dei problemi statici e funzionali di un edificio in vista di una cosidetta “arte” superiore.
    Uno stilista è un sarto. Punto. Se poi è stata l’unica industria a far entrare in Italia denaro estero, questo non la autorizza ad essere più di quello che è :industria appunto.
    E poi la pletora dei TG, non c’è TG, nel corso degli ultimi 20 anni che non ci abbia scassato i maroni con il Made in Italy. Ma bastaaaaaaa.
    Se si fosse dedicato lo stesso tempo e lo stesso sforzo mentale a qualunque categoria produttiva (che ne so, la pesca del tonno) anche questa adesso, assurgerebbe agli altari dell’arte e del gusto.
    Chiamiamo finalmente le cose con il proprio nome. Non aggiungo poi (solo per non infierire, quando questi sedicenti genii del gusto si inseriscono di forza in campi di cui non hanno nessuna competenza: vedi per esempio le mattonelle firmate, o i sanitari, o i cellulari, etc).

    1. Concordo con te che, come nel newspeak di Orwell, al giorno d’oggi troppe cose vengono chiamate in modi nuovi nascondendo il loro reale significato.
      Per me, rimane comunque una sostanziale differenza d’ambito tra un sarto e uno stilista, ciò non toglie che ci possono essere sarti dalle capacità di stilisti e stilisti che sono poco più che sarti.
      Per me rimane una differenzazione tra chi è capace di creare e chi è capace quasi solo di realizzare ciò che altri hanno progettato.

      Il fatto che uno si chiami “architetto” o “stilista”, però, non significa per me che automaticamente questa persona possieda delle capacità superiori, ma che svolge determinate funzioni. Purtroppo, come noti, siamo circondati da opere di architetti che hanno poco a che ci avrebbero fatto un favore ad occuparsi d’altro, ma non creod possiamo dire che tutti gli architetti siano incapaci di creare qualcosa di bello e funzionale

  4. stilista è colui che è riconosciuto per uno stile , un modo di fare di lavorare … artista è colui che crea inventata sogna qlk che prima non c’era !!!
    non credo che gli stilisti vadano a braccetto con la fantasia , anzi in alcuni c’è nè davvero pochina , infatti sono da decenni fossilizzati su un certo stile affermato e mai si distaccano da quello per non perdere quote di mercato(armani prada ect ect )…ahhh che danni il dio denaro !!!… per altri invece tipo jon galliano e la westwood per esempio là io ritrovo l’arte … che nulla centra infatti con il termine vestiti… lì sono pezzi d’arte …io mica mi sono infatti di mettermi una monna lisa !!:*-)
    e come diceva la mitica e intramontabile Cocò …
    La moda riflette sempre i tempi in cui viviamo , anche se quando i tempi sono banali preferiamo dimenticarlo !!! ciao e buon week

  5. La moda è moda, l’arte è arte. So che questo può dare fastidio a qualcuno, ma è giunto il momento di ridare alle parole il loro senso. Perchè se vogliamo chiamare arte il prodotto di uno stilista allora è arte anche la sagra delle nespole (e sarei anche in grado di dimostrartelo dialetticamente).
    Resta il fatto che per arte oggi si intende ciò che è prodotto dalla cosidetta “industria culturale”. se anche tu la intendi così allora sono disposto anche a concederti che uno stilista sia un artista.
    Diversamente è un sarto affarista. Chi fa un buon abito, con gusto e con stile, dovrebbe essere già soddisfatto di sentirsi definire un buon artigiano. se pretende anche di essere artista allora dimostri che ha studiato almeno un minimo di storia dell’arte. Quanti stilisti uscirebbero da questo test?

    1. E` vero, oggi vengono chiamati stilisti anche coloro che sono, come dici tu, più che altro “affaristi”.
      Quando ho scritto il mio articolo avevo in mente chi è capace di realizzare qualcosa di speciale, realizzando magari pochi capi che si possono indossare in situazioni particolare, con cui magari non puoi andare in giro tutti i giorni. Chi per esempio fa una ricerca approfondita sui materiali, chi ne usa di nuovi e chi sa rappresentare tramite i suoi capi un concetto.
      Gli abiti possono far parte dell’arte, come mi pare concordasse Klimt, che in molte sue opere poneva particolare attenzione al modo in cui le sue donne vestivano nei suoi quadri. Certo, lui era un artista senza dubbio, intendo che era un pittore, ma sebbene non sia un esperto del campo, credo che vestiti come quelli dei suoi quadri possano esser realizzati e forse lo sono già stati.
      Insomma, dipende a cosa pensiamo esattamente, io credo che certi abiti possano essere arte, ma che non tutti lo siano, anche alcuni dell'”alta moda”.

      1. Ahimè (te lo dico da addetto ai lavori) quanti credi siano capaci di leggere un progetto redatto da un tecnico? Nella maggior parte dei casi si ritiene il progetto un semplice atto dovuto ad ottenere una concessione edilizia. Idem dicasi delle amministrazioni comunale, che tali concessioni dovrebbero rilasciare.

  6. Anche io penso che ognuno di noi abbia un mondo proprio. Magari gli stilisti, ma più in generale gli artisti, hanno un mondo un pò più eccentrico e, comunque, creare qualcosa di nuovo non è semplice…forse è per questo che vediamo dei riadattamenti delle proposte che in realtà sono delle riproposizioni. Le altre arti, quelle musicali, pittoriche, architettoniche probabilmente hanno per loro natura la possibilità di poter acquisire un numero maggiore di sfumature. Comunque, credo che in ogni campo, gli artisti, quelli veri, quelli realmente innovativi, siano pochi. Buon inizio settimana :-).

    1. E` interessante la tua osservazione secondo cui altre arti hanno più libertà espressiva. In effetti, nel caso in cui uno stilista riesca ad essere davvero un artista, deve sempre creare qualcosa di indossabile, quindi ha certi vincoli.
      Certo, anche un architetto ha dei vincoli, se penso a opere destinate all’uso umano, ma, anche se ora non mi vengono in mente degli esempi, potrebbe realizzare anche opere di altro tipo.

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